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"I ragazzi poveri imparano di meno", di Emanuela Micucci

I bambini più poveri all’inizio della scuola dell’obbligo sono un anno dietro ai compagni. In particolare lo svantaggio economico ne impoverisce il linguaggio causandone un ritardo di 11,1 mesi sui coetanei provenienti dalle famiglie a reddito medio. A rivelarlo uno studio britannico sulle competenze linguistiche dei bambini inglesi nella prima infanzia, pubblicato recentemente dalla Fondazione Sutton (www.suttontrust.com). Dalla serie di test somministrata a circa 12.500 bimbi di 5 anni, tuttavia, emerge che un ambiente favorevole e una buona cura parentale possono ridurre di 9 mesi il gap di apprendimento fra classi medie e povere.

Fattori comuni

Fattori comuni nelle famiglie più disagiate influenzano lo sviluppo del linguaggio dei figli: circa la metà (47%) dei bambini che provengono da 1/5 delle famiglie più povere inglesi, infatti, sono nati da madri giovani, con meno di 25 anni di età, e il 65% non vivono con i proprio genitori biologici.

Le buone abitudini

Esistono poi buone abitudini familiari che favoriscono lo sviluppo sia fra i bambini poveri sia tra quelli benestanti. Così, avere i genitori vicini prima di andare a dormire tra i 3 e i 5 anni fa progredire di 2 mesi e mezzo lo sviluppo del linguaggio. Due mesi in caso di letture quotidiana per i figli di 3 anni. A parità età, poi, i bambini che vanno in libreria con i genitori almeno una volta al mese sono avanti di 2 mesi e mezzo sui coetanei che non la frequentano. Un potenziale di una buona genitorialità che permette di superare alcuni effetti negativi della povertà sviluppo precoce dei bambini. «I risultati dello studio sono un atto d’accusa tragico sulla società moderna», commenta Peter Lampl, presidente della Trust Sutton, «e prospettive dei nostri bambini dipendono tanto dal loro contesto familiare, non dai loro talenti individuali». Ora c’è la prova «che politiche e programmi per i bambini a basso reddito contribuiscono a ridurre i divari nella prima infanzia», afferma Jane Waldfogel, curatore dello studio, «sappiamo anche che il meglio di questi investimenti produrranno rendimenti nettamente superiori ai loro costi». Tra le 5 priorità individuate per ridurre il gap una riguarda proprio i nuovi fondi che il governo inglese guidato da Gordon Brown prevede di stanziare per estendere l’istruzione gratuita materna a 3 e 4 anni: per la Trus Suddon andrebbero reinvestiti per fornire 25 ore di scuola materna di una settimana a bimbi di 2-4 anni del 15% delle famiglie più svantaggiate, accompagnandole con programmi per i genitori.

Da ItaliaOggi 06.04.10