“La crescita non passa per il taglio dell’IRAP: Ci resta solo il debito”, di Stefano Fassina
Lo scontro di potere in atto a destra ha aperto intorno alla politica economica del Governo un dibattito a lungo negato al Parlamento e all’opinione pubblica. Due le domande di fondo: l’Italia, dato l’enorme debito pubblico, può permettersi una politica economica anti-crisi? Data una risposta positiva, quali sono le misure adeguate? L’Italia non solo può permettersi,ma ha urgenza di una politica anti-crisi per sostenere le migliori energie del lavoro e dell’ impresa ed evitare il peggioramento del quadro di finanza pubblica. Attenzione però. La politica anti- crisi è utile ad una condizione: deve essere parte di una strategia riformista per innalzare la crescita potenziale del Paese. Soltanto a fronte di una intensa crescita il debito pubblico italiano diventa sostenibile. Il Governo, invece, confidando in una crisi di breve durata, ha scelto il rigorismo senza riforme: no alle riforme, no a misure anti- crisi, a parte il surrettizio, iniquo ed inefficiente allentamento del contrasto all’evasione fiscale. Perché il Governo non fa le riforme? Per ragioni culturali e politiche. Larga parte delle classi dirigenti italiane, in particolare …
