Mese: marzo 2018

8 marzo, siamo la metà del Paese, ma, purtroppo, non facciamo ancora la differenza!

Il Parlamento che sta per lasciare, e di cui sono componente, è stato il più rosa della storia della Repubblica, un obiettivo a cui, come Partito democratico, avevamo contribuito in maniera determinante, grazie anche alle parlamentarie interne che avevano selezionato un numero uguale di candidati tra donne e uomini. Con la nuova legge elettorale, il Rosatellum, avremmo, in teoria, dovuto fare meglio, perché prevede espressamente non più del 60% di candidati dello stesso sesso (e quindi, presumibilmente, almeno un 40% di donne). E, invece, alla realtà dei fatti, il nuovo Parlamento che si insedierà il prossimo 23 marzo potrà contare su meno del 30% di componente femminile. Cosa è successo? Fatta la legge, trovato l’inganno. Il meccanismo delle pluricandidature ha permesso di aggirare le norme sulla parità di genere: la stessa donna, candidata capolista in più collegi, ha consentito di far eleggere in Parlamento fino a quattro uomini posizionati dietro di lei. Insomma, come Pd abbiamo convintamente voluto questo punto della legge, ma poi noi stessi siamo stati i primi ad eluderla.  Non è solo …

Votate, votate, votate!

Votate, votate, votate! In questo modo i conduttori di Canzonissima invitavano gli italiani a scegliere il cantante preferito. Allo stesso modo vorrei sollecitare chi legge questa pagina a recarsi alle urne, domenica, per esercitate il proprio diritto/dovere di voto. Io lo farò votando Pd e i suoi candidati, nella speranza che siano eletti, in particolare, quelli territorialmente a me più vicini: Edo Patriarca, Teto Vaccari, Matteo Richetti e Giuditta Pini, oltre a Paola De Micheli, Vanna Iori e Paola Boldrini amiche e colleghe della legislatura che si chiude. Non mi dilungo: le ragioni stanno scritte in questo profilo da quando l’ho aperto. Quindi non da ieri e non dall’inizio di questa legislatura, ma da quando alla breve esperienza di governo Prodi succedette quella di Berlusconi. Storia recente, responsabile di molti dei drammi attuali (a partire dalla incapacità di affrontare in alcun modo la crisi economica iniziata nel 2008: mentre a migliaia perdevano il posto di lavoro, il governo di centrodestra si baloccava a sgravare il lavoro straordinario), ma già coperta da una spessa corte di …