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Informazione, “A sostegno del pluralismo”

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L’Aula di Montecitorio ha dato il via libera al progetto di legge delega per l’istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. “Una riforma importante – commentano i deputati modenesi del Pd Davide Baruffi e Manuela Ghizzoni – che stabilisce che il solo mercato non garantisce il pluralismo dell’informazione, che apre ai giovani e alle imprese innovative e che, per la prima volta, si occupa anche della rete di distribuzione dei prodotti editoriali”. Il provvedimento ora passa all’esame del Senato.

“Con questa legge si stabilisce un principio di qualità della democrazia: per assicurare il pluralismo dell’informazione, occorre anche il sostegno pubblico”: i deputati modenesi del Pd Davide Baruffi e Manuela Ghizzoni spiegano così l’idea base che ha mosso i legislatori nel mettere a punto la proposta di legge delega al Governo sull’Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, che ha ottenuto, nella tarda mattinata di oggi, il primo sì della Camera dei deputati. “A differenza del Movimento 5 stelle – conferma Manuela Ghizzoni che, in Commissione Cultura, ha seguito fin dall’inizio l’evolversi del provvedimento – noi non crediamo che il mercato possa essere il solo decisore su chi fa impresa editoriale. Pensiamo, invece, che ci siano soggetti che, per il valore aggiunto che portano al mondo dell’editoria, meritano di essere sostenuti con risorse pubbliche”. Il provvedimento, infatti, definisce come si costruisce e si alimenta il Fondo, ma soprattutto qual è la platea che può accedere ai contributi pubblici. Sono, innanzitutto, esclusi i giornali di partito e dei sindacati, i periodici tecnici e quelli in mano ai grandi gruppi editoriali quotati in borsa. Si favorisce, invece, la piccola editoria, le cooperative di giornalisti, le associazioni dei consumatori, le organizzazioni no profit, i periodici destinati ai non vedenti o ipovedenti, le testate italiane all’estero e quelle per le minoranze linguistiche, sempre che applichino regolarmente i contratti di lavoro in essere e che siano attenti alla qualità complessiva del prodotto (si sancisce, ad esempio, il divieto di ospitare pubblicità lesive del corpo delle donne). “Le misure previste aprono ai giovani – conferma Manuela Ghizzoni – alle imprese innovative attente all’online, alle imprese senza fini di lucro. Per la prima volta, poi, ci si occupa anche della rete di distribuzione dei prodotti editoriali”. E su questo fronte, l’Aula ha approvato un emendamento importante, a prima firma Davide Baruffi e sottoscritto anche da Manuela Ghizzoni, che disciplina la liberalizzazione dei punti vendita dei prodotti dell’editoria. Non più una liberalizzazione selvaggia, ma un percorso graduale di adeguamento della rete, capace di mitigare gli effetti negativi di breve termine al fine di salvaguardare l’occupazione nella rete di vendita dei prodotti editoriali e la qualità del servizio. Da segnalare il fatto che su questa correzione fortemente sollecitata dagli edicolanti non sia venuto il consenso del M5s.”Un bel passo avanti – conclude soddisfatto Baruffi – che raccoglie le legittime preoccupazioni degli edicolanti, già oggi in difficoltà. Naturalmente seguiremo passo passo l’attuazione della delega, con i decreti attuativi che il Governo emanerà, ma oggi un paletto importante è stato messo e si riparte da qui”. Il provvedimento ora passa al Senato. “Forza Italia e M5S alla Camera hanno votato contro – concludono gli on. Baruffi e Ghizzoni – sempre insieme contro i diritti”.

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