Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Gruppo Argenta, non si gioca sul futuro dei lavoratori

La vicenda dei lavoratori della sede carpigiana del gruppo Argenta approda sul tavolo del ministro del Lavoro Poletti grazie a una interrogazione che ho presentato, insieme al collega Davide Baruffi. Nell’interrogazione abbiamo illustrato al ministro l’estrema delicatezza della vicenda che coinvolge il futuro professionale di alcune decine di lavoratori, ma anche le anomalie che si stanno verificando nella gestione del piano di riorganizzazione aziendale. Due in particolare, secondo noi, sono le anomalie che, dai contatti con i sindacati e l’amministrazione comunale, abbiamo riscontrato e di cui diamo conto nella nostra interrogazione. Innanzitutto una anomalia di metodo, inaccettabile: non si dà avvio a un processo di riorganizzazione aziendale e trasferimento di lavoratori senza una preventiva informazione alle organizzazioni sindacali. E in ogni caso è indispensabile un confronto tra le parti che consenta di accedere, in caso di esuberi e impossibilità di trasferimento, a tutti gli strumenti a disposizione in termini di politiche passive, attive e incentivi all’esodo da negoziare. Ma soprattutto non si possono mescolare, con modalità opache, licenziamenti individuali e licenziamenti collettivi. Se esiste un …

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Brexit, adesso gli immigrati da far tornare a casa siamo noi

Per la serie “si è sempre a sud di qualcuno”. Gli italiani, bombardati dalle immagini degli sbarchi, hanno paura di essere invasi dagli immigrati. Con la Brexit scoprono, improvvisamente, di essere loro gli immigrati invasori da rimandare a casa. La conferma arriva indirettamente dalla lettera che un centinaio di accademici italiani, tutti docenti nelle più prestigiose università inglesi, hanno scritto al presidente del Consiglio Matteo Renzi. Nell’immaginario collettivo l’immigrato è nero, malmesso, disposto a lavorare per pochi euro, rubando così posti di lavoro. Ma l’immigrato può essere anche bianco, ben vestito e molto colto. La paura dell’immigrazione discriminata è stata una delle molle che ha spinto la vittoria dei “Leave” in Gran Bretagna. Ora la favorita alla successione dell’attuale premier Cameron, il ministro degli Interni Theresa May, ha fatto balenare l’idea che, con la Brexit, anche gli europei che lavorano e vivono da tempo in Gran Bretagna diventeranno stranieri. E così i docenti di italiano e letteratura italiana hanno scritto a Renzi chiedendogli di essere “solidale” con gli europei d’Inghilterra e di contrastare le spinte …

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Servizi 0-6 anni, bene piano assunzioni straordinario

Come deputati Pd avevamo denunciato il problema non più tardi di un mese fa: con una risoluzione, avevano impegnato il Governo a risolvere nel primo provvedimento legislativo utile il problema, sempre più gravoso, del precariato nei nidi e nelle scuole d’infanzia comunali. La sera di lunedì 20 giugno, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, é arrivato l’atteso provvedimento che conferma la leale collaborazione istituzionale tra i diversi livelli di governo. L’Esecutivo, con il decreto legge Enti locali, ha, infatti, previsto la possibilità per i Comuni di predisporre piani di assunzione straordinaria su base triennale, in modo da garantire un avvio regolare del prossimo anno scolastico e anche i livelli formativi necessari per il buon funzionamento delle strutture comunali. E’ un provvedimento che avevamo sollecitato con forza raccogliendo la denuncia congiunta del personale educativo precario e dell’Anci sulle difficoltà per i Comuni nel mantenere la qualità dei servizi educativi rivolti ai bambini della fascia d’età da 0 a 6 anni, servizi apprezzati e sempre più necessari alle famiglie. Com’è noto, infatti, fino ad ora, …

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L’Italia non è (ancora) un Paese per donne al lavoro

In Italia lavora fuori casa il 20% in meno di donne rispetto agli uomini. Peggio di noi, in Europa, solo Malta. Nella giornata della Festa del lavoro l’inoccupazione femminile è ancora un freno al compiuto progresso del Paese. Più donne al lavoro significa più libertà e autonomia per le donne e crescita economica per il Paese è, quindi, migliore capacità di uscire dalla crisi. Gli ostacoli, però, sono ancora tanti, come sottolinea la vice-presidente del Senato Valeria Fedeli nel suo articolato intervento su L’Unità. Prima ancora che dell’organizzazione del mondo del lavoro e dell’inadeguatezza delle misure di welfare (che pure ci sono), dobbiamo discutere di come superare gli ostacoli di tipo culturale e sociale. Il lavoro di cura e quello domestico, ad esempio, restano ancora in gran parte un carico per le sole donne sebbene sempre le donne abbiano già superato gli uomini in quanto a formazione superiore: negli ultimi anni, sono più le ragazze laureate dei loro colleghi maschi. E’ ora di cambiare le cose anche negli altri ambiti. Solo più donne nel mondo …

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Cpl, parlamentari Pd “Bene la riammissione nella white list” – comunicato stampa 20.10.15

I parlamentari modenesi del Pd Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni e Stefano Vaccari esprimono soddisfazione per la riammissione della Cpl di Concordia nella white list. Ecco la loro dichiarazione: “La revoca del provvedimento di esclusione dalla white list della Cpl di Concordia è davvero un importante risultato. Si premia in questo modo l’impegno e il lavoro del nuovo gruppo dirigente e l’attaccamento di tutti i soci e i lavoratori della cooperativa. Il provvedimento consentirà all’azienda di continuare a onorare gli impegni sottoscritti e partecipare nuovamente alle gare d’appalto. Ringraziamo per questo anche le autorità competenti, in particolare il presidente dell’Anac Raffaele Cantone e il prefetto di Modena Michele Di Bari, che hanno proceduto con competenza e celerità al servizio dell’interesse collettivo”. Condividi

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“Ma servono nuovi incentivi e riforme serie”, di Massimo Anelli e Giovanni Peri – La Repubblica 08.09.15

I numeri non sono un’opinione, anche quando si parla di flussi migratori. Al di là delle interpretazioni di questi giorni, più o meno emotive e strumentali, l’analisi dei due studiosi pubblicata oggi da Repubblica riporta l’asse su un equilibrio di cifre che potrebbe fare considerare l’emigrazione non come un’emergenza ma come una risorsa Ma servono nuovi incentivi e riforme serie Massimo Anelli e Giovanni Peri Vorremmo raccontare una storia di migranti, partendo dai dati invece che dalle immagini. Sarà meno suggestiva, ma è accurata. I dati che raccontiamo misurano flussi e caratteristiche delle persone che attraversano i confini dell’Italia. In questa storia più di 100mila persone hanno lasciato il loro paese per cercare lavoro e fortuna in un altro nel 2014: più del doppio rispetto al 2010. Di queste più della metà è tra i 25 e i 44 anni di età, il periodo più produttivo della vita lavorativa. La maggior parte sono migranti per ragioni economiche e spesso lasciano situazioni di scarse prospettive. Alcuni di loro saranno professionisti e scienziati, altri camerieri e cuochi. …

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“Dentro i numeri”, di Federico Fubini – Corriere della Sera 02.09.15

I dati Istat sull’occupazione e sul Pil sono stati commentati ieri abbondantemente (e, purtroppo, con minore interesse per il dato in sé rispetto al tasso di polemica politica). L’articolo di Fubini ha il merito di richiamare alcuni dati meno coinvolti dal dibattito eppure molto interessanti: quelli sull’aumento delle donne laureate (superano i colleghi maschi) e sull’effetto positivo che la formazione superiore ha sul tasso di occupazione. Due dati che devono portare alle politiche universitarie maggiori risorse: si tratterebbe del miglior investimento attivo per il lavoro e per la parità di genere. CORRIERE DELLA SERA 02.09.15 Dentro i numeri L’aumento degli inattivi. Istruzione, sorpasso delle donne di Federico Fubini Ormai le statistiche sono la colonnina di mercurio della politica. Negli ultimi anni la potenza dei software per raccogliere e elaborare dati ne ha fatto esplodere la produzione. La vita di qualunque governo ne è scandita ogni settimana e trattare una cifra passeggera di crescita o disoccupazione come un voto al premier di turno è una tentazione a cui non resiste più nessuno. Ovviamente, è giusto così. …

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