Anno: 2009

“La battaglia su un simbolo”, di Stefano Rodotà

Ancora una volta una sentenza prevedibile, ben argomentata giuridicamente, non suscita le riflessioni che meritano le difficili questioni affrontate, ma induce a proteste sopra le righe, annunci di barricate, ambigue sottovalutazioni. Dovremmo ricordare che le precedenti decisioni italiane, che avevano ritenuto legittima la presenza del crocifisso nelle aule, erano state assai criticate per la debolezza del ragionamento giuridico, per il ricorso ad argomenti che nulla avevano a che fare con la legittimità costituzionale. E, considerando il fatto che la nostra Corte costituzionale aveva ritenuto inammissibile per ragioni formali un ricorso in materia, s´era parlato addirittura di una “fuga della Corte”, nelle cui sentenze si potevano ritrovare molte indicazioni nel senso della illegittimità della esposizione del crocifisso. Nella decisione della Corte europea dei diritti dell´uomo di Strasburgo, che ha ritenuto quella esposizione in contrasto con quanto disposto dalla Convenzione europea dei diritti dell´uomo, non v´è traccia alcuna di sottovalutazione della rilevanza della religione, della quale, al contrario, si mette in evidenza l´importanza addirittura determinante per quanto riguarda il diritto dei genitori di educare i figli secondo …

Dal Blog di Marco Cattaneo, Direttore de Le Scienze: “Sulle tracce dell’uomo-bufala”

Da un paio di settimane a questa parte mi coglie una singolare forma di curiosità morbosa. Così, verso le dieci di sera, mi ritrovo rapito, in stato semi-ipnotico, non già da una nave extraterrestre, ma dalle diaboliche frequenze di Rai Due. Dura una mezz’ora, di solito, il catatonico stato di trance. Ma è bastato, in due puntate, a illuminarmi su svariati enigmi del mondo che ci circonda. Lunedì scorso apprendevo, dalla voce eccitata del conduttore, quasi in delirio estatico davanti al fascino di quelle antiche rovine, che la civiltà preincaica che secondo gli archeologi fondò la città di Tiahuanaco, in Bolivia, nei primi secoli prima di Cristo, sarebbe da retrodatare al 10.500 a.C. – la data della scomparsa di Atlantide (?????????) – se non addirittura al 15.000 a.C., un’epoca di cui non ci resta alcuna traccia storica. Alcuni studiosi (???) indipendenti ci facevano sapere, durante il servizio, che le datazioni arrivavano al massimo al 1500 a.C., ma ciò non spiegherebbe la peculiare posizione di Tiahuanaco, che sarebbe stata perfetta per rappresentare la posizione di alcune …

“Riforma dell’università: la selezione del docente”, di Daniele Checchi e Tullio Jappelli

La proposta di legge per la riforma dell’università prevede un’ampia delega al Governo che dovrà poi emanare molti regolamenti attuativi. Delle sue tre parti – governance degli atenei, qualità del sistema universitario, progressioni delle carriere dei docenti – cominciamo a esaminare la terza. Il suo un impianto dirigistico la espone a un forte rischio di manipolazione. La carriera accademica non appare particolarmente allettante per i giovani. E le nuove norme entreranno in vigore solo alla fine della legislatura. Troppo tempo per una riforma tanto urgente. La legge delega in materia universitaria presentata il 27 ottobre scorso è divisa in tre parti. La prima affronta i temi della cosiddetta governance degli atenei, la seconda la qualità del sistema universitario, la terza le progressioni delle carriere del personale docente. Affrontiamo qui i temi relativi alla terza parte, rimandando un’analisi delle altre a prossimi interventi. La legge, se approvata nell’attuale formulazione, prevede un’ampia delega al Governo che dovrà poi emanare molti regolamenti attuativi. Potrà inoltre essere modificata nel corso del dibattito parlamentare che, al contrario delle ottimistiche previsioni …

“Gli stipendi ridotti dei lavoratori stranieri”, di Federico Fubini

E’ bastata una domanda che pri­ma nessuno aveva mai posto, per gettare un fascio di luce su un mondo che ci illudevamo di co­noscere già. La domanda, apparente­mente innocua, è comparsa per la pri­ma volta a primavera scorsa nei 160 mila questionari che l’Istat distribui­sce per la sua rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro. Chiedeva ai dipen­denti pubblici e privati di precisare la propria retribuzione netta, straordina­ri inclusi, tredicesime e quattordicesi­me escluse. Ne è uscita una seconda Italia. Un Paese che lavora (almeno) al­trettanto, svolge le stesse mansioni, e guadagna di meno. Spesso molto di meno. A volte scandalosamente meno, senza che questa differenza emerga ap­pieno nella consapevolezza degli italia­ni. Per i lavoratori dipendenti stranie­ri, che a dati ufficiali del secondo trime­stre 2009 sono l’8,3% degli occupati nel nostro Paese, la differenza di retri­buzioni rispetto a chi possiede la citta­dinanza è in media del 22,8%. Per gli uomini è del 18,9% ma per le donne sa­le al 28,4%: le dipendenti straniere gua­dagnano quasi un terzo di meno, an­che quando svolgono lo stesso lavoro delle italiane …

“Pochi volontari sulle strade, flop delle ronde fai da te”, di Vladimiro Polchi

“È prematura ogni valutazione – sostiene Giuseppe Forlani, prefetto a La Spezia e presidente dell’Associazione sindacale dei funzionari prefettizi – ma va detto che per ora le richieste dal territorio sono vicine allo zero. Il decreto è nato per regolamentare un fenomeno in corso, tenendo saldo il principio che non ci può essere alcuna sovrapposizione con le funzioni della polizia di Stato”. Forlani conferma che “neppure a La Spezia abbiamo ricevuto richieste di iscrizione negli albi della prefettura, ma c’è ancora tempo e sarà interessante vedere se il decreto riuscirà alla fine a intercettare il fenomeno”. Insomma, il rischio è che molte ronde già attive non chiedano un riconoscimento ufficiale, ma continuino ad agire informalmente sul territorio. I tecnici del Viminale invitano però a non trarre valutazioni definitive, perché “il regolamento sulle ronde prevede una fase transitoria di sei mesi, fino all’8 febbraio prossimo, che consente alle associazioni di volontariato già esistenti di continuare a svolgere le attività di sorveglianza senza necessità di iscrizione. L’effettivo contributo delle nuove associazioni quindi potrà essere calcolato e giudicato …

“Italia fuori dalla crisi nel 2010 ma resta la zavorra del debito”, di Andrea Bonanni

Bruxelles – L´altissimo debito pubblico dell´Italia «è preoccupante», dice il commissario europeo agli affari economici, Joaquin Almunia, presentando le previsioni d´autunno della Commissione. Esse danno il debito italiano (il terzo al mondo dopo Usa e Giappone) in impennata al 114,6 quest´anno, al 116,7 nel 2010 e al 117,8 nel 2011. Ma ad essere davvero preoccupante è il quadro complessivo dell´economia italiana vista da Bruxelles. Un´economia incapace di crescere e in grave crisi strutturale «da molto prima della recessione mondiale». Pur riconoscendo come il governo, nel rispondere alla crisi «sia stato attento ad evitare un sostanziale deterioramento delle finanze pubbliche», Almunia punta il dito sull´incapacità dell´economia italiana di crescere a ritmi accettabili anche nelle fasi positive dell´economia. A questo quadro si aggiunge il fatto che la recessione globale ha colpito da noi più duramente che in altri Paesi. «Complessivamente, tra il primo trimestre del 2008 e il secondo trimestre del 2009 la perdita cumulativa del Pil è stata pari al 6,5 per cento; simile a quello della Germania ma superiore a quello della maggior parte degli …

O. Giovanelli: “Primo, nessuno tocchi l’Irap senza prima risolvere il finanziamento del SSN. Secondo, subito i soldi che la pubblica amministrazione deve alle imprese. 50-60 miliardi da mettere in circolo subito”

La posizione di Legautonomie sulla situazione della nostra finanza pubblica, e in particolare sull’Irap, è arrivata forte e chiara con le parole del presidente Oriano Giovanelli, al termine della presentazione della ricerca Sda Bocconi-Legautonomie sulle Scelte di finanziamento degli enti locali, realizzata con il contributo di Unicredit: “Nessuno si azzardi a manomettere l’Irap finché non venga trovata una tassa o un contributo sostituivo che finanzi il sistema sanitario nazionale. Non facciamo un’altra disastrosa operazione Ici, continuando perversamente a ridistribuire il reddito dal basso verso l’alto, dai poveri verso i ricchi”. www.legautonomie.it “Spostiamo – ha proseguito Giovanelli – il dibattito Irap-pmi o Irap-imprese su come far avere alle imprese i crediti che vantano con la P.A. nel più breve tempo possibile. Legautonomie ha una proposta: la Cassa Depositi e Prestiti, che sta cambiando la sua natura di sostegno alle politiche pubbliche, anticipi subito il pagamento dei crediti alle imprese. A sua volta la Cassa sarà pagata con tempi concordati dalla P.A. E’ un’operazione a costo zero sul fronte del debito pubblico, che può mettere in circolo …