Tutti gli articoli relativi a: #lanuovauniversità

Come cambierà l’Università in Italia? #lanuovauniversità, vista da me

Agli atenei arrivano i primi finanziamenti per affrontare la novità della no tax area

Nella legge di bilancio per il 2017 sono state introdotte alcune misure a sostegno dell’accesso all’università: tra questa, la più innovativa dispone l’esenzione dalle tasse universitarie per gli studenti a basso reddito (fino a 13.000 euro di ISEE) ed il calmieramento per quelli con un ISEE compreso tra il 13.001 e i 30.000 euro. Per compensare gli atenei dei mancati “introiti” dovuti agli esoneri e al contenimento degli importi delle tasse, sono stati previsti 55 milioni per l’anno in corso (dato che la misura entra in vigore da questo anno accademico, quindi per il 2017 c’è necessità di compensare gli atenei per la sola prima rata delle tasse, che si assolve tra settembre e ottobre) e 110 milioni a regime dal 2018. E’ presto per dire se la misura messa in campo per volontà del PD raggiungerà l’obiettivo, avvicinando all’università i giovani provenienti da strati sociali deboli, ma i primissimi dati provenienti da alcune regioni (Toscana e Piemonte) rispetto alla richiesta di borsa di studio paiono andare in questo senso. Oggi il Miur ha ripartito …

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Scuola24: Non si lasci alla tecnica la politica universitaria

In Italia ci sono pochi laureati. Siamo al penultimo posto in Europa. In particolare, è laureato il 24,8% dei giovani tra i 25 e i 34 anni, il 10,2% in meno rispetto alla media europea. In termini assoluti, rispetto all’Europa, mancano all’appello ben 700.000 giovani laureati italiani. Su questi dati, già sconfortanti, pesa poi il background economico e sociale della famiglia di provenienza che influisce, più che in altri paesi, sulla possibilità dello studente di intraprendere e concludere una soddisfacente carriera universitaria. Eppure la laurea conviene. I dati del Consorzio Almalaurea mostrano che è comunque più facile trovare lavoro e avere una retribuzione più adeguata (pur essendo gli stipendi italiani mediamente bassi) se, oltre al diploma, si possiede una laurea. Meglio ancora se magistrale e non solo triennale. E’ in questo contesto che si inserisce il dibattito sugli sbarramenti posti all’iscrizione all’università, quel “numero chiuso” sempre più spesso esteso dagli atenei anche ai corsi di laurea per i quali non è previsto per legge (Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Professioni sanitarie, Architettura e Scienze della Formazione). Dibattito …

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Università, alcune precisazioni sulla no tax area e sulle tasse calmierate

Tasse universitarie. Spiace che un quotidiano autorevole comunichi informazioni non del tutto corrette. Spiace ancor di più se l’errore, sicuramente in buona fede, va comunque a danno di una buona notizia. Mi riferisco alle importanti agevolazioni sulle tasse universitarie introdotte a favore degli studenti a basso reddito dall’ultima legge di bilancio per l’anno accademico che sta per iniziare. Parlo della cosiddetta No tax area per studenti che hanno un Isee inferiore a 13.000 euro (soglia che peraltro molti atenei hanno elevato per scelta dei propri organi direttivi). L’autore dell’articolo sostiene che per godere dell’esenzione occorre “essere in pari con gli esami”, che – tradotto – significherebbe aver sostenuto all’inizio dell’anno accademico tutti gli esami previsti dal piano di studi per l’anno precedente, vale a dire 60 crediti ogni anno. Non è così. Anzi (peraltro si tratterebbe di un requisito di merito molto “alto”, che non viene richiesto nemmeno ai ragazzi che concorrono per avere la borsa di studio). Per l’esenzione del primo anno non occorre dimostrare di aver conseguito crediti, per quella al secondo anno …

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Aspiranti docenti, ecco come acquisire i 24 cfu

Resi noti i contenuti e le modalità di acquisizione dei 24 crediti formativi necessari ai laureati magistrali e diplomati Afam di II livello che vogliano partecipare ai concorsi per accedere al percorso Fit, quello previsto dal nuovo sistema di reclutamento e formazione dei futuri docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado. Oggi, infatti, la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha firmato l’atteso decreto ministeriale che stabilisce i settori disciplinari, gli obiettivi formativi, le modalità organizzative e gli eventuali costi a carico degli interessati. Come preannunciato il primo concorso dovrebbe essere bandito nella primavera del 2018 e sono migliaia gli aspiranti docenti che potranno sfruttare l’avvio dell’anno accademico per conseguire i crediti formativi eventualmente loro mancanti. Potranno, infatti, partecipare al concorso coloro che sono in possesso di una laurea magistrale o di un diploma accademico di secondo livello e abbiano conseguito 24 cfu in quattro specifici ambiti disciplinari: pedagogia; psicologia; antropologia e metodologie e tecnologie didattiche. Ogni studente dovrà acquisire almeno sei crediti in almeno tre dei quattro ambiti. Potranno essere riconosciuti come validi anche …

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Diritto allo studio, bene no tax area rafforzata a Unimore

Le novità introdotte in materia di diritto allo studio sono ora sistematicamente presentate agli studenti degli ultimi due anni delle superiori che stanno scegliendo il futuro percorso universitario. All’indirizzo www.dsu.miur.gov.it sono spiegate, con grafiche e filmati, le possibilità concrete in termini di borsa di studio, ma non solo, messe a disposizione degli studenti, in particolare quelli provenienti dalle famiglie meno abbienti. Tra queste anche le norme, già contenute in una mozione a mia prima firma e poi confluite nella Legge di Bilancio, che introducono la no tax area per gli studenti con un Isee familiare inferiore ai 13mila euro e il calmieramento delle tasse per coloro che hanno un Isee familiare inferiore ai 30mila euro. Il Fondo per il diritto allo studio, quest’anno, può contare su uno stanziamento di 223 milioni di euro complessivi: oltre ad aver reso strutturale l’incremento, già introdotto nel 2016, di 50 milioni di euro, si sono aggiunti anche i 6 milioni di euro originariamente previsti per le borse ex art. 34 della Costituzione non ancora attuate. Tra l’altro, la ministra …

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Università, reso più equo il criterio del costo standard

La Camera dei deputati entro la giornata approverà il cosiddetto Dl Mezzogiorno che contiene, tra altre misure, la revisione del “costo standard per studente”, sulla cui base è ripartito il finanziamento statale alle università. Si tratta di una misura che il Governo era già stato sollecitato ad adottare grazie a una mozione, a mia prima firma, approvata circa un anno fa. Sono intervenuta in Aula per spiegare l’importanza delle modifiche apportate nel calcolo del “costo standard”. Ecco il testo integrale del mio intervento Signor Presidente, poco più di un anno fa, la Camera approvò – sostanzialmente all’unanimità – la mozione a mia prima firma che impegnava il Governo ad assumere specifiche iniziative per superare gli ostacoli che si frappongono tra i giovani e l’accesso al sistema universitario. Dopo qualche mese, in occasione della discussione della legge di bilancio, furono attuati alcuni impegni di quella mozione. Da un lato, quelli connessi al potenziamento del finanziamento per il diritto allo studio universitario e al completamento e miglioramento dei suoi strumenti operativi. Dall’altro, quelli connessi alla riforma della …

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Università: oltre la retorica dell’eccellenza

Il Sole 24 Ore ha avviato un dibattito sul sistema universitario a partire da una riflessione di Dario Braga, a cui hanno fatto seguito altri interventi, che potete leggere qui. Per chi, come me, ha dedicato gran parte della propria attività parlamentare alle politiche universitarie, si tratta di una iniziativa certamente apprezzabile perché – al di là delle considerazioni espresse e della loro eventuale distanza dalle mie valutazioni – rappresenta il tentativo di portare il dibattito sull’università, al netto dei luoghi comuni e degli stereotipi, in seno alla società, che è (ma sarebbe meglio dire, dovrebbe essere) il principale interlocutore del mondo accademico. Il contributo di Daniele Terlizzese dal titolo “Cooptazione e persone di qualità”, a corredo dei precedenti citati è quello che più mi sprona a prendere la parola, per dissentirne. L’autore si fa portavoce di alcune idee che hanno trovato – negli ultimi anni – sostegno pubblico e attuazione normativa, a partire dalla considerazione che il buon reclutamento vada premiato, affinché “chi sceglie abbia incentivi chiari e potenti a prendere i migliori”. Io …

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