Tutti gli articoli relativi a: newsletter

Giro di boa (Newsletter "Speciale Elezioni amministrative")

Con i risultati del secondo turno delle elezioni amministrative è possibile fare un bilancio di questa decisiva competizione elettorale. Essa ci consegna un esito straordinario che premia le forze di opposizione e punisce severamente il centrodestra. La vittoria a Torino, Bologna, Napoli e soprattutto Milano è merito certamente degli ottimi candidati messi in campo dal Partito Democratico e dalle altre forze del centrosinistra, e dimostra al contempo che le primarie rappresentano uno strumento straordinario per promuovere la partecipazione del popolo del centrosinistra e condividere la scelta dei candidati migliori. Ma a nessuno sfugge che queste elezioni hanno un chiaro significato politico e costituiscono un vero e proprio giro di boa della politica italiana. Tramonta un’era, quella segnata dalla presenza di Berlusconi (ormai ingombrante anche per il centrodestra) e comincia una nuova fase; che duri un giorno o un anno l’agonia dell’alleanza tra Lega e Pdl poco importa dal punto di vista politico (anche se, dal punto di vista sociale ed economico, l’accanimento terapeutico con cui si tiene in vita un assetto di potere ormai imploso …

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Il difetto dell’Italia (Newsletter n° 4 – aprile 2011)

La newsletter di questo mese esce alla vigilia della festa del Primo maggio. Una festa del lavoro purtroppo segnata da una crisi ancora molto pesante. In Italia non vediamo ripartire l’occupazione, come ha documentato Bankitalia, e la Cassa integrazione è di nuovo in crescita, mentre i consumi sono sempre fermi al palo. Per quanto riguarda la crescita, restiamo il fanalino di coda dei Paesi del G7, come ha certificato l’Ocse. Attraversiamo un momento molto delicato dal punto di vista sociale, economico e politico. Da un lato, l’impatto della crisi economica e sociale e le sue pesanti ricadute su imprese, lavoratori, famiglie e una condizione giovanile che ha superato da tempo la soglia dell’allarme sociale, con il 30% di disoccupazione e un primato europeo davvero drammatico che vede due milioni di giovani che non sono né a scuola né al lavoro. Dall’altro, i processi rapidi di trasformazione che riguardano i Paesi del Mediterraneo, la cosiddetta primavera araba, che genera molte speranze, ma anche comprensibili inquietudini, e il conflitto libico che ci coinvolge direttamente. La gestione ondivaga …

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Dov’è l’Italia? (Newsletter n° 3 – marzo 2011)

In fondo a destra, proprio sull’orlo del baratro, verrebbe da rispondere all’interrogativo posto dal titolo di questo editoriale. E l’ha condotta lì una maggioranza, solo parlamentare e non più nel Paese, prona agli interessi del suo Capo e attaccata alla poltrona come un’ostrica avvinghiata allo scoglio. Ci siamo lasciati alle spalle un mese che avrebbe dovuto celebrare l’orgoglio nazionale nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, e che invece ha visto forze di governo mortificare la patria. Un mese che si è concluso con il vergognoso spettacolo delle istituzioni offese da una destra che non ha il minimo senso dello Stato e da un Presidente del Consiglio che continua a scambiare le regole della democrazia con quelle del mercato delle coscienze e della compravendita di parlamentari e ministri per salvaguardare i suoi interessi personali, mentre gli italiani stanno sempre peggio. Ma il Paese reale non è più rappresentato da questa maggioranza, che da mesi ormai non governa e sfregia le istituzioni, obbligandole a torsioni inaudite. L’Italia di cui andare orgogliosi è quella scesa in piazza a difesa …

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Il calendario della politica: l’autunno del patriarca, l’inverno del governo e la primavera delle donne (Newsletter n° 2 – febbraio 2011)

L’inverno del governo potrebbe durare ancora a lungo, ma l’accelerazione di questi mesi ha fatto comprendere a tutti che dobbiamo prepararci ad un cambio di stagione politica. Magari non seguirà il ritmo delle stagioni, ma non si può non vedere che è urgente, necessaria e inevitabile una svolta netta. Questa newsletter riguarda febbraio, che, sebbene sia il mese più breve dell’anno, è stato generoso di spunti per il dibattito politico. Lo ricostruisco brevemente, anche per i pochi affezionati del TG1, che di molte di queste vicende hanno potuto apprendere solo aspetti marginali. Febbraio comincia con il decreto legislativo sul federalismo comunale che non supera la prova della commissione bicamerale (dove la maggioranza non è più tale), ma il Consiglio dei Ministri tira dritto, salvo farsi stoppare dal Presidente della Repubblica, perché la “forma” se viziata, deturpa la “sostanza”. Ci penserà una doppietta di voti di fiducia nelle Aule parlamentari a condurre in porto l’agognato decreto, ma il giudizio nel merito non cambia: il “vedo, voto, pago” caro a Calderoli, lascia il posto ad un più …

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Sul filo della memoria, per ritrovare la strada del futuro (Newsletter n. 1 – gennaio 2011)

Questa Newsletter esce nel Giorno della Memoria, la ricorrenza istituita nel 2000 dal Parlamento italiano per commemorare le vittime del nazionalsocialismo, del fascismo e dell’Olocausto. Una scelta non casuale, anche per sconfiggere la nausea prodotta dalle intercettazioni e dalle testimonianze sullo scandalo (anche internazionale) che coinvolge il Presidente del Consiglio – e non si tratta di gossip, perché al centro delle meticolose indagini vi sono imputazioni gravissime, che vanno dalla concussione allo sfruttamento della prostituzione, anche quella minorile – che ha gettato nella vergogna le istituzioni e calpestato la dignità delle donne, insieme a quella del Paese. Ferruccio De Bortoli, in un recente editoriale sul Corsera, paventa il rischio di rimanere schiacciati in un disperato presente e di precipitare in “un senso di vuoto che mette in forse anche la nostra incerta identità italiana” e sottolinea come “nell’indifferenza etica cresc[a]no i pregiudizi, nell’ignoranza si cement[i]no gli odi e i sospetti; nella perdita dei valori della cittadinanza, scritti mirabilmente nella nostra Costituzione, ferment[i]no i germi di nuove violenze; le comunità regredisc[a]no a forme tribali”. Calare questa …

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Per un anno migliore (Newsletter n. 12 – dicembre 2010)

Purtroppo sotto l’albero non troveremo uno dei regali più attesi dagli italiani. Le Festività non ci porteranno infatti le dimissioni di Berlusconi, che ha superato il voto sulla fiducia del 14 dicembre per il rotto della cuffia e solo grazie a quelle che lui stesso definisce manovre di Palazzo (le sue, aggiungo io). Gli acquisti natalizi (pur depressi dalla crisi) quest’anno si sono infatti estesi a un nuovo e inedito ramo commerciale: quello dei deputati pronti a cambiare, o meglio a vendere, la propria opinione al miglior offerente. E il miglior offerente è chi detiene il potere mediatico del nostro Paese. Un fatto inaudito che disonora e indigna l’Italia, screditando le nostre istituzioni. Ma non basta. Ottenuta la flebile fiducia, la maggioranza si appresta ad approvare in Senato ad ogni costo – l’annullamento delle votazioni che hanno portato alla approvazione di emendamenti del PD rappresenta un precedente grave – il disegno di legge Gelmini sull’università, che danneggia il nostro sistema Paese e penalizza il sistema universitario, mentre gli studenti scendono in piazza e i ricercatori …

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L’occasione mancata e quella da cogliere (Newsletter n. 11 – dicembre 2010)

La Camera ha approvato a maggioranza il disegno di legge Gelmini, mentre gli studenti scendevano in piazza e i ricercatori salivano sui tetti per protestare contro un provvedimento che non migliorerà il nostro sistema universitario e ne ingesserà la gestione, non affronta il problema della precarizzazione dei giovani ricercatori e nemmeno le istanze di chi già lavora all’interno degli atenei, riduce di fatto la competitività del nostro sistema Paese e penalizza il sapere. Il netto voto contrario del PD al ddl Gelmini si è unito ai tanti “no” espressi dal mondo universitario, inascoltati per ideologico pregiudizio. Il sistema universitario necessita di una riforma. Ma la ricetta giusta non é quella “prescritta” dirigisticamente dal ministro Gelmini. L’università italiana ha infatti bisogno di un intervento in grado di rilanciare l’autonomia responsabile degli atenei basata sulla valutazione, di sostenere il diritto allo studio, di valorizzare le competenze ed i talenti e di mettere in campo un credibile progetto di investimento (come è stato lucidamente osservato, una riforma che non costa niente allo Stato, alla fine non vale niente). …

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