Anno: 2009

“Allarme fondi per i cassintegrati”, di Tito Boeri

Cominceremo ad uscire dalla crisi quando i Governi cominceranno davvero a capirne la gravità. Usciremo dalla crisi più forti di prima solo se i Governi cominceranno ad interrogarsi su come sarà il mondo dopo la crisi e a prendere contromisure per evitare che questo nuovo mondo sia peggiore del vecchio. Ovunque questo processo di apprendimento delle classi dirigenti e di costruzione del consenso, inevitabilmente graduale in regimi democratici, sta avvenendo troppo lentamente. C´è da chiedersi quanti milioni di disoccupati ci debbano essere in Europa prima che i Governi europei si accordino per coordinare le proprie politiche fiscali di risposta alla crisi, rendendole molto più efficaci, in virtù degli effetti moltiplicatori dei singoli provvedimenti sulla domanda anche negli altri paesi. Potrebbe stimolare di più le nostre economie per ogni dato livello di spesa con ricadute positive per tutti. Nonostante chi tiene le fila della nostra politica economica si vanti di avere previsto la crisi prima di tutti, da noi il processo di apprendimento è stato più lento che altrove. Abbiamo così introdotto per ultimi delle misure …

“Il governo si è rimangiato l’esenzione dell’Ici”, di Chiara Affronte

Un altro spot elettorale che il Governo si rimangia. Questa volta si tratta dell’Ici: «Non tornerà più», uno degli slogan di Berlusconi. Purtroppo non è così. E non saranno pochi gli italiani che, esentati dal provvedimento del giungo 2008, vedranno recapitarsi a casa una lettera dei loro comuni di residenza che richiederanno il pagamento dell’Ici del 2009 e del 2008. C’è già addirittura chi parla di 424 milioni di mancato gettito a livello nazionale, come riferisce l’assessore al Bilancio di Ferrara Roberto Polastri. A stabilire le indicazioni una nuova interpretazione del DL 93 del 2008, emanata nel giugno scorso dallo stesso ministero delle Finanze che aveva inizialmente “sollevato” dall’imposta molti cittadini. La sostanza della modifica è notevole e riguarda almeno tre categorie di persone: chi ha affittato la propria casa, chi l’ha data ad affini (i parenti del coniuge) e chi si trova all’estero dovrà versare l’Ici al comune di riferimento, per il 2009 e per il 2008. Doppia tassa, insomma. La nuova interpretazione ministeriale – la risoluzione n. 2 del 4 marzo 2009 – …

“Supplenti, presidi in rivolta: «Niente soldi per le sostituzioni»”, di Salvo Intravaia

Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di “dissesto finanziario”. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da Marche, Sardegna e Sicilia. Ma per il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, chiamato in causa da una recente interrogazione parlamentare, non c´è stata «una diminuzione delle risorse, al contrario queste sono state accresciute». Ma di cosa si lamentano, allora, segretari e capi d´istituto? In una lettera indirizzata una settimana fa al ministero, 70 tra capi d´istituto e direttori dei servizi amministrativi (gli ex segretari) della provincia di Ancona «segnalano la gravissima situazione di disagio di tutti gli istituti del territorio». Le scuole vantano un credito enorme da viale Trastevere e sono state costrette a confezionare bilanci su somme virtuali. L´Associazione delle scuole autonome della Sicilia (Asas) stima in 1,6 miliardi di euro il corrispettivo che il ministero deve ancora alle scuole. Mentre pochi giorni fa il direttore dell´Ufficio scolastico …

“L’Emilia dice no ai medici-spia”, di Adriana Comaschi

La Regione boccia l’obbligo di segnalare gli immigrati. Manifesti in tutte le lingue nelle Asl. L’assessore Bissoni: una norma razzista che mette a rischio la salute della collettività. «Curatevi, non vi denunceremo» L’Emilia Romagna dice no alla norma sui medici-spia. Un manifesto multilingue affisso negli ambulatori e negli ospedali invita gli immigrati a non avere paura e a ricorrere alle cure. Bissoni: norma razzista. In moldavo, arabo, cinese, russo. E ovviamente in inglese, francese, spagnolo. Sette lingue per un unico messaggio, curato dall’assessorato regionale alla Sanità e rivolto a tutti gli stranieri che vivono a Bologna: qui siete al sicuro, potete curarvi senza il timore di essere denunciati anche se clandestini. Uno dei primi manifesti multilingue è già affisso all’interno del pronto soccorso dell’ospedale S.Orsola, il testo scorre sui monitor della sala d’attesa. Ma presto campeggerà in qualsiasi struttura del servizio sanitario dell’Emilia Romagna. «NORMA RAZZISTA» Dopo la rivolta di medici, infermieri, associazioni è la Regione guidata da Vasco Errani a schierarsi contro il disegno di legge targato Lega, passato al Senato, con cui si …

Scuola: sia rispettata la scelte delle famiglie effettuata all’atto delle iscrizioni

Le deputate Ghizzoni e Coscia : “dalle famiglie sonora bocciatura della riforma Gelmini”. Il Pd ha depositato oggi alla Camera un’interpellanza urgente per “chiedere al Governo di rispettare le opzioni delle famiglie in merito alle iscrizioni alle prime classi di elementari e medie”. Le deputate democratiche Maria Coscia e Manuela Ghizzoni, prime firmatarie dell’interpellanza sottoscritta anche dal capogruppo Antonello Soro, sottolineano che, “in riferimento alla rilevazione campionaria sulle iscrizioni fornita nei giorni scorsi dallo stesso Ministro dell’Istruzione, solo il 3% delle famiglie, che hanno iscritto i propri figli alla prima classe della scuola primaria, ha scelto l’orario settimanale di 24 ore con il maestro unico, il 7% ha optato per l’orario di 27 ore, mentre ben il 56% ha scelto l’orario con i moduli a 30 ore e oltre il 34% si è orientata per il tempo pieno con l’orario di 40 ore”. Le deputate del PD evidenziano come questi primi dati costituiscano una “sonora bocciatura della riduzione del tempo-scuola a 24 ore, introdotta insieme al maestro unico dal Governo Berlusconi con l’approvazione della Legge …

“Povertà senza rete”, di Bianca Di Giovanni

La Social Card è troppo poco? Sempre meglio di niente». Il Tremonti-pensiero sulla lotta alla povertà è chiarissimo: dare una mano a tentare di sopravvivere. E basta. Per il resto, la classe media è lasciata a faticare per farsi largo, i ricchi a godere delle loro rendite. La visione ha padri noti (per dirne due: Reagan e Thatcher) e nemici altrettanto conosciuti: quelli che credono nella redistribuzione. Negli Usa ci ha appena pensato Barack Obama a sotterrare la tesi della «carità», che alla fine lascia i poveri nelle stesse condizioni di prima (se non peggiori), e proietta i ricchi verso livelli sempre più alti. E in Italia? A che punto è la lotta alla povertà? Da noi lo Stato non va oltre misure una tantum: a volte ben congegnate, ma per ora assolutamente inefficaci. Sulla povertà c’è il fallimento totale della politica. Il motivo, secondo gli esperti sta in una grande assenza, che si protrae ormai da anni. L’Italia resta l’unico Paese in Europa (insieme a Grecia e Ungheria) che non ha alcuna misura generalizzata …

Affrontiamo la crisi

Un contributo straordinario “una tantum”, pari a due punti Irpef sui redditi superiori ai 120.000 euro per venire in aiuto delle persone maggiormente in difficoltà con la crisi economica. Questo contributo toccherà i redditi dei parlamentari e finanzierà circa 500 milioni per far fronte alla crisi. Questa è la proposta del PD, lanciata dal suo segretario, Dario Franceschini, durante un incontro con le associazioni di volontariato che si occupano delle persone meno abbienti. Una seconda concreta proposta dopo l’assegno di sussidio per i disoccupati, che si tradurrà molto presto in un’iniziativa parlamentare. In altri termini, il PD risponde con con fatti concreti al semplice ottimismo di facciata del premier – uno dei pochi che nella crisi generale in Italia ha continuato a riscuotere guadagni economici – e agli spot pubblicitari del governo che agiscono solo mediaticamente senza dare nessuna risposta efficacie per la ripresa economica. Il contributo di 2 punti Irpef toccherebbe circa 200 mila contribuenti, particolarmente benestanti e sarebbe valido solo per il 2009. A beneficiarne, in prima persona, sarebbero i comuni e le associazioni …