Anno: 2009

“Brunetta bluff”, di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli

Ha vantato risultati clamorosi contro gli assenteisti. Ma ora si scopre che purtroppo non sono diminuiti. E che le statistiche riportavano soltanto i dati ottimistici. Mentre il ministro ha penalizzato soprattutto le donne. I benefici effetti prodigiosi della ‘cura Brunetta’ per i fannulloni della nostra pubblica amministrazione sono il fiore all’occhiello di questo governo. Della sua terapia miracolosa, il ministro figlio di un venditore ambulante veneziano è riuscito a convincere tutti, dagli statistici agli stessi politici d’opposizione. Per la gente comune, grazie a lui l’impiegato lavativo è stato rimesso in riga. D’altronde come interpretare altrimenti il mirabolante meno 40 per cento di assenze per malattia propagandato a più riprese dal suo ministero? La realtà, però, è diversa dai fuochi d’artificio alla festa del Redentore. E poche coraggiose voci fuori dal coro fra gli statistici del nostro Paese sgonfiano quei numeri, ridimensionando l’ormai celebre effetto-Brunetta. Che si fonda su tre pilastri di cartapesta. Il primo: l’analisi si limita agli enti che ci tengono a farsi belli della propria virtuosità (mentre gli asini se la battono). Il …

Franceschini guarda «Videocracy» E propone: «Aboliamo l’Auditel», di Aldo Cazzullo

Il segretario del Pd: «Basta rilevazioni o tutte le sere vedremo in tv Corona nudo sotto la doccia». La prima trasmissione del­la tv del presidente è lo spogliarello di una casalinga. Ma presto comincia Dri­ve In. E poi il karaoke del nuovo inno, con cori di casalinghe che al mercato, dal parrucchiere e nella piscina dell’ac­quagym cantano: «Meno male che Sil­vio c’è!». Le immagini ormai cult di Le­le Mora che mostra il telefonino – svastica sul display, suoneria di Faccetta Nera – e di Fabrizio Corona nudo sotto la doccia, presen­tati dall’autore Erik Gandini come perso­naggi-chiave dell’Italia di oggi. Sullo sfondo, una folla di aspiranti comparse, l’outlet do­ve si tiene il concorso per velina, e la storia di Ricky, saldatore che studia da personaggio tv. Scorrono le immagini di Videocracy. «Ora capisco perché la Rai ha rifiutato persino il trailer – sorride Dario Fran­ceschini -. Non ne darei però una let­tura solo moralista. La questione è so­ciale, e anche economica. Il film raccon­ta come negli ultimi trent’anni sia stata sovvertita la gerarchia dei valori. Più …

“Disoccupazione in aumento”, di Stefano Lepri

«Nuovi moderati aumenti della disoccupazione» sono da attendersi per i prossimi mesi, scrive la Banca centrale europea. Il suo Bollettino mensile di settembre si riferisce alla media dell’area euro; in Italia, dove finora i disoccupati sono cresciuti meno che altrove, potrebbe essere colpita di più, aveva già avvertito la Confindustria ieri l’altro, con il rischio di licenziamenti fino a metà 2010. A Francoforte si conferma l’analisi secondo cui l’economia europea si trova ora in una fase di «stabilizzazione», alla quale seguirà una ripresa «molto graduale» e «piuttosto discontinua, data la natura temporanea di alcuni dei fattori che la sostengono». Spiega uno dei membri del consiglio Bce, il lussemburghese Yves Mersch, che potrebbero emergere nuove perdite nelle banche, mentre certe misure di stimolo adottate dai governi a un certo punto si esauriranno. Nel complesso le misure anticrisi dei governi, secondo la più recente valutazione del Fondo monetario internazionale, nell’area euro hanno ridotto di oltre un punto percentuale la perdita di prodotto lordo che si registrerà nel 2009; un relativo successo. L’Italia, secondo i dati dettagliati del …

La lezione di Prodi: «Ci rubano gli ingegneri, l’Italia non innova più», di Bianca Di Giovanni

Quando in Confindustria comincia a parlare Romano Prodi inizia un «film» sul mondo e sull’Italia radicalmente diverso da quello «proiettato» fino a un minuto prima da Maurizio Sacconi. Tutto cambia: analisi e prospettive. A cominciare da quelle ampie, che hanno per orizzonte gli equilibri geopolitici. Il ministro del lavoro parla di un «patto transpacifico» che gli Stati Uniti stanno imbastendo con la Cina. Per lui sarebbe la fine del patto Atlantico, e l’inizio per l’Europa di nuove alleanze. Quelle con Russia e arabi (leggi Libia). Il governo è «amico di Putin» (come il premier) e nemico degli «anglo-cinesi ». Per l’Italia è uno stravolgimento, un gioco pericoloso che isola la penisola del consesso occidentale. Per Prodi invece proprio il rapporto con la Cina è la formula per battere la crisi. «State attenti che la Cina è inarrestabile – avverte Prodi – Meglio averla come alleata e prendere i vantaggi». Per aver detto questo, l’ex premier si è preso «molte legnate» in passato. Ma oggi quel messaggio è più vero che mai. Perché nella storia «si …

«Tutti in classe: flop del maestro unico della Gelmini», di Maristella Iervasi

Riaprono le scuole con il flop assoluto del maestro unico della Gelmini. Basta fare un giro negli istituti che hanno già cominciato le lezioni per accorgersene. L’imposizione della maestra unica per decreto è stata scelto solo dall’11% delle famiglie italiane. Ma anche di meno, a conti fatti. Proprio il ritorno del maestro unico, fiore all’occhiello della riforma della Gelmini alle elementari, è stato bandito dal (ri)salire in cattedra. Un successo dell’Onda anti-Gelmini. Ma lei, il ministro dell’Istruzione, alla vigilia del nuovo anno scolastico “gira” i numeri a suo favore: “Il 69,6% ha preferito il maestro unico di riferimento” ha detto candidamente in conferenza stampa a Palazzo Chigi dove si è “rifugiata” per non guardare i docenti precari e la Flc-Cgil incatenati sotto le finestre di viale Trastevere. Circondata dai dirigenti ministeriali, Mariastella Gelmini confonde il tempo scuola che le famiglie potevano scegliere all’atto dell’iscrizione dei figli alle prime classi delle elementari, con il maestro unico. Poi prosegue con la distorsione nella comunicazione: “Il 58,6% delle famiglie ha scelto le 30 ore; l’11% le 24 e …

Franceschini: “riconosciamolo, la vita della donna è tutta in salita”

”La vita di una donna, specie in Italia, e’ tutta in salita. Per ottenere gli stessi risultati degli uomini, lo si deve ammettere, ci devono mettere il doppio”. Lo ha detto il segretario del Pd Dario Franceschini nel suo intervento ieri pomeriggio a Roma nell’incontro avuto con le donne democratiche che hanno sottoscritto una mozione in appoggio alla sua candidatura alla segreteria del partito. Una riflessione espressa alle donne ma che e’ sembrata piu’ volta agli uomini perche’ venga riconosciuta una realta’ di perdurante disparita’ sociale, nel lavoro ma anche in politica. Franceschini ha detto di condividere le testimonianze che hanno descritto questa situazione di disuguaglianza ed e’ andato oltre sottolineando come le stesse ”conquiste delle donne di questi anni vengano oggi messe in discussione principalmente dalle televisioni che propongono un modello femminile che suggerisce alla donna di fare carriera puntando piu’ che altro sulla bellezza e sul corpo”. Una disuguaglianza che si riproduce anche all’interno del partito dove le donne faticano a trovare spazio a tutti i livelli. In proposito Franceschini ha detto di …

Zavoli: Dario, in te vedo il riformismo

Sergio Zavoli sceglie di dare il suo appoggio a Dario Franceschini in vista del congresso del Pd. In una lettera inviata al segretario del partito, il presidente della commissione di Vigilanza Rai scrive: “Carissimo, poche righe per informarti che la mia scelta tra i candidati alla segreteria del Partito democratico ricade sul tuo nome”. La missiva prosegue: “Mi lega alla tua persona e all’esperienza politica che rappresenti, oltre alla qualità civile, umana, intellettuale che essa esprime, una sostanziale discriminante: il riformismo, cioè la più declamata e disattesa tra le promesse storiche del centro sinistra”. Zavoli dice di “non voler venire meno a ciò in cui gran parte del Paese non ha mai smesso di sperare: una forza-partito che non smetta di porsi il problema di un centrosinistra da strutturare e far vivere sulla base di tre brevi e fondanti premesse: chi siamo, con chi stiamo, che cosa vogliamo”. Zavoli conclude con l’augurio di “realizzare finalmente il massimo di apertura e concordia, trasparenza e risolutezza” con la convinzione che si “debba rispondere alle domande di un …