Anno: 2009

“Bocciare è un fallimento”, di Anna Maria Ajello*

L’incremento delle bocciature negli esiti scolastici ha attivato reazioni diverse centrate sul fenomeno in sé e sulla scuola oggi. Bocciare vuol dire aver fallito: per chi? La bocciatura è un evento traumatico per gli alunni respinti, anche per quelli che sembrerebbero curarsene meno. Ma la bocciatura è anche un fallimento professionale per gli insegnanti. Per qualsiasi professionista un fallimento comporta la riflessione accurata su ciò che è successo, sulle cause, sui provvedimenti e sugli strumenti per evitarlo in futuro. A scuola questo è avvenuto o sta avvenendo? Se, finito l’anno scolastico, si spera in un’annata migliore con gli alunni rimasti, vuol dire che le bocciature e il conseguente fallimento vengono liquidati come «mancata voglia di studiare» da parte degli alunni bocciati, e lì finisce la questione. Questi eventi invece sono spie di un insuccesso professionale e vanno fronteggiati con strategie riparative, riflettendo su ciò che si può fare e su come organizzare diversamente il lavoro a scuola. Che cosa succede invece al ragazzo bocciato? L’esito più rilevante di una bocciatura è che prende piede nel …

“‘Stessi stipendi’. L’ultima battaglia dei prof precari”, di Alessandro Barbera

Quando l’avvocato lo scorso 11 marzo gli ha comunicato la vittoria in Tribunale era incredula. «I miei colleghi erano scettici, e io con loro. Ero convinta che alla fine avrebbero respinto l’istanza». Invece il giudice del Tribunale di Tivoli Attilio Mari, con il fascicolo 2693/07 gli ha riconosciuto la ricostruzione della carriera, 1976 euro lordi di arretrati e il pagamento delle spese legali alla controparte. Ma ancora più incredula è stata quando prima il 9, poi il 16 giugno e il 19 giugno quest’ultima, ovvero il ministero dell’Istruzione, rinunciando ad ogni ricorso, gli ha riconosciuto l’anzianità maturata e la differenza di stipendio che sana la differenza con i colleghi di religione. Alessandra Bove ha quarant’anni, è di Roma ma insegna italiano a Palombara Sabina, piccolo Paese disperso nelle campagne romane di Monterotondo. Dopo cinque anni di precariato l’anno scorso è diventata insegnante di ruolo. Per molto tempo, a sua insaputa, aveva guadagnato meno dei colleghi insegnanti di religione. Circa 96 euro lordi, quanto valgono due scatti biennali di stipendio. Un giorno del 2006 la contatta …

“La disfatta di Francoforte”, di Massimo Giannini

L’autolesionistica battaglia persa sull’oro, per puro e insensato “arditismo” finanziario, è un paradigma del logorante declino politico cui l’esecutivo e la maggioranza di centrodestra si stanno condannando. Il “non expedit” della Bce sulla tassazione delle riserve auree della Banca d’Italia è qualcosa di più dell’inevitabile mannaia calata sulle velleitarie forzature del nostro ministro dell’Economia. Rappresenta, plasticamente e simbolicamente, l’inappellabile bocciatura di un metodo di governo fondato sullo strappo delle regole, più che sulla produzione di riforme. Sul salto nel cerchio di fuoco, più che sulla soluzione dei problemi. Sulla rappresentazione propagandistica, più che sull’azione pratica. È stata una mossa allo stesso tempo arrogante e disperata. Che senso aveva inserire a tutti i costi in un decreto, già di per sé discutibile per forma e per contenuto, una norma palesemente contraria al Trattato Europeo, e quindi naturalmente illegittima anche rispetto alla Costituzione italiana? Che senso aveva esporre il Paese al giudizio negativo di un’importante istituzione comunitaria, che aveva già formalmente espresso in due diverse occasioni la sua netta opposizione giuridica rispetto alla famigerata Golden Tax? Nessun …

“Chi è il nemico dell’unità d’Italia”, di Mercedes Bresso*

Caro direttore, fra meno di due anni cade il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma sembra che la questione sia vissuta con un certo imbarazzo dalla compagine attualmente al governo, discretamente impermeabile alle inquietudini di Carlo Azeglio Ciampi e del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. In questa cornice, noi presidenti di Regione abbiamo un compito non facile: come far capire che si può – si deve – essere per il federalismo senza per questo essere contro l’unità nazionale? Come distinguere la lunga battaglia per un assetto istituzionale più moderno dalla lotta, tecnicamente reazionaria, di chi vorrebbe farci regredire, restituendo piena applicazione al concetto di sangue e suolo? E come, infine, far capire che non abbiamo niente in comune con austriacanti e sanfedisti, tutti appartenenti alla medesima schiera di revisionisti che punta a riscrivere l’intera storia nazionale, dipingendo come una masnada di banditi e usurpatori le figure migliori degli ultimi due secoli, da Cavour ai fratelli Rosselli e da Garibaldi fino ai magistrati Falcone e Borsellino? La mia opinione circa la necessità di pervenire rapidamente a un …

“Prigioni sovraffollate. L’Italia condannata”, di Francesca Schianchi

Vivere in 2,7 metri quadrati è «inumano e degradante»: per questo, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso che lo Stato italiano dovrà versare a un ex detenuto mille euro di risarcimento per danni morali. Izet Sulejmanovic, 36enne bosniaco, venne condannato nel 2002 a due anni con l’accusa di furto aggravato: trasferito nel carcere romano di Rebibbia, trascorse qualche mese in una cella con altri 5 detenuti. Sei persone costrette per oltre diciotto ore al giorno in 16,20 metri quadrati, meno dei sette che il Comitato di prevenzione della tortura stabilisce come spazio minimo per una cella. «Mille euro sono una cifra irrisoria», commenta l’avvocato Alessandra Mari, che con Nicolò Paoletti ha curato il ricorso, ma la sentenza (cinque voti favorevoli e due contrari, tra cui il giudice italiano Vladimiro Zagrebelsky) sancisce «un principio fondamentale, che apre la strada a decine di ricorsi». Scoperchiando così di nuovo il vaso di Pandora del sovraffollamento delle carceri italiane. Un problema che il Parlamento tentò di risolvere, almeno parzialmente, con l’approvazione quasi unanime nel 2007 (votarono contro …

“I sindaci Pd: no alle ronde ma sì ai «nonni-sentinella»”, di Andrea Carugati

Alla fine sarà il buon senso dei sindaci, di sinistra e di destra, a far sì che le cosiddette ronde non escano dal seminato, e cioè da quanto già oggi avviene in molte città: assistenti civici che monitorano i parchi e i dintorni delle scuole, e segnalano alla polizia eventuali situazioni di pericolo. Realtà del genere esistono già da tempo a Bologna, per esempio. Ma il sindaco Delbono ha detto “no” alle ronde: «Non ne sento il bisogno». Così la maggior parte dei sindaci emiliani, allergici alla propaganda leghista. La questione è soprattutto semantica. Da una parte le ronde, quelle verdi dei Borghezio. Maroni a Pontida ha ammiccato, ma alla fine il suo regolamento esclude ogni gruppo politico o para-militare. Del resto quelle ronde non le vuole praticamente nessuno, lo stesso sindaco leghista di Novara, Massimo Giordano, dice che «quel nome può dare idee strane. Niente squadriglie nervose, solo volontariato». In fondo è la linea di molti sindaci Pd, condivisa anche da Alemanno e Giuseppe Scopelliti (ex An) di Reggio Calabria. «Volontariato con compiti ben …

La destra: troppi soldi agli Istituti storici della Resistenza

La denuncia dell’on.Ghizzoni: “E’ un esempio dei guasti che può provocare il Pregiudizio ideologico di questa maggioranza di fronte a tutto ciò che riguarda la lotta di Liberazione” Meno soldi all’Istituto italiano per la storia della Liberazione. E’ quanto chiede la maggioranza di governo che in commissione Cultura della Camera ha approvato, con il voto contrario del Partito democratico, il piano di finanziamento delle Istituzioni culturali nazionali. “E’ un esempio dei guasti che può provocare il pregiudizio ideologico di questa maggioranza – commenta il capogruppo Pd in commissione Manuela Ghizzoni – di fronte a tutto ciò che riguarda esistenza e lotta di Liberazione. Ma è soprattutto la prova di quanto la destra si senta estranea a una stagione della storia nazionale che dovrebbe essere patrimonio comune di tutti gli italiani”. Nel corso dell’ultima seduta della VII Commissione della Camera è stato discusso il decreto ministeriale che individua le istituzioni culturali che beneficeranno di contributi da parte dello Stato per il triennio 2009-2011. Il parere approvato dalla maggioranza, con il voto contrario del PD, punta di …