Anno: 2010

Meno irregolari e più imprenditori gli immigrati d'Italia. E l'lnps è in attivo grazie a loro

In Italia, negli ultimi 20 anni, la popolazione immigrata è cresciuta di quasi 20 volte. Secondo la stima del Dossier Statistico Immigrazione 2010 Caritas/Migrantes presentato oggi, «includendo tutte le persone regolarmente soggiornanti, le presenze sono 4 milioni e 919 mila (1 immigrato ogni 12 residenti), contro il dato dell’Istat che all’inizio del 2010 ha registrato 4 milioni e 235 mila stranieri residenti in Italia. «Questa realtà nel panorama europeo si caratterizza – afferma il rapporto promosso dai due organismi della Cei – anche per il notevole dinamismo: l’aumento è stato di circa tre milioni di unità nel decennio e di quasi 1 milione nell’ultimo biennio». In crescita, secondo il dossier, anche i matrimoni misti contratti tra il 1996 e il 2008, che sono stati circa 250 mila, mentre più di mezzo milione di persone hanno acquisito la cittadinanza, al ritmo di oltre 50 mila l’anno; oltre 570.000 stranieri sono nati direttamente in Italia; quasi 100 mila arrivano a essere i figli di madre straniera ogni anno; più di 100 mila gli ingressi per ricongiungimento familiare. …

"Il governo di salvezza taglierebbe le tasse", di Gianni Del Vecchio

Si continua ad ipotizzare nuovi esecutivi postberlusconiani: e ci si interroga su eventuali programmi. «Come si può pensare che con milioni di disoccupati un governo, anche di breve durata, non si occupi dell’emergenza economica?». Massimo D’Alema ieri in tv ha rilanciato la proposta di un esecutivo di transizione, già condivisa da Fini sabato scorso ad Asolo. Un’idea questa che piace a più d’uno in parlamento, soprattutto all’area centrista casinian-rutelliana che del governo di responsabilità nazionale è da sempre grande sponsor. La vera novità delle ultime ore è che questo futuribile esecutivo non avrebbe come unico obiettivo quello di cambiare la legge elettorale e portare gli italiani alle urne. Dovrebbe anche occuparsi di un’altra emergenza imperante: la crisi economica. Il deputato d’area franceschiniana Sergio D’Antoni non ha dubbi: «S’è già aperta una nuova fase politica e un’eventuale governo di transizione non potrà limitarsi a discutere di legge elettorale ma dovrà giocoforza occuparsi anche dell’economia e di come portare l’Italia fuori dalle secche della crisi». Ma quali sono i punti sui quali è possibile trovare una convergenza …

"Il fragile patto con la geologia", di Mario Tozzi

Indonesia, settore settentrionale di Sumatra: il vulcano Toba diede vita alla più terribile eruzione che gli uomini possano ricordare. Poco ci mancò che non fosse l’ultima, visto che, dopo l’immensa ricaduta di ceneri (2800 km3, a confronto il Monte Saint Helens, nel 1980, ne emise uno solo) su tutto il continente asiatico, ci furono cinque anni di freddo polare e dieci secoli senza estate. Gli uomini si ridussero forse a un paio di migliaia su tutta la Terra, resistendo in enclave localmente più calde, scossi da continui terremoti e tsunami e terrorizzati dal futuro. Questo è stato il nostro ultimo «collo di bottiglia», circa 74.000 anni fa. Ma non sarà certo l’ultimo. Terremoti di magnitudo superiore a 7,5 Richter, eruzioni vulcaniche esplosive che generano gigantesche nubi ardenti e tsunami che spostano grandi volumi di oceano: cosa sta accadendo in Indonesia? Non ci sono cause contingenti particolari per spiegare questi fenomeni: la quotidiana attività della Terra prevede scenari di questo tipo, anzi, questa sarebbe la normalità di un pianeta per fortuna ancora giovane e attivo. Se …

"Lo scudo del caimano", di Franco Cordero

Un poema pseudo-omerico (Batracomiomachia) narra la guerra tra rane e topi. Giacomo Leopardi l´ha tradotta e compone un incantevole sèguito, malvisto dalla critica filistea, portando alla ribalta anche i granchi. Esopo, Fedro, la Fontaine, Orwell descrivono eventi o caratteri umani in figura animalesca. Lo storico futuro studierà l´Italia post 1994 nella chiave inversa: l´umanità ridotta a storia naturale (Plinio il Vecchio, Buffon, Darwin); in tale prospettiva tutto risulta prevedibile, come quando il caimano va a caccia. Da allora ne abbiamo uno in casa. Nome e cognome, capelli artefatti, doppiopetti, sorrisi, barzellette, chansons, torrenti d´una lingua rudimentale lo distinguono appena dagli alligatori: bestie eminenti al cui sistema nervoso mancano certe operazioni, sicché ignorano morale, filosofia, diritto, politica; e quest´elementare struttura, ad alto rendimento agonistico, spiega monotone fortune. Leviathan nuota, cerca, apposta, azzanna, divora, digerisce, lacrima, spalanca le fauci affinché uccelli parassiti gli puliscano i denti. Altrettanto meccanica l´azione berlusconiana: traffica, falsifica, plagia, corrompe, froda, spergiura, accumula, spaventa, estorce; siccome opera in ambienti più complessi delle paludi abitate dai cugini, ha bisogno d´ausiliari. Ne raccoglie una turba: …

"Oltre il libro e la lavagna. Ecco come si apprende oggi", di Marco Rossi Doria

Il governo parla di orari e discipline, ma Tv e rete ci dicono che c’è un altro modo di imparare. Solo una parte dell’apprendimento avviene a scuola. È stato sempre così. Ma la scuola ha avuto, da duecento anni, il monopolio dei codici e dei metodi di apprendimento. Invece oggi tutte le discipline sono accessibili in mille forme e in ogni luogo. Con la possibilità di essere rapidamente manipolate, variate, confuse, confrontate, espanse. Lo stesso funzionamento del cervello umano viene chiamato in causa: organizzazione della memoria, presenza simultanea di molti codici e dispositivi che stimolano i diversi sensi insieme, compresenza di procedure analogiche e logiche, relazione immediata tra produzione costruita e fruita, tra rapidità e pazienza, ecc. Di fronte a questo scenario, soprattutto nelle scuole superiori, l’idea di scuola fondata sul prevalere del metodo trasmissivo regge ancor meno che in passato. Eppure il governo propone un’organizzazione oraria e disciplinare che può contenere quasi solo la trasmissione frontale: cinque ore a scuola con il prof che ti dice come è fatta la sua parte di mondo, …

Il Cavaliere molla le colombe "Le procure hanno salvato Fini ma ora è meglio andare a votare", di Francesco Bei

La road map del Pdl per evitare l´esecutivo tecnico. A Via del Plebiscito puntano ad abbinare il voto politico con quello amministrativo. Palazzo Chigi abbandona l´idea di una “fase due” del centrodestra Più che una strategia, è una constatazione. «Così non si va avanti, non riusciamo a fare nulla. Tanto vale tornare a votare». È passato quasi un mese da quando Silvio Berlusconi, il giorno del suo compleanno, ottenne un´ampia maggioranza alla Camera e al Senato. Ma il sogno di una ripartenza, di una fase due del governo, è già archiviato. Complice un´influenza che lo ha costretto a letto, il Cavaliere ieri ne ha approfittato per tenersi alla larga da Roma, dove ormai gli sembra di «affondare ogni giorno in una vera palude». Tutto è fermo, il Parlamento non lavora, i ministri si sentono commissariati da Tremonti, le riforme non vanno avanti, il Pdl sbanda. In più, come ha confessato ieri con stizza a chi è andato a trovarlo ad Arcore, i magistrati «usano sempre due pesi e due misure» e colpiscono «sempre da una …

"Un record nei tagli al bilancio del MIUR per il 2011", di Osvaldo Roman

Non era mai capitato nella storia della nostra Repubblica che il bilancio dell’istruzione subisse un taglio così consistente in un solo anno. Per il 2011 la competenza scende a 52.492,8 milioni di euro con una riduzione di 2.826,2 milioni rispetto alla competenza del bilancio assestato 2010. Di questa riduzione, 2.106,1 milioni riguardano la Missione dell’Istruzione. La percentuale sulla spesa dello Stato passa dal 10,3 del 2010 al 9,9 del 2011. Il rapporto OCSE: EDUCATION AT A GLANCE 2010 documenta che già nel 2007 l’ Italia era all’ultimo posto dei 33 paesi dell’ OCSE nella percentuale della spesa pubblica totale per l’istruzione sul totale della spesa pubblica. Questi i dati percentuali: Istruzione Università Totale 2007 Totale 2000 Totale1995 Italia 6,4 1,6 9,0 9,8 9,0 Media 9 3,1 13,3 13,0 12,1 OCSE La Situazione del totale della spesa pubblica destinata all’istruzione oggi dopo la cura Gelmini Tremonti e dopo i tagli apportati alla spesa delle Regioni e degli Enti Locali non è sicuramente migliorata e per saperlo non dobbiamo attendere il rapporto OCSE del 2013. da ScuolaOggi …