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Fosse Ardeatine, 68 anni dopo Napolitano: "Onore ai caduti non finirà"

La cerimonia in ricordo dell’eccidio nazista in cui morirono 335 vittime tra civili e militari. La denuncia dell’Anfim: “Senza soldi, chiuderemo”. L’appello raccolto dal capo dello Stato. Mille studenti romani, provenienti da 30 istituti superiori e 16 scuole medie della Capitale, hanno partecipato questa mattina alla cerimonia in ricordo dell’eccidio alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del presidente della Camera, Gianfranco Fini, del vicepresidente del Senato, Emma Bonino, del ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, della governatrice del Lazio, Renata Polverini, del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e del sindaco Gianni Alemanno.

Uno dopo l’altro sono stati letti i nomi delle 335 vittime della strage, poi le autorità hanno visitato le Fosse deponendo corone di fiori. A prendere la parola per prima, Rosina Stame, presidente dell’Anfim (Associazione nazionale familiari dei martiri caduti per la libertà della patria) che ha ricordato che “a causa dei tagli abbiamo dovuto licenziare i nostri due unici dipendenti e probabilmente saremo costretti a chiudere i nostri uffici, ma non chiuderemo i nostri cuori”. A risponderle il capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Quello che si è fatto per onorare la memoria dei caduti non è finito e non finirà. Il 23 marzo dell’anno prossimo ci ritroveremo nuovamente qui con lo stesso animo”. Un appello raccolto anche dal primo cittadino Gianni Alemanno: “L’anno scorso siamo intervenuti con 30mila euro proprio per compensare i tagli del governo. Continueremo a sostenere questa operazione perché non possiamo permettere che l’Anfim chiuda.
Ci auguriamo che il governo risponda all’appello del presidente Napolitano e garantiamo che Roma Capitale sarà accanto a questa associazione perché la memoria non si può perdere”.

L’omaggio alle vittime della strage

Era il 24 marzo del 1944 quando le truppe di occupazione naziste massacrarono civili e militari come atto di rappresaglia per l’attacco partigiano ai tedeschi avvenuto il giorno prima in via Rasella. “Una ferita per la storia di Roma, il simbolo della violenza deliberata dell’uomo sull’uomo che va ricordata anche per trasformare gli studenti e i ragazzi in testimoni di speranza” secondo l’assessore capitolino alla Famiglia e alla Scuola Gianluigi De Palo. “Un gesto di assoluta follia umana più che di guerra” ha commentato Renata Polverini, convinta che “ci dobbiamo ritrovare qui ogni anno per segnare la nostra storia e perché queste cose non accadano più”. Riguardo ai tagli del governo ha spiegato: ”Ormai rispetto alle tre manovre del precedente governo e dell’ultima di quello attuale, soprattutto sugli enti locali, ci sono stati tagli talmente importanti che su ogni questione che trattiamo quotidianamente, questo elemento torna fuori. Ci auguriamo che il governo passi ad una fase successiva, a quella dello sviluppo, perché solo così potremo interrompere questo dibattito”.

da www.repubblica.it