Tutti gli articoli relativi a: cose che scrivo

Serve un piano «Formazione Italia» per salvare l’educazione superiore

Mentre scendevo a Firenze, mercoledì scorso, per partecipare alla Festa de l’Unità nazionale tematica sulla Scuola, Università e Ricerca, riflettevo su come sarebbe stato opportuno realizzare un patto per la formazione superiore analogo a quanto il Governo sta mettendo in campo con il progetto «Casa Italia» per realizzare un grande piano per la prevenzione sismica basato su conoscenze, competenze e investimenti a medio periodo. Un’idea che grazie anche ai contributi degli altri ospiti al dibattito – la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, il rettore dell’Univerità di Firenze Luigi Dei e Rebecca Ghio della Rete Universitaria Nazionale – si è meglio definita nelle motivazioni e negli obiettivi. Di questo intervento pluriennale per la crescita del nostro capitale umano e quindi dello sviluppo del Paese ne scrivo oggi su Scuola24 del Sole24Ore Condividi

Condividi

Perchè manca l’antisismica?

Di seguito l’articolo pubblicato su l’Unità sabato 3 settembre firmato insieme alla collega Raffaella Mariani: Su una questione sembrano essere tutti d’accordo. Mille volte meglio prevenire che dover poi, a posteriori, cimentarsi nella drammatica conta delle vittime e dei danni. E allora perché la prevenzione sismica in Italia non decolla? Esempi virtuosi, come quello di Norcia dove non sono stati registrati feriti, non mancano. Eppure, quando c’è da costruire in sicurezza, ma lontani da un’emergenza sismica, quando c’è da rivolgersi a professionisti in grado di dare le opportune indicazioni, le lamentele per l’eventuale incremento dei costi non mancano. Le imprese che avevano costruito i capannoni industriali seguendo l’ultima normativa antisismica varata dalla Regione Emilia-Romagna, ad esempio, con il terremoto del 2012 non riportarono danni. Eppure la normativa era stata osteggiata a causa proprio dell’aumento delle spese e per la presunta burocratizzazione delle procedure. Da notare che nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto erano stati pochissimi gli interventi effettuati per miglioramento ed adeguamento antisismico dei fabbricati privati e produttivi che pure potevano beneficiare del …

Condividi

Perché la prevenzione non decolla? Una riflessione sulle criticità e sulle azioni necessarie

Il Governo ha stanziato i primi 50 milioni per la fase di emergenza, attingendo dal Fondo nazionale per le Emergenze, istituito nel 2013, e che per quest’anno ha una dotazione di 249 milioni. Una scelta politica giusta. Bene, quindi, considerando che nel caso del terremoto Emilia il governo Monti racimolò solo 10 milioni per le prime urgenze (mentre il Fondo della Protezione Civile era stato azzerato). Dopo l’emergenza seguirà la lunga fase della ricostruzione. Ma prevenire non sarebbe meglio? Certo, mille volte meglio tenuto conto, peraltro, che nessuna vita persa, comunque, può essere restituita. Prendiamo Norcia: è vero che non si trova nell’epicentro del sisma, ma l’esperienza dei terremoti precedenti ha insegnato ad intervenire con metodi costruttivi adeguati alla sismicità del territorio e lì non si registra nemmeno un ferito. Eppure, quando c’è da costruire in sicurezza, ma lontani da un’emergenza sismica, i mugugni e le lamentele per l’eventuale incremento dei costi non mancano. Prendiamo un altro esempio, ma di casa nostra, vale a dire le imprese che avevano costruito i capannoni industriali seguendo l’ultima …

Condividi

Un istante, una vita

#istantediunavita Immagini digitali e terrorismo. Prende le mosse da qui la riflessione odierna di Belpoliti, su Repubblica, per ragionare della vita. Un tentativo riuscito per dare senso ai sentimenti di smarrimento, inquietudine e rabbia che abbiamo provato nell’osservare le immagini digitali delle vittime degli attentati terroristici. Immagini di chi aveva la vita davanti. Immagini di chi non c’è più. Immagini di un istante che fa la differenza. Leggendolo ho pensato, in particolare, ai giovani di Suruc, immortalati nel pieno della gioia poco prima di essere colpiti a morte da una altrettanto giovane terrorista kamikaze. A loro, alla loro insensata fine e ai loro ideali – che li hanno fatti scegliere come vittime – è stata intitolata intitolato un Circolo Pd di Modena. Lo so, ben poca cosa, ma è un modo, laico, per estendere quell’istante di gioia nella vita ad un tempo indefinito. Condividi

Condividi

Quella voglia di barriere che rischia di travolgere il sogno europeo

Un popolo di anziani, rinchiusi nelle loro case e nei loro confini, terrorizzati da tutto ciò che c’è fuori, vita compresa. E’ un quadro desolante quello che traccia oggi Ilvo Diamanti su Repubblica. Oggi, lo si ricordi, Festa dell’Europa, anniversario della dichiarazione dell’allora ministro degli esteri francese Robert Schuman che proponeva la nascita della Comunità europea del carbone e dell’acciaio. La Ceca fu il primo nucleo dell’Europa unita, di cui Schuman è considerato uno dei padri. A distanza di 66 anni (era il 9 maggio del 1955), il sondaggio Demos condotto il mese scorso fotografa impietosamente il nostro Paese. Quello che una volta era il popolo più convintamente europeista, si è lasciato prendere, complice anche la crisi economica, dalla voglia di rinchiudersi nei nostri spazi. Gli italiani sono i più vecchi nel Continente. Tranne i giovani che guardano ancora all’Europa con speranza, sono sempre più impauriti di possibili orde migratorie e sempre più sfiduciati nei confronti delle istituzioni, incapaci di porre barriere al fenomeno. Gli italiani fanno sempre meno figli: dice Diamanti che anche gli …

Condividi