Anno: 2009

“Gli operai non vanno in paradiso e sono ‘clienti’ del Banco Alimentare”, di Rosaria Amato

ROMA – Tre milioni di persone sono sotto la soglia di povertà alimentare in Italia. Secondo una ricerca presentata oggi dal Banco Alimentare e dalla Fondazione per la Sussidiarietà una famiglia di due persone viene considerata ‘alimentarmente’ povera se ha una spesa media mensile in cibi e bevande inferiore a 222,29 euro: una condizione nella quale si trovano 1.050.000 famiglie. C’è di più: la stragrande maggioranza dei poveri (oltre l’80%) è composta da operai, per lo più disoccupati. La differenza tra famiglie povere e benestanti è in media di 370 euro: le prime spendono per mangiare 155 euro al mese, contro i 525 delle seconde. Le differenze si notano soprattutto per le bevande, gli oli e gli altri grassi, il pesce, i gelati e i dolciumi. “I nostri dati – spiega uno dei due curatori dell’indagine, Giancarlo Rovati, docente di Sociologia all’università Cattolica di Milano – dimostrano che la povertà alimentare in Italia non è un’invenzione dei media, è anzi un fenomeno imponente, un’amara realtà della quale fanno esperienza migliaia di famiglie. Due milioni e …

“Sotto il burqa niente”, di Lietta Tornabuoni

Bisognerà arrestare anche i motociclisti rispettosi delle regole, con il casco che nasconde la faccia e che non di rado viene usato come copertura nel corso di rapine o altri reati, che negli anni del terrorismo proprio per questo era proibito? Dovranno scattare le manette pure per chi porta la mascherina bianca temendo di venir contagiato dell’influenza suina, per i poliziotti in assetto da scontro con la visiera calata, per gli operai che si riparano da fuoco e scintille, per i lavoratori della nettezza urbana che si difendono dai miasmi, per le signore con cappello e veletta fitta? Naturalmente sappiamo tutti che la Lega una ne fa e cento ne pensa, che è creativa al massimo nell’invenzione di qualcosa che confermi la propria esistenza e il proprio attivismo nella linea (diciamo così) politica che la distingue. Sappiamo tutti che nella gara a chi la dice più grossa la Lega non arriva a superare il presidente del Consiglio ma che insomma ci prova di continuo. Sappiamo che il gruppo governativo è così fragile da spaventarsi subito …

Lodo Alfano incostituzionale

Il Lodo Alfano è illegittimo. Così si sono pronunciati i giudici della Corte Costituzionale contro il provvedimento fortemente voluto da Silvio Berlusconi. La legge che sospende i processi delle quattro più alte cariche dello Stato è stata bocciata a tutto campo : secondo i magistrati, il lodo viola ben due norme della Costituzione: l’articolo 138, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come questa); e l’articolo 3, quello che stabilisce il prinicipio di uguaglianza di tutti i cittadini. La decisione è stata presa a maggioranza e avrà come effetto la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Per Lanfranco Tenaglia, responsabile Giustizia del P, “Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile. Ora non …

“Quando i salari sono senza dignità”, di Luciano Gallino

La Confederazione sindacale internazionale, che conta nel mondo 150 milioni di aderenti (compresi gli iscritti a Cgil, Cisl e Uil), ha dichiarato che oggi è la giornata mondiale del Lavoro Dignitoso. Sarà celebrata con numerose iniziative in un centinaio di paesi. Il nome che è stato dato alla giornata non è un’etichetta di maniera. Un lavoro merita di venir definito dignitoso quando assicura a chi lo presta alcune specifiche sicurezze, da un salario il cui importo sia sufficiente per un’esistenza civile alle tutele sindacali, dalla possibilità di sviluppo professionale ad una pensione accettabile. La crisi in atto ha minato nel nostro come in altri paesi sviluppati anzitutto la sicurezza del salario (nel doppio senso di stabilità e importo) per milioni di persone che ne godevano, mentre nei paesi in via di sviluppo masse di lavoratori la vedono sempre più lontana. Tra la sicurezza del salario che viene meno per chi l’aveva, e l’insicurezza di coloro che non l’hanno mai conosciuta, esiste una relazione diretta che non è dovuta alla crisi. Quest’ultima l’ha soltanto messa in …

“Politkvoskaja, a tre anni dalla morte”, di Andrea Riscassi

La tomba di Anna Politkovskaja al cimitero moscovita di Troekurov è diversa da tutte le altre. La lapide è un foglio bianco, un po’ piegato, trafitto da cinque colpi di pistola. I segni neri che quei colpi lasciano sul marmo simboleggiano una ferita che rimarrà indelebile nella coscienza della Russia. Come la scrivania che Anna ha dovuto abbandonare, a soli 48 anni, nella redazione della Novaja Gazeta. L’ufficio di Anna è rimasto come lei lo ha lasciato quel venerdì 6 ottobre 2006, suo ultimo giorno di lavoro. I suoi colleghi non hanno toccato un libro, non hanno spostato un foglio. Hanno aggiunto solo la sua foto, una delle poche dove lei (così severa con gli altri e con sé stessa) sorrideva. Da qualche mese, di fianco alla sua scrivania hanno aggiunto anche la foto di Natalia Estemirova, una sua amica, attivista per i diritti umani e bandiera dell’ong Memorial in Cecenia, rapita e assassinata qualche mese fa. Uccisa a colpi di Makarov, la stessa pistola utilizzata per sparare ad Anna, nell’ascensore di casa. La stessa …

“La testimonianza di Piera Aiello: sono rimasta senza copertura”, di Jolanda Bufalini

Una giovane donna senza volto, che non lascia traccia al suo passaggio: la sua immagine non va riprodotta, la sua voce non va registrata. E, fino a qualche giorno fa, anche i suoi passi si confondevano con quelli di cinque uomini di scorta. Ora no. Ora che è a Partanna di Sicilia, la città da cui è dovuta fuggire 18 anni fa, le autorità hanno deciso che la cognata di Rita Atria e, come Rita, testimone di giustizia, non ha necessità di protezione. Eppure di qui sono i boss della mafia del Belice che lei ha contribuito a far condannare. È tornata a Partanna 48 ore fa, per rivolgersi alla stampa. Perché? «La mia è una ribellione contro l’assenza dello Stato, che da 18 anni qui non si è mai visto. Lo Stato pretende di gestirci ma non è così. Il servizio centrale di protezione delega al prefetto sul posto. Un prefetto che non sa nulla di me e della mia storia. Io, comunque – quando si è scoperto il luogo dove abito – mi …

“Italia una società bloccata”, di Irene Tinagli

Cosa spinge le persone a studiare, lavorare e impegnarsi ogni giorno per fare sempre un po’ di più? È la speranza di poter garantire a se stessi e ai propri figli un futuro migliore. Una speranza che si realizza quando in un Paese esiste mobilità sociale. È questa prospettiva di crescita personale che fa muovere un Paese, che stimola le persone a imparare, a produrre e a creare ricchezza, non l’obiettivo della pensione o quello di ridurre il debito pubblico. Eppure, noi ci preoccupiamo solo delle pensioni e di escamotage contabili per far tornare i conti. Legittimo, anche questo è necessario. Ma abbiamo smesso di preoccuparci di ciò che davvero contribuisce alla costruzione del futuro, di quello che i cittadini sperano, sognano, temono. Abbiamo dismesso le loro paure, bollandole come «psicologiche», irrilevanti. Così facendo abbiamo commesso due gravi errori. Primo, abbiamo dimenticato quello che ormai tutti gli economisti sanno: che sono proprio le percezioni e i fattori psicologici che alla fine determinano le scelte e i comportamenti economici delle persone. Se le persone sono convinte …