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L’impegno di ciascuno di noi nella Giornata dedicata alla memoria delle vittime delle mafie

Domenica scorsa, Sergio Mattarella, nella sua veste istituzionale di Capo dello Stato, e in quella meno usuale e più dolente di parente di una delle vittime, ci ha autorevolmente ricordato, accanto a Don Ciotti e ai volontari di Libera, che la lotta alla criminalità organizzata riguarda tutti quanti noi: nessuno può sentirsi escluso, né singolarmente, né come area geografica. Quindi, la Giornata della memoria per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie deve essere momento di riflessione e impegno per tutti. I processi “Aemilia” e “Black monkey” ci hanno dimostrato, se ancora nutrivamo qualche dubbio, che le mafie son ben installate non solo nelle terre di origine, ma anche al Nord, in Emilia-Romagna in particolare, laddove il tessuto economico è abbastanza ricco da poter considerare profittevole l’infiltrarvisi e prosperare. E’ una mafia che non spara, ma preferisce fare affari. Un volto solo apparentemente meno violento, come, purtroppo, testimonia la vicenda personale e professionale del giornalista modenese d’adozione Giovanni Tizian, figlio di Giuseppe, freddato dalle ndrine nel 1989 perché non aveva ceduto ai diktat della …

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Le bambine con il grembiule bianco, le lotte femminili e gli stereotipi di genere mai sconfitti

Le conquiste, anche quelle più battagliate, non sono per sempre. E’ quanto ho immediatamente pensato leggendo il commento di Silvia Dai Pra’ su l’Unità dal titolo “La libertà delle bambine”. Il suo è solo apparentemente un argomento e un argomentare leggero: le bambine di una scuola, vicino a casa sua, indossano di nuovo il grembiule bianco, senza che nessun genitore abbia obiettato, e con un consenso abbastanza unanime (“Sono così carine in bianco…”). Quelli della mia generazione, quelli che sono andati alla scuola elementare sul finire degli anni ’60, sono stati testimoni di un passaggio, solo apparentemente formale. Le bambine avevano un grembiulino rosa o bianco fino alla seconda elementare, e poi dalla terza, tutti uguali, maschi e femmine, con il grembiule nero, meno sporchevole e più pratico. Perché il bianco per le femmine? Perché si diceva (ed evidentemente lo si pensa ancora) che siano, per natura, più calme, più posate, dedite a giochi non forsennati, per cui il grembiule poteva, ma soprattutto “doveva” come raccomandava la mamma, per adeguarsi a un ruolo, rimanere immacolato. …

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Hilary Clinton 2016

Le elezioni negli USA un’occasione, anche, per la “politica in cui credere”

A poche ore dal primo confronto televisivo tra Hillary Clinton e Donald Trump e, più in generale, a poco più di un mese dalle prossime elezioni presidenziali, provo a seguire questo momento storico anche dal mio blog. Parlo con convinzione di momento storico perchè le elezioni del presidente degli Stati Uniti d’America hanno sempre influito e, quindi, condizionato la politica internazionale; ma questa tornata elettorale in particolare, io penso, ha un valore aggiunto, per le personalità in campo, e anche soprattutto per il confronto tra due modi, pressoché opposti, di guardare al tipo di società che vogliamo costruire. Dichiaro il mio convinto sostegno a Hillary Clinton, democratica e prima candidata donna che sia riuscita ad arrivare a questo traguardo, e lo espliciterò ospitando sul mio blog le sue citazioni, per ogni settimana di questo ultimo scorcio di campagna elettorale. Ci accompagneranno fino al prossimo 8 novembre: un modo per riflettere sul significato di “politica femminile e democratica” e di “politica in cui credere”. Questa notte, alle ore 2,30 ora italiana, il dibattito sarà trasmesso in diretta da SkyTg24 …

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