Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Assunzioni, la parte del leone al sostegno: più di 4.000”, di A. G.

Le indiscrezioni che circolavano nel week end, all’indomani dell’emanazione del decreto ministeriale per l’immissioni in ruolo di 16.000 lavoratori precari della scuola, erano quanto mai azzeccate: oltre la metà (circa 4.300) degli 8.000 posti da docente determinati dal Miur verrà assorbita dai docenti di sostegno. Un’altra bella fetta, poco meno di 2.000 verrà riservati ai docenti della scuola d’infanzia. Mentre a tutti gli altri insegnanti in lista d’attesa, abilitati nella primaria e soprattutto la miriade di aspiranti docenti inseriti nelle classi di concorso delle medie e delle superiori, rimarranno solo le “briciole”: per far “scattare” l’immissione in ruolo serviranno ben sei posti vacanti. Un proporzione che corrisponde all’assunzione, in media, su meno del 10% dei posti liberi. Una percentuale simile (11%) riguarderà gli educatori. Più o meno sugli stessi livelli anche quella riservata al personale Ata: la ripartizione delle aliquote per i diversi profili prospettata dal Miur prevede per gli assistenti amministrativi l’assunzione per circa il 14% di posti vacanti, mentre per assistenti tecnici e collaboratori scolastici stiamo attorno al 10%. Per i Direttori dei …

“Il “rutto del piovano”: attualità di una metafora!”, di Maurizio Tiriticco

Antonio Piromalli nella prefazione a Letteratura e cultura popolare (Firenze, 1982) scriveva tra l’altro: “Una storia della letteratura italiana deve tenere conto di tutte le particolari strutture inerenti anche alla sua complessa geografia, alle stratificazioni differenziate delle culture locali che spesso contrastano o contestano la cultura accademica, ufficiale, tradizionale; sono – comunque – agenti dell’attività culturale integrale. Le culture popolari di un luogo, di tutti i generi in cui esse si esprimono, hanno dignità pari alle forme della cultura egemone. Tale riconoscimento bandisce, però – avverte saggiamente Piromalli – ogni tentazione di microfilia, di campanilismo, di vanto di ‘rutto del piovano’, di associazione di una cultura chiusa con un tempo di oppressione sì da creare nostalgie e mitologie dell’oscurantismo. Non è raro che si scivoli in qualche mittel, nord, sud assaporando macerazioni, fermenti, esalazioni che non sono mai esistiti e che vivono solo per via di immaginazioni letterarie consolatorie o narcisistiche. La realtà è ben diversa dai vagheggiamenti di languori, di morte estenuata, dal revival di un ducato da operetta o da inferno, dalle ‘isole …

“Sul test di dialetto la lega cede, ma rimane la prova di conoscenza del territorio. Ghizzoni (pd): i docenti del sud non sono di “serie B”e la misura è incostituzionale”, di Michela Rossetti

La Lega frena sul test di dialetto. Ma non cambia idea sul test pre-selettivo in generale, quello per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti. È Roberto Cota, presidente dei deputati del partito, a correggere il tiro, definendo il test di dialetto “una bufala”, ma precisando: “La proposta è quella di fare dei test pre-selettivi per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione”. Quindi? Niente dialetto ma un test più organico? L’intervento della Gelmini va in questa direzione: “Sulle tradizioni locali si può ragionare” – sostiene il ministro dell’Istruzione – ma non sul dialetto”. E la Lega segue: serve un test che “attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell’insegnante”. Insomma, non cambia poi molto, e il “succo” è lo stesso: l’idea di una prova dalla quale emerga la conoscenza della Regione in cui si va insegnare, perché “laurea, corsi e graduatorie sono spesso comprate”, come sosteneva ieri il Carroccio. O assegnati da “università più ‘generose’ e università più ‘rigorose’”, come dice oggi …

Scuola, tagli per 600 milioni di euro. Manuela Ghizzoni: “Ennesima scossa”

“L’educazione scolastica è l’ultima priorità per questo governo. Conseguenze gravi, così si rinuncia ad investire sul futuro” “Mentre la maggioranza si spacca sulle proposte ideologiche ed anticostituzionali della Lega Nord che chiede di inserire un test per accertare la conoscenza delle tradizioni, della storia e del dialetto della regione dove i professori intendono insegnare, emergono ulteriori tagli del governo alla scuola pubblica, ormai considerata nei fatti l’ultima delle priorità di questo governo”. Con queste parole Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in Commissione Cultura alla camera, commenta l’ennesima riduzione di risorse verso la scuola pubblica preannunciata dal disegno di legge sull’assestamento di bilancio approdata in questi giorni al voto della Camera. “Sono 600 i milioni di euro tagliati alla scuola pubblica in questi giorni, che si vanno ad aggiungere alle gravi decurtazioni già operate nei mesi scorsi e che lasceranno a casa, a partire da settembre, più di 42 mila docenti e dirigenti scolastici e oltre 15 mila tra assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici (Ata). Quest’ennesima scossa al sistema scolastico – continua la Ghizzoni – investirà …

Lega: “test di dialetto per i prof”. Scontro sulla scuola stop a riforma

Proposta del Carroccio: «Gli insegnanti devono conoscere la cultura della regione dove lavorano». I professori dovranno superare un «test dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare». Stop dunque alla selezione basata sui titoli di studio. È quanto la Lega chiede che sia inserito nella riforma della scuola ora all’esame della commissione Cultura della Camera. Ma il presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), dice no e sconvoca il comitato ristretto investendo della questione direttamente la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La Lega però si oppone. E la riforma, per il momento si blocca. LA PROPOSTA – «Il presidente Aprea – spiega Paola Goisis, deputata della Lega e presentatrice della richiesta – ci ha detto che il testo dovrà essere discusso direttamente in aula. Ma a questo noi ci opporremo perché non si può scavalcare così la volontà di un partito di maggioranza e la stessa Commissione». «Noi avevamo presentato una proposta di legge di riforma della scuola. Ma questa non è stata condivisa da …

Scuola. Pd, governo chiarisca sul personale a rischio licenziamento

Migliaia di posti a rischio, interrogazione al ministro Gelmini. “Alla vigilia del nuovo anno scolastico il ministro Gelmini faccia chiarezza su quanti sono i docenti di ruolo che perderanno la cattedra e quanti supplenti già in servizio non saranno riassunti a causa dei pesanti tagli fatta con la legge 133 del 2008 e la successiva finanziaria, ai quali si è aggiunta la riduzione di 600 milioni per gli incarichi a tempo determinato”. Lo chiedono in un’interrogazione parlamentare le deputate del Pd in commissione cultura della Camera, Manuela Ghizzoni e Maria Coscia. “I tagli del governo – spiegano le deputate Pd – riguardano per il prossimo anno 42.102 posti di docente e dirigente scolastico – di cui 13.060 docenti della scuola primaria, 17.450 della secondaria di primo grado, 11.347 della secondaria di secondo grado e 245 dirigenti scolastici – e 15.167 posti di personale Ata di cui 2.740 assistenti amministrativi, 1.670 assistenti tecnici, 10.434 collaboratori scolastici e 324 Dsga. Queste riduzioni di organico mettono in evidenza che migliaia di lavoratori della scuola già con nomina a …

“La scuola è in crisi: la responsabilità è del pedagogo?”, di Maurizio Tiriticco

Amici e non-amici esprimono, ovviamente, giudizi diversi sulle mie riflessioni, ma su un punto sono tutti concordi: sulla necessità che si riconosca che la nostra scuola è in crisi, che i ragazzi sono sempre più ignoranti e che, a volte, certi insegnanti, soprattutto i giovani, non sono da meno! Ad esempio, Giovanni, dirigente scolastico, lamenta che non solo diventa sempre più difficile trovare un verbalizzatore delle riunioni dei consigli di classe – eppure il verbale è una delle tante tipologie linguistiche che dovrebbero essere insegnate nella scuola media – ma, addirittura, quando lo si trova, l’esito non è sempre incoraggiante sotto il profilo della correttezza grammaticale! Non ho alcuna difficoltà a riconoscere la crisi in cui ci troviamo, anche perché la scuola la conosco. Forse l’enfasi con cui difendo i “didatti” e i “pedagoghi” – i bersagli dei tanti detrattori oggi di moda – è tale da non fare emergere altri rilievi critici! Ma la questione di fondo è un’altra: che è volutamente scorretto che una pubblicistica superficiale denunci la ricerca pedagogica tout court, dagli …