Tutti gli articoli relativi a: #lanuovauniversità

Come cambierà l’Università in Italia? #lanuovauniversità, vista da me

Almalaurea 2017, come trattenere in Italia le nostre migliori energie giovani

Sono dati nuovi, che confermano fenomeni già conosciuti, comunque utili per assumere politiche universitarie: il rapporto Almalaurea 2017 sul profilo dei laureati italiani ci consegna una fotografia dei nostri giovani sui cui occorre riflettere e ulteriormente intervenire. Sapevamo già, purtroppo, che siamo al penultimo posto in Europa quanto a numero di laureati; che il background economico e sociale della famiglia di provenienza pesa sulla possibilità dello studente di intraprendere una soddisfacente carriera universitaria; che, nonostante gli stipendi siano mediamente bassi in Italia, è comunque più facile trovare lavoro e avere una retribuzione un po’ più adeguata se oltre al diploma si consegue una laurea, meglio se magistrale e non solo triennale. Come ha spiegato l’ex rettore di Bologna Dionigi, presentando i dati, la metà dei nostri giovani è pronta a far le valigie, dopo la laurea, per cercare lavoro all’estero, dove un impiego è più facile trovarlo, ma soprattutto è di gran lunga meglio retribuito. Questa propensione, tra l’altro, viene sempre più anticipata: negli ultimi anni sono state ben 70mila le matricole italiane che hanno …

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Nuovi docenti, sì ai 24 Cfu ma non a tutti i “costi”

Non c’è ancora il decreto attuativo che definisce ambiti e modalità che già il mercato si è attrezzato per offrire pacchetti formativi a pagamento per gli aspiranti docenti. Ed è per prevenire possibili abusi nei confronti dei laureati e laureandi che intendono intraprendere il nuovo percorso formativo per la professione docente nelle scuole medie e superiori che ho presentato una interrogazione alla ministra dell’Istruzione e dell’Università Valeria Fedeli. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri che istituisce il nuovo sistema è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Stabilisce che per poter accedere al nuovo concorso nazionale, tra gli altri requisiti, occorre aver acquisito anche almeno 24 crediti formativi universitari nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e in quelle concernenti le metodologie e le tecnologie didattiche. Questi crediti hanno un valore “orientativo” per i futuri docenti, chiamati a misurarsi, prima del concorso, con le discipline delle scienze dell’educazione, in un utile esercizio di apprendimento e autovalutazione rispetto ai contenuti di base delle competenze professionali. Sebbene manchi ancora la norma che stabilirà i dettagli sui settori scientifico-disciplinari e quindi …

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Pochi laureati, ma con lo “student act” recupereremo

Oggi il quotidiano Il Mattino titola “Lauree, l’Italia non può accontentarsi”. E’ vero non può accontentarsi dei risultati stentati conseguiti a livello europeo, anche se la situazione negli ultimi quindici anni è decisamente migliorata. Secondo i dati Eurostat, infatti, il nostro Paese è al penultimo posto (peggio di noi solo la Romania) quanto a numero di laureati. Il 26,2% è percentuale ancora molto lontana da quel 40% che è l’obiettivo di Europa 2020, ma decisamente migliore rispetto al risicato 13% del 2002. Sono dati che che preoccupano ma non stupiscono, poiché la situazione è largamente nota. E proprio per reagire a tale contesto, negli ultimi anni ho lavorato, insieme al mio partito, affinché fosse garantito l’accesso all’università anche agli studenti provenienti dalle fasce sociali economicamente più deboli. Il nostro Paese, il nostro sistema sociale ed economico hanno bisogno di più laureati e gli studi superiori non possono rimanere appannaggio delle famiglie più abbienti. Per affrontare questa situazione abbiamo messo risorse, innovazione e riformismo nel pacchetto studenti, il cosiddetto “student act”, approvato nella scorsa Legge di …

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L’Ocse certifica la scuola italiana come inclusiva, come Pd vogliamo che lo sia anche l’Università

Per la scuola italiana arriva una importante certificazione internazionale: assolve pienamente all’art. 3 della Costituzione, rispetto alla rimozione degli ostacoli “di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. L’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, a seguito di una valutazione delle competenze di lettura e di matematica dei quindicenni, conferma infatti che la scuola italiana è una istituzione inclusiva, in grado di colmare i divari sociali tra gli alunni (https://www.compareyourcountry.org/pisa/), capace cioè di insegnare ed educare tutti, indipendentemente dalla famiglia di provenienza dell’alunno e dall’agiatezza economica o dal livello di scolarizzazione dei genitori. Per di più, dal 2006, sono in aumento i cosiddetti “studenti resilienti”, cioè coloro i quali hanno buone performance scolastiche, nonostante provengano da un background svantaggiato. Un grandissimo riconoscimento il cui effetto, però, si disperde progressivamente dopo l’uscita dal mondo della scuola. La stessa valutazione ripetuta a 25/27 anni (http://oecdeducationtoday.blogspot.it/2017/03/how-inequalities-in-acquiring-skills.html), dimostra come tornino a pesare – e a scavare solchi – elementi quali il titolo di …

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Per i diritti degli studenti

Sono davvero orgogliosa del mio Ateneo (sono ricercatrice all’Università di Bologna, solo temporaneamente “prestata” alla politica). Ho appena letto un’agenzia che riporta il progetto di rimodulazione della contribuzione studentesca pensato dall’ateneo bolognese per favorire, ancora di più rispetto a quanto abbiamo già deciso con la Legge di Stabilità, gli studenti che appartengono alle fasce sociali meno abbienti. Il provvedimento sul sostegno al diritto allo studio, a cui ho lavorato dall’inizio della legislatura, non è stato apprezzato da tutti, ma come avevo previsto è in grado di fare da volano per moltiplicare gli interventi delle stesse università. Bologna ha perfettamente colto il senso, ma anche le possibilità che si dispiegavano. Per compensare gli atenei dei minori introiti derivanti dalla no tax area per studenti con ISEE inferiore a 13.000 euro, abbiamo previsto 105 milioni di euro, a regime. Bologna ha comunque deciso di rimodulare la contribuzione anche verso l’alto per rendere ancora più progressiva la tassazione. Bene, quindi, ora il nostro impegno è di continuare sulla strada intrapresa a favore del diritto allo studio universitario e …

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Caro Andrea, ecco i meriti del nuovo sistema

Il direttore della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto, oggi, su Repubblica, critica il nuovo sistema di formazione e di accesso all’insegnamento dei docenti di scuola secondaria, oggetto di una delega al governo in discussione in Commissione Istruzione di Camera e Senato. Sono relatrice di questa delega, pertanto desidero rispondere ad Andrea Gavosto spiegando quelli che, secondo me, sono le novità e i meriti della riforma. Caro Andrea, il timore che la delega sulla formazione iniziale e accesso al ruolo dei docenti possa modificare in peggio la scuola italiana è totalmente infondato. Il nuovo sistema, infatti, consentirà di preparare docenti competenti nelle discipline e negli ambiti specifici della professione; si avvarrà di commissioni miste di esperti (provenienti da scuola e da università) per valutare, nel corso di un triennio, se la persona in formazione ha e sta acquisendo le qualità necessarie per diventare un docente (se non dovesse conseguirle, avrà un titolo adeguato per intraprendere un’altra strada, diversa dall’insegnamento); formerà docenti in numero coerente con i posti realmente a disposizione, aggredendo concretamente il fenomeno del precariato. L’obiettivo …

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A Macerata per parlare di formazione dei docenti e diritto allo studio

Lunedì 20 febbraio sono stata a Macerata per una giornata interamente dedicata alla formazione: quella degli insegnanti delle scuole secondarie (in seno ad un convegno organizzato dall’Università) e poi quella degli studenti universitari, in una iniziativa serale organizzata dal PD locale sul diritto allo studio con Irene Manzi. Si è parlato anche della stabilizzazione del fondo per le borse allo studio a 216 milioni e della No tax area per gli universitari a reddito familiare basso. Nella Legge di stabilità sono 160 i milioni investiti nel settore. Pochi? Mai abbastanza, ma mai così tanti. Due precisazioni e una considerazione. Dal 2013 ad oggi il Fondo è passato da 16 milioni a 216, stabili. Da prime stime operate sul numero di idonei dell’anno accademico in corso, queste risorse, associate alla modifica (sempre in Legge di stabilità) dei criteri di assegnazione delle risorse alle Regioni in base al fabbisogno, potranno soddisfare tutte le richieste di borse se le Regioni faranno la loro parte, come previsto dal decreto legislativo 68 del 2012 e come sancito dal titolo V …

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