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“Pi greco meglio dei videogame i segreti della matematica diventano un gioco da ragazzi”, di Anais Ginori

Provare a far girare una ruota quadrata, creare forme geometriche con le bolle di sapone, imparare il calcolo delle probabilità davanti a un mucchio di caramelle, scoprire la propria data di compleanno tra i decimali del Pi greco. La matematica è un gioco da ragazzi, o almeno così sembra nella sale del museo Vaisseau di Strasburgo dove da qualche giorno è stata inaugurata “Mathémanip”: oltre quattrocento metri quadrati per imparare numeri e forme senza rinunciare al divertimento. Il concetto della mostra viene dalla vicina Germania, dove migliaia di bambini si sono già appassionati nel tentare di risolvere teoremi e rompicapo sempre proposti in forma ludica.
Nella nuova versione francese, il format tedesco “Mathematikum” è stato integrato con altri giochi ed esteso su uno spazio ancora più grande. C’è persino un ristorante dove si può bere “tè al quadrato” e “millefoglie di logica”. Oltre quaranta attività ludiche, un percorso didattico di un paio d’ore che riesce a trasformare una disciplina considerata ostica e difficile e in un piacevole passatempo. Il segreto è imparare attraverso un’esperienza diretta, da cui il titolo della mostra, a metà tra matematica e manipolazioni.
I bambini si sentono apprendisti scienziati lanciando biglie su due piste, una dritta e una concava: il percorso più corto non è sempre quello più rapido. Oppure passano davanti a “L’uomo vitruviano” di Leonardo da Vinci nel quale sono riprodotte le proporzioni “naturali” del corpo umano. Continuando, devono far combaciare forme triangolari e quadrate: è l’applicazione concreta del famoso teorema di Pitagora: “In ogni triangolo rettangolo l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa è sempre uguale alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti”. «La matematica non deve essere riservata a pochi appassionati», ripete Cédric Villani, 39 anni, vincitore della medaglia Fields, l’equivalente del Nobel, per i suoi lunghi studi sulla formula dell’entropia Boltzmann. Villani è diventato “mathstar” grazie a libri e trasmissioni di facile divulgazione, così Jean-Paul Delahaye, autore “Stupefacenti numeri primi” e Stella Baruk chiamata la “fata della matematica”.
La Francia ha una lunga tradizione in questa disciplina che risale ai Lumi, con personaggi come Jean D’alembert, passando per il gruppo Bourbaki. Nelle edicole si vendono diverse riviste di esercizi per tenersi in allenamento
e periodicamente si disputano i campionati di logica e matematica. Tra pochi giorni uscirà in Francia persino un documentario dal titolo ironico “Comment j’ai détesté les mathématiques”, ovvero “Come ho imparato a detestare la matematica”. Attraverso interviste a grandi rappresentanti della categoria, come Villani, il regista Olivier Peyon spiega un paradosso: molte persone si ostinano a non voler capire algoritmi e nuove tecnologie che però oggi governano il mondo. «L’idea del film — racconta Peyon — è nata quando un mio amico del College de France mi ha detto: “Se nelle scuole si insegnasse davvero lo spirito matematico, tutti i bambini diventerebbero dei ribelli”». Sviluppare la capacità di astrazione e risolvere equazioni significa anche affinare lo spirito critico. E quindi ben venga il gioco matematico, a qualsiasi età.

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