Anno: 2009

Sergio Zavoli e Mariangela Bastico, dibattito pubblico

Domani presso il circolo Pd del centro storico in Via Balugola. Sapere, competenze e futuro al centro del dibattito. “Informazione, competenze, sapere: per liberare il futuro”. E’ questo il titolo dell’inziativa a cui parteciparanno il senatore Sergio Zavoli e la candidata alla segreteria regionale del Pd Mariangela Bastico. L’iniziativa, organizzata dai comitati Franceschini-Bastico della provincia di Modena, si terrà domani sabato 17 ottobre alle 17 presso il circolo Pd del centro storico in via Balugola 24 a Modena. Modera il dibattito Giorgio Zanetti, dell’Università di Modena e Reggio Emilia. PD Modena, 16 ottobre 2009

“Tagli, le scuole ‘tassano’ le famiglie”, di Bianca De Fazio

Il contributo “volontario” diventa “obbligatorio” e scatena l´ira dei genitori. Ma il contributo “volontario” è l´unica scappatoia che hanno le scuole per salvarsi dalla bancarotta. Per continuare ad offrire i servizi minimi che la scuola del ministro Gelmini non riesce a garantire, visti i tagli. La scure del governo s´è abbattuta sugli insegnanti (qui da noi ne sono stati tagliati oltre 4 mila) ma anche sui finanziamenti alle scuole, rimaste con le casse vuote. Per tagliare 8 miliardi di euro al bilancio dell´istruzione gli istituti sono stati lasciati a secco. Senza più un euro neppure per comprare la carta igienica o i toner delle fotocopiatrici. Un problema che affligge le scuole di tutto il Paese, ma che qui in Campania fa i conti con un tessuto sociale già piegato dalla crisi economica. Così due giorni fa, quando i genitori della scuola elementare Carlo Collodi, di Cavalleggeri d´Aosta, hanno letto l´avviso che li invitava a consegnare entro un termine perentorio il bollettino con il pagamento dell´assicurazione per gli scolaretti, più quello di 10 euro di contributo …

“Scudo, cresce il rischio evasione”, di Stefano Lepri

«Non si può escludere» che l’evasione fiscale sia aumentata; lo scudo fiscale potrebbe indurre i contribuenti a evadere di più in futuro; nei prossimi anni sarà difficile risanare i conti pubblici senza «affrontare con coraggio» questo problema. Così ha detto al Parlamento il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni. Sullo scudo, Giulio Tremonti ha subito ribattuto che «non c’è ragione di allarme», e accusa chi lo critica di fare «gli interessi dei banchieri svizzeri». Saccomanni si è presentato alle commissioni Bilancio di Camera e Senato in sostituzione di Mario Draghi, operato al menisco. Ha dato anche la notizia buona che nel trimestre estivo, da luglio a settembre, il prodotto lordo italiano è tornato a crescere (circa +1%) pur se «l’intensità della ripresa rimane incerta». Ma si doveva parlare dei conti pubblici nel prossimo triennio; e su questo argomento la Banca d’Italia è preoccupata. Il governo spera in un forte aiuto dal gettito della sanatoria sui capitali nascosti all’estero (in un’altra audizione, il presidente del Cnel Antonio Marzano ha invitato a non dimenticare che si …

“Il grande freddo”, di Andrea Draghetti

Le promesse non sono state tutte mantenute. I riflettori si sono accesi ogni volta che Berlusconi ha visitato l’Abruzzo e si sono spenti quando le difficoltà o la convenienza politica lo convinceva di non poter fare un nuovo show. Ma il premier non ha fatto i calcoli con il vento gelido che, proveniente dai Balcani, ha investito l’Italia rendendo drammatica la vita per quei seimila che abitano ancora nelle tende. Eppure le tendopoli dovevano essere chiuse con la fine di settembre. Giovanni Lolli, deputato abruzzese del Pd dichiara: “Anche se scomparsi dai discorsi e dagli slogan del presidente del Consiglio, l’Abruzzo e i suoi terremotati sono ancora lì. E quelli rimasti in tenda sottoposti per giunta al pesante calo di temperature di questi giorni. La mozione approvata ieri in maniera bipartisan corregge alcuni degli strafalcioni commessi dal governo nella gestione dell’emergenza post terremoto, ma ancora tanto resta da fare. Innanzitutto, va posto rimedio da subito al clamoroso errore di valutazione sui numeri delle famiglie da ricoverare: è ormai evidente infatti che il numero di case …

“Io, la mia scorta e il senso di solitudine”, di Roberto Saviano

“Lo vedi, stanno iniziando ad abbandonarci. Lo sapevo”. Così il mio caposcorta mi ha salutato ieri mattina. Il dolore per la protezione che cercano di farmi pesare, di farci pesare, era inevitabile. La sensazione di solitudine dei sette uomini che da tre anni mi proteggono mi ha commosso. Dopo le dichiarazioni del capo della mobile di Napoli che gettano discredito sul loro sacrificio, che mettono in dubbio le indagini della Dda di Napoli e dei Carabinieri, la sensazione che nella lotta ai clan si sia prodotta una frattura è forte. Non credo sia salutare spaccare in due o in più parti un fronte che dovrebbe mostrarsi, e soprattutto sentirsi, coeso. Società civile, forze dell’ordine, magistratura. Ognuno con i suoi ruoli e compiti. Ma uniti. Purtroppo riscontro che non è così. So bene che non è lo Stato nel suo complesso, né le figure istituzionali che stanno al suo vertice a voler far mancare tale impegno unitario. Sono grato a chi mi ha difeso in questi anni: all’arma dei Carabinieri che in questi giorni ha mantenuto …

Dario Franceschini: discorso ai lavoratori, la sesta tappa del viaggio dei 10 Discorsi

Qualche tempo fa mi è capitato di parlare a dei bambini di Costituzione. Quando ho detto che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, uno di quei bambini, avrà avuto più o meno undici anni, mi ha chiesto: il lavoro di chi? Allora ho pensato alle ragioni che potevano aver indotto quel bambino a fare quella domanda. Sembrava una battuta. Il lavoro di chi? Forse perché si è fatto largo lo l’idea di un Paese forse perché in televisione un ministro particolarmente aggressivo parla sempre e solo di fannulloni. O forse perché in questo tempo di crisi non si fanno che ripetere cifre e statistiche di disoccupazione che cresce settimana dopo settimana. Di cassa integrazione da estendere per chi sta perdendo il posto. Di imprese costrette a chiudere per mancanza di credito da parte delle banche. Di precari a zero euro. Il lavoro di chi. Pone che la questione del la questione del lavoro, e la stessa condizione dei lavoratori e degli operai sono state trascurate dalla politica. Perché questa perdita di centralità del …

66° Anniversario della deportazione dal ghetto di Roma. Intervento dell’On. Causi alla Camera dei Deputati

il 16 ottobre del 1943, in questa città, nel ghetto di Roma, a qualche centinaia di metri dall’Aula di Montecitorio, vennero prese 1.022 persone (uomini, donne, bambini e anziani), rapite dalle loro case, trasferite su camion e condotte su vagoni-bestiame ad Auschwitz. Si tratta del più grande episodio di deportazione di ebrei italiani nella storia della Shoah italiana: tornarono in diciassette! Credo che ogni anno questa Assemblea debba ricordare questa data. Lo dico perché sono convinto che la memoria è un buon esercizio contro la menzogna, l’affabulazione e l’oblio. Quando un popolo, asfissiato dalla propaganda di Goebbels e trascinato da un leader invasato, perde il senso di se stesso accade quel che accadde nel 1943 e il regime fascista non fece nulla per impedirlo, anzi scelse la strada scellerata delle leggi razziali. Dobbiamo ricordare anche per ricordare i tanti italiani che nascosero gli ebrei nelle cantine e nelle soffitte delle loro case e i tanti religiosi che li nascosero nei conventi e nelle chiese per salvarli dalla sterminio, dalla morte e dalla tortura. Dobbiamo farlo …