Anno: 2009

Europa: la destra impedisce il pluralismo dell’informazione

Per soli tre voti contrari e grazie all’astensione di 13 eurodeputati, non passa la risoluzione del Pd per garantire il pluralismo e la concentrazione dei media in Italia. Con uno scarto di soli tre voti è stata bocciata dal Parlamento Europeo riunito in plenaria a Strasburgo la proposta di risoluzione presentata dal Pd e dall’Italia dei Valori sulla libertà di stampa in Italia. Su un totale di 686 voti, i sì sono stati 335, i no 338, gli astenuti 13. “Avevamo richiesto alla Commissione una direttiva europea sul pluralismo dei media e sugli standard per il servizio pubblico televisivo che valesse per tutti gli Stati membri. E soprattutto perché il diritto di informare non venisse leso”. Lo ha dichiarato in una nota David Sassoli, capo delegazione del Pd al Parlamento Europeo. “Ci siamo battuti perché potesse essere risolto qualsiasi conflitto di interesse in Europa e contro ogni pressione da parte del Governo nei confronti dei giornali e dei mezzi d’informazione italiani. Su questo avevamo trovato un’intesa comune tra i gruppi di centro sinistra al Parlamento …

“Precari a vita. Il PdL va sotto alla Camera. Poi ci ripensa”, di Andrea Carugati

Sui precari della scuola la maggioranza ha rischiato grosso, ieri alla Camera. C’è voluto un “aiutino” del presidente di turno Maurizio Lupi (Pdl) per consentire a una dozzina di deputati di rientrare in tempo ed evitare una clamorosa sconfitta. In aula si stava discutendo il decreto cosiddetto salva- precari, varato dal governo a settembre con l’obiettivo di dare una boccata d’ossigeno a circa 13 mila insegnanti precari “tagliati” dalla coppia Tremonti-Gelmini. A metà pomeriggio la maggioranza si accorge di avere qualche problema con le presenze, e chiede una sospensione dei lavori. Ma va sotto di dieci voti. A quel punto si sarebbe dovuto procedere con le votazioni, precisamente con l’emendamento del Pd che chiedeva di abrogare il comma 1 del decreto, quello che prevede che i contratti a termine «non possono in alcun caso trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato» e che gli anni di precariato non servono per maturare scatti di anzianità. Un comma che, come spiega Manuela Ghizzoni del Pd, «avrebbe condannato al precariato a vita tutti e 260mila i precari …

“La destra zelig”, di Massimo Giannini

Come il leggendario Leonard Zelig di Woody Allen, Silvio Berlusconi torna per un giorno presidente-operaio, e fa improvvisamente sua l´«apologia del posto fisso» azzardata il giorno prima da Giulio Tremonti. È il principio fondativo del populismo autoritario: nulla di ciò che interroga e investe il rapporto messianico con le “masse” deve sfuggire al dominio e al verbo del capo. Anche a costo di produrre solo demagogia, condizione fisiologica per il populista, a qualunque latitudine si trovi a governare. Ma quando l´identificazione mimetica si spinge a coprire tutto e il contrario di tutto, fino a generare forme di vera e propria “apostasia”, allora si sfocia in una dimensione diversa, chiaramente patologica. È quello che succede oggi, al governo del Paese. La sortita del ministro dell´Economia, che dopo anni di esaltazione del lavoro flessibile riscopre le virtù sociali di quello stabile, è un caso da manuale. Ha due significati di fondo. 1) Il primo è un fattuale significato politico. È vero che questo clamoroso “ripudio” del liberismo applicato ai rapporti di lavoro è in parte coerente con …

“Posto fisso: Il governo si oppone al governo”, di Ida Rotano

Difende le sue dichiarazioni (“Ho detto che preferisco il lavoro fisso, mi sembrava una cosa scontata”) e nel frattempo incassa la solidarietà del premier Berlusconi (“Confermo la mia completa sintonia a Tremonti, per noi il posto di lavoro fisso è un valore”) e di parte del mondo sindacale, Bonanni in testa (“Un’economia come quella italiana retta soprattutto dalla manifattura deve poter contare su lavoratori stabili, soddisfatti e ben remunerati”). Per Brunetta, Sacconi e Marcegaglia “è un’impossibile ritorno al passato”. Intanto arriva la doccia fredda dell’Istat: gli ordini alle fabbriche sono diminuiti del 27,5% rispetto all’anno scorso. A margine dell’Ecofin che si è tenuto in Lussemburgo, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sembra quasi stupito del polverone che si è alzato dopo la sua difesa del posto di lavoro fisso: “Se uno mi chiede se preferisce stare al caldo o stare al freddo, io preferisco stare al caldo”, ha spiegato il titolare del dicastero di via XX Settembre. “L’ho scritto – dice – anche nel mio libro di due anni fa. Detto questo, non è che quando …

«Ammortizzatori sociali per tutti. È questa la vera rivoluzione da fare subito», di Laura Matteucci

Visto che sono parole del ministro dell’Economia, è giusto prenderle sul serio. O è tutta demagogia che gli serve per cercare consensi a sinistra, comunque per spiazzarla. Oppure, dato che lui è il cassiere del pubblico impiego, vuole stabilizzarne i precari. O ancora, pensa di incentivare la creazione di posti fissi nel privato». Un’unica certezza: l’elogio di Tremonti del posto fisso, mentre si dissolve il valore della flessibilità, non lo stupisce. Dell’economista Tito Boeri è appena uscito il libro La crisi non è uguale per tutti (Rcs). Per i milioni di precari, flessibili, atipici italiani, per esempio, è peggio. Dice di non essersi stupito, eppure è un’affermazione che contraddice tutte le precedenti. «È indubbio che la maggioranza degli italiani preferisca un sistema occupazionale rigido, in cui prevalga il posto fisso. Volendo essere popolari, cercando di costruire consensi, non si può che concordare. Fermo restando che non è possibile garantire il posto fisso a tutti». Che cos’è realistico fare, invece? «Garantire a tutti una copertura assicurativa: procedere con la riforma degli ammortizzatori sociali, in modo che …

Scuola, Ghizzoni (Pd): grazie a nostra battaglia il governo costretto a modifiche

“Grazie alla battaglia e la determinazione del Pd abbiamo costretto il governo ad entrare nel merito del provvedimento e ad impegnarsi a modificare una norme illegittima che creava discriminazioni tra lavoratori e metteva in pericolo i precari della scuola. Auspichiamo adesso una riscrittura totale che stabilisce una volta per tutte il diritto per i lavoratori a tempo determinato di trasformare il proprio contratto a tempo indeterminato con l’immissione in ruolo”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, entrando al comitato dei nove che si appresta a modificare le norme del dl scuola.

Scuola, Pd: governo e maggioranza scippano il futuro ai precari. Ghizzoni: la complicità del presidente di turno Maurizio Lupi salva dl scuola.

“Il governo e la maggioranza con la complicità del vicepresidente Lupi hanno scippato il futuro ai precari della scuola.” Così la capogruppo del Pd nella commissione cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commenta la votazione a Montecitorio di un emendamento del Pd sul dl precari passato con due soli voti di scarto. “Il presidente Lupi perdendo tempo ed infrangendo il regolamento ha permesso ad una maggioranza, vergognosamente latitante in Parlamento, di bocciare il nostro emendamento che stabilizzava i precari della scuola e permetteva la regolarizzazione anche per chi finora era stato assunto con contratti a tempo determinato. E’ veramente una brutta giornata per la scuola e per il rispetto delle più basilari regole democratiche. Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio a favore del posto fisso completano la colossale presa in giro nei confronti di tutti i precari.”