“Mozioni, accuse, richieste di dimissioni in Parlamento la cena del Cavaliere coi giudici”, di Liana Milella
Di Pietro “sfida” Napolitano sui giudici della Consulta a cena col premier. Quando il presidente ha parlato da poco lui detta alle agenzie: «Posso accogliere il suo appello a sospendere le polemiche per il G8 a patto che si pronunci sulla vergognosa cena tra sei uomini delle istituzioni in conflitto d’interessi». Il caso approda in Parlamento. Con interrogativi imbarazzanti. Può un giudice costituzionale, alla vigilia d’una decisione delicata come quella sul lodo Alfano, invitare a casa sua a cena un collega e pure il premier Berlusconi, il sottosegretario Letta, il Guardasigilli Alfano, i presidenti di due commissioni parlamentari Vizzini e Bruno? Possono, a questo punto, l’alto giudice Luigi Mazzella (il padrone di casa) e il collega Paolo Maria Napolitano partecipare, il 6 ottobre, alla seduta in cui si deciderà se mantenere in vita o bocciare la legge che ha bloccato tre processi in cui è imputato il Cavaliere? Sapranno o quanto potranno apparire imparziali? Lo chiedono l’Idv e il Pd, già armati di interpellanze e interrogazioni. S’interroga l’Udc. A palazzo della Consulta il fine settimana …
