Anno: 2009

Modena, parte la Festa democratica più lunga d’Italia

E’ dedicata quest’anno al tema del lavoro. Domani pomeriggio l’inaugurazione con Cesare Damiano e Stefano Bonaccini. Ospiti i ministri Sacconi e Brunetta. Ventisei giorni di spettacoli, dibattiti, mostre, incontri e buona tavola: sarà la Festa democratica più lunga d’Italia quella che prende il via domani a Modena nell’area di Ponte Alto, dedicata quest’anno al tema del lavoro. E sarà Cesare Damiano, responsabile nazionale lavoro del Pd, ad inaugurarla alle 18.30, nell’area di Ponte Alto, assieme al segretario provinciale Stefano Bonaccini, al sindaco Giorgio Pighi e al segretario dei Giovani Pd ,Tommaso Fregni. Oltre 50 le iniziative politiche, tra dibattiti e interviste, e 12 presentazioni di libri dedicati al tema del lavoro. Grande spazio, naturalmente, al dibattito congressuale, con la presenza dei candidati alla guida del partito nazionale e di quello regionale. Il 30 agosto arriva il segretario Dario Franceschini, il giorno dopo Ignazio Marino, quindi, il 5 settembre, sarà la volta di Pierluigi Bersani. Il 9 settembre incontro con Giuseppe Fioroni e Mariangela Bastico; il 12 iniziativa con Anna Finocchiaro e Stefano Bonaccini; Rosa Villeco …

“Napolitano: l’Italia è inscindibile”, di Ugo Magri

Il presidente della Repubblica sulle Dolomiti: il nostro Paese non si può spezzare come il suo patrimonio artistico e naturale. Da Lipari ad Auronzo di Cadore, dalle Eolie alle Dolomiti l’Italia e il suo patrimonio nazionale che la fa grande sono inscindibili. Anche da questo punto di vista l’unità è fuori discussione. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano coglie l’occasione della cerimonia ad Auronzo di Cadore per il riconoscimento delle Dolomiti come patrimonio mondiale dell’Unesco per ribadire alcuni concetti. E rispondere, in qualche modo, alle molte polemiche sull’unità del Paese che hanno segnato l’estate con iniziative e proposte della Lega Nord. Il capo dello Stato osserva che sia le Dolomiti che le Eolie «sono affiancate nella world heritage list a conferma dell’inscindibilità del nostro patrimonio nazionale, del patrimonio di storia e di bellezza che fa grande la nostra Italia». Non a caso è proprio nel segno dell’unità che i princìpi della Costituzione vengono declinati in diritti e doveri per tutti i cittadini. Esistono, certo, i livelli territoriali e le autonomie locali ma la sintesi di …

“Pdl all’attacco di RaiTre spuntano Minoli e Mentana”, di Mauro Favale

All’attacco di Raitre. Con l’obiettivo di ammorbidire l’unica rete Rai sgradita a Palazzo Chigi e mettere da parte Fabio Fazio, Luciana Litizzetto, Milena Gabanelli e Serena Dandini. Un disegno che prevede il cambio del direttore di Raitre Paolo Ruffini con Giovanni Minoli. Sembra questo l’obiettivo di Berlusconi e del direttore generale di Viale Mazzini Mauro Masi. Ed è ai “colpi di mano” che il Partito Democratico prova a trovare un argine. Lo scontro al settimo piano di Viale Mazzini è aspro. Masi annuncia che le “nomine devono restare slegate dal congresso Pd”, adombrando l’ipotesi che i “frenatori” al cambio dei vertici di Tg3 e RaiTre siano proprio i consiglieri di opposizione in Cda. Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten rigettano al mittente le accuse. La quiete sulla Rai è durata il tempo di un temporale estivo. Nemmeno due settimane di tregua. E ora si ritorna a parlare di nomine in vista del prossimo Cda del 9 settembre. Obiettivi puntati sulla terza rete. Diretta da Paolo Ruffini dal 2002, aspramente criticata da Silvio Berlusconi nelle …

“Un anno, 4 mesi e 21 giorni viaggio dalla morte all’Italia”, di Ezio Mauro

Il racconto di Titti e Hadengai due dei cinque sopravvissuti sul gommone maledetto. Italia? È una stanza bianca e blu, la numero 1703, pneumologia 1, primo piano dell’ospedale “Cervello”. Un tavolino con quattro sedie, due donne coi capelli bianchi negli altri due letti, dalla finestra aperta le case chiare del quartiere Cruillas, le montagne di Altofonte Monreale, il caldo d’agosto a Palermo. Sui due muri, in alto, la televisione e il crocifisso, una di fronte all’altro. È quel che vede Titti Tazrar da ieri mattina, quando apre gli occhi. Quando li chiude tutto balla ancora, ogni cosa gira intorno, il letto è una barca che si inclina e poi si piega sulle onde. Titti cerca la corda per reggersi, d’istinto, come ha fatto per 21 giorni e 21 notti, con la mano che da nera sembra diventata bianca per la desquamazione, una mano forata dalle flebo per ridare un po’ di vita a quel corpo divorato dalla mancanza d’acqua. La gente che ha saputo apre la porta e la guarda: è l’unica donna sopravvissuta – …

“L’orgoglio del lavoro”, di Susanna Camusso

I dipendenti della Lasme, che lavorano per la Fiat, scrivono alla Cgil per denunciare la loro solitudine di fronte all’annuncio della chiusura; i lavoratori della Cnh di Imola presidiano da due mesi lo stabilimento per scongiurare la chiusura decisa ancora dalla Fiat. Solitudine, delusione, paura, perdita della speranza sono parole troppo spesso ricorrenti davanti alle moltissime aziende, presidiate e non, dove la lotta per difendere il posto di lavoro diventa anche l’angosciante interrogativo sull’invisibilità del lavoro stesso. Un messaggio forte, innanzitutto al sindacato e alla sua responsabilità di solidarietà e unità. Gli operai spariti dalle cronache, dichiarati spesso ormai estinti, per tornare visibili, per dichiarare la loro esistenza – sono svariati milioni – devono domandarsi quali azioni clamorose compiere. Un dato amaro su cui riflettere: le forme classiche della lotta operaia non appaiono più sufficienti, non danno abbastanza speranza, sembrano non riempire quel vuoto creato dalla possibile perdita del lavoro, dalla paura di un futuro senza certezze e senza identità. Perché l’autunno orribile che si annuncia, quello delle conseguenze della crisi sull’occupazione, piomba su un …

“Più care, meno utili. Università italiane bocciate in Europa”, di Elisabetta Pagani

Per scegliere il miglior ateneo in cui studiare conviene aprire una bella cartina dell’Europa e prepararsi a comprare un biglietto aereo. Azzeccare il posto più indicato – in un confronto a cinque fra Francia, Gran Bretagna, Spagna, Italia e Germania – non è questione di fortuna: basta mettere sulla bilancia costi e benefici. E così si scopre che per vantare una laurea nel Paese più quotato del Vecchio Continente bisogna volare in Inghilterra. Per essere più «coccolati» dallo Stato, fra borse di studio (ne beneficia il 30% degli iscritti) e aiuti all’affitto (una quota ad ogni studente a prescindere dal reddito), l’opzione da scegliere è Francia. E per un ottimo rapporto qualità-prezzo la risposta è Germania: affitti bassi, rette contenute (in alcuni Länder è addirittura gratis), costo della vita sopportabile e più che incoraggianti possibilità di trovare lavoro subito dopo la laurea. Secondo tutte le classifiche è in Inghilterra che si contano gli atenei migliori. Ma soprattutto, per chi preferisse uno sguardo più concreto, è lì che si trova lavoro più velocemente dopo l’università (dettaglio …

“Rimbalza l’odio”, di Manuela Ghizzoni

La tragica vicenda dei migranti inghiottiti dal mare tra Malta e Lampedusa ha spinto molti visitatori del sito ad intervenire con commenti al post che riprendeva l’articolo domenicale di Scalfari su Repubblica (“Quei morti che gridano dal fondo del mare”) . Hanno scritto persone di centrodestra e centrosinistra. Qualcuno si dichiara “orgoglioso simpatizzante di Almirante”, ma non esita a manifestare la propria nausea nei confronti “di questo periodo moralmente buio” e parla significativamente di responsabilità per quella che è stata una vera e propria “strage”. Ho voluto intitolare così questo mio post parafrasando l’agghiacciante nome dato al gioco virtuale (?) promosso dal figlio di Umberto Bossi, perché, come ha lucidamente sottolineato il fondatore di Repubblica, il collante di questa maggioranza è sempre più l’odio e il richiamo ai peggiori istinti della società. La destra è alla ricerca continua di un capro espiatorio al quale imputare la sua inadeguatezza a governare. C’è la crisi? Viene negata, ma davanti alla crescente disoccupazione ci si può rifugiare dietro al paravento della presenza degli stranieri. Viviamo in una società …