Anno: 2009

«Mafia, si cerca un colpevole. Uno qualunque», di Francesco La Licata

Sollecitato dal detonatore mediatico di Annozero, il tema delle stragi mafiose del ’92 e del ’93, ma soprattutto quello della trattativa intavolata dallo Stato con la mafia per farle cessare, è tornato prepotentemente alla ribalta. La miccia, si sa, l’ha innescata l’ex Guardasigilli – Claudio Martelli – riferendo (tardivamente, visto che sono trascorsi 17 anni) un episodio riferitogli a suo tempo da Liliana Ferraro, la più stretta collaboratrice di Giovanni Falcone fino a quel tragico 23 maggio 1992. Ha detto Martelli alle telecamere di Annozero che l’allora capitano dei Ros Giuseppe De Donno era andato a riferire alla Ferraro dell’esistenza di una possibilità di collaborazione di Vito Ciancimino, nel tentativo di fermare le stragi di Cosa nostra. Di tutto ciò, quindi, fra il 21 e il 23 giugno del ’92, Paolo Borsellino sarebbe stato informato dalla stessa Ferraro. Come spesso accade quando la cronaca, per sua natura tutt’altro che certa e definitiva persino nei tribunali, approda alla ribalta mediatica, si è liberata un’incontrollata ridda di voci, ipotesi e reazioni che, piuttosto che semplificare la già …

«Le due ottime ragioni della Consulta», di Alessandro Pace*

Sul Lodo Schifani la Corte aveva indicato che la costituzionalità era ancora da valutare. Era chiaro che lo scudo per le alte cariche non poteva essere istituito con legge ordinaria Caro direttore, da più parti, e non solo dal centro-destra, si muovono alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l´incostituzionalità del cosiddetto Lodo Alfano due rilievi critici: il primo, di aver rinnegato ciò che nel 2004 aveva affermato, e cioè che l´«assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono» alle alte cariche dello Stato costituirebbe «un interesse apprezzabile»; il secondo, di non aver esplicitato che il Lodo Schifani violava l´articolo 138 oltre agli articoli 3 e 24 della Costituzione. Il primo rilievo è inesatto, perché se è vero che tali parole figurano nel paragrafo 4 della sentenza, è anche vero che esse vanno lette alla luce della frase conclusiva dello stesso paragrafo, che suona così: «Occorre ora accertare e valutare come la norma incida sui principi del processo e sulle posizioni e sui diritti in esso coinvolti» Una frase, quest´ultima, che rende chiaro, …

«Una cartolina contro Silvio. Le donne rompono il silenzio», di Federica Fantozzi

Un ceffone virtuale da Debora Serracchiani «per la maleducazione», la tranciante definitività di Emma Bonino a proposito delle «patetiche ingiurie di stampo misogino», l’invito a chiarire in Parlamento da Livia Turco. A tre giorni di distanza non si affievoliscono le reazioni alle parole sprezzanti rivolte da Berlusconi a Rosy Bindi nello studio di «Porta a Porta»: «Come al solito, lei è più bella che intelligente». Di sicuro, presidente, lei non è a sua disposizione, come gli ha risposto dopo venti lunghissimi secondi nel silenzio sbigottito o pavido dei signori in trasmissione. E, come rilancia adesso la campagna dell’Unità – che vedete nell’illustrazione di Beatrice Alemagna qui a fianco – speranzosa se non di “rieducare” almeno di provocare un istante di resipiscenza nel Misogino Finale. Di questa sgradevole manciata di parole piombate via etere sulla tarda serata di migliaia di telespettatori, infatti, si continua a discutere. Vuoi perché il premier non si è scusato, vuoi perché la linea di difesa del portavoce Bonaiuti è stata incolpare i «momenti di concitazione» (come a dire: lo pensa, certo …

Bocciata l’Italia: deficit eccessivo

L’Unione europea avvia una procedura d’infrazione. Gozi: “Dal governo la solita superficialità sui problemi dei conti pubblici”. La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione sui debiti pubblici dell’Italia. Il nostro paese ha un deficit che non soddisfa i criteri del Trattato dell’ Unione Europea. Lo stesso destino è spettato ad altri otto paesi europei: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Slovenia, Slovacchia, Olanda e Portogallo. La Commissione ha affermato che i livelli di deficit necessitano un intervento “sebbene siano di natura eccezionale , in quanto siano principalmente conseguenza della grave recessione economica e delle sue dimensioni imprevedibili”. Ma si ricorda come il debito pubblico in Italia derivi in parte dagli effetti della crisi ed in parte da fattori strutturali, tra cui una spesa pubblica che rimane troppo elevata. Il debito pubblico italiano è stato costantemente oltre il valore di riferimento del 60% previsto da Maastricht. Si prevede che quest’anno permanga sui valori del 115,1% del Pil: “non si può dire che siamo di fronte ad una diminuzione sufficiente ai sensi del Trattato e del patto …

Dario Franceschini: discorso ai talenti. La quarta tappa del viaggio dei 10 Discorsi

La differenza italiana. E’ nella nostra storia. Nei nostri territori. Nel nostro patrimonio culturale. Nella nostra creatività. La differenza italiana è il talento degli italiani. Il talento come possibilità. Il talento come dote da far fruttare. Ma l’Italia sa sfruttare i suoi talenti?In molti casi sa farlo. Penso alla straordinaria realtà che ci ospita oggi. A che cosa abbia prodotto la creatività e l’intuito di Carlin Petrini. Un pensiero lungo, capace di legare assieme tradizione e futuro. Un pensiero che è diventato cultura. Ma anche economia. Anche sviluppo. Possibilità di lavoro per tanta gente, per tanti giovani. Slow food. Terra Madre. L’Università. Molto più che simboli. Molto più che marchi da spendere in un nuovo mercato. Qui a Pollenzo c’è l’esempio di un modello italiano vincente e invidiato nel mondo. Un modello che ha messo a frutto il suo talento: l’ambiente, il territorio, la storia, il cibo. La biodiversità. Le tradizioni di un mondo che continua a vivere. Che deve continuare a vivere. E che non ha paura della globalizzazione e delle sue sfide. Un’intuizione …

Per la Costituzione. La Carta che ci unisce

Se il Presidente del Consiglio minaccia di ricorrere al popolo per ribadire di essere più uguale degli altri davanti alla legge, sappia che il Pd è pronto a dare una risposta di popolo ai deliranti attacchi contro la Corte Costituzionale e il Capo dello Stato. Lo ha annunciato il segretario del Pd Dario Franceschini, in una conferenza stampa: “Se non la smette con i suoi attacchi sappia che troverà un Partito democratico unito e determinato e pronto a chiamare il suo popolo, quello che si è già visto il 3 ottobre (in piazza del Popolo a Roma alla manifestazione per la libertà di stampa ndr) e che tornerà il 25 ottobre alle primarie. Come segretario – aggiunge – garantirò una gestione unitaria del partito in questi momenti delicati, perchè esso abbia una voce unica”. Franceschini ha fatto riferimento anche alla situazione internazionae, ma non per i titoli della stampa di tutto il mondo sul Lodo Alfano, ma per ricordare che “fuori dall’Italia lo scontro tra destra e sinistra avviene sulle scelte di governo ma non …

Maledetta “perenzione” o trucco del Governo?

Pubblichiamo la lettera che Manuela Ghizzoni ha inviato al Direttore del Corriere della Sera in merito all’articolo di Cesare Segre, “Ricercatori, trucco ad orologeria”, sulla cosiddetta “perenzione” dei fondi pubblici, vale a dire l’assorbimento nel bilancio dello Stato (leggi il Ministero dell’Economia) delle somme già impegnate ma che non sono state effettivamente spese dai Ministeri nell’arco di un triennio. Gentile direttore, l’articolo di Cesare Segre, “Ricercatori, trucco ad orologeria”, del 7 ottobre contiene un’inesattezza, o meglio racconta solo una parte della storia. È vero che la finanziaria 2008 del governo Prodi ha ridotto da sette a tre anni il termine di ‘perenzione’ delle risorse pubbliche impegnate ma non spese (incluse quelle del Firb, Fondo per gli investimenti della ricerca di base), ma quella stessa finanziaria prevedeva un sistema di riattribuzione dei fondi a fronte della sussistenza dell’impegno di spesa. Pertanto, se la norma fosse stata applicata in tutte le sue parti – e il Governo Berlusconi si è guardato bene dal farlo – gli investimenti e i programmi di ricerca, compresi i Firb, non avrebbero …