“Iscritti-elettori non c’è contrapposizione”, di Piero Fassino
Non credo davvero sia utile, né corretto far credere – come tenta Filippo Penati su l’Unità di ieri – che tra noi vi sia chi non ha considerazione dei nostri iscritti. Non è così e tutti anzi siamo grati a quanti, con passione e generosità, ogni giorno spendono le loro migliori energie per il bene del Pd e del paese. Un partito vero lo vogliamo tutti. Ma quale? I partiti non sono monumenti di pietra, immutabili nel tempo. Anzi, la vitalità di un partito è data proprio dalla sua capacità di innovare via via la sua forma per essere in costante sintonia con l’evoluzione della società che ha l’ambizione di rappresentare. In particolare nella società dinamica, fluida, aperta di oggi un partito ha bisogno di organizzarsi intorno a due dimensioni che non vanno vissute in antagonismo, ma complementari: gli iscritti e gli elettori. Serve un partito di iscritti, con base associativa larga; con organizzazioni strutturate e radicate nel territorio o in ambienti sociali; con un’attività quotidiana visibile e punto di riferimento per i cittadini; con …
