Anno: 2010

"Quando l'Italia sapeva ancora sognare il futuro", di Miguel Gotor

Nell’agosto 1945 Alcide De Gasperi tenne un discorso al Consiglio nazionale della Dc in cui ricordò che, a soli quattro mesi dalla fine della guerra di Liberazione, gli italiani si mostravano «stanchi dei partiti», in preda a una «atarassia dilagante». Negli stessi mesi un protagonista della lotta partigiana come Emilio Lussu notava amareggiato che il «”partito del malcontento” in Italia era sempre esistito sin dai tempi “di Pasquino e Marforio”», e «si sarebbe potuto chiamare movimento o partito “piove, governo ladro!”». Da allora sono trascorsi oltre sessant’anni e oggi molti guardano a quel passato ormai lontano con un sentimento di nostalgia troppo spesso acritico che induce a contrapporre meccanicamente l’età dell’oro della partecipazione e della rappresentanza all’età bronzea dei tempi attuali, caratterizzati dalla disaffezione politica e dalla perdita di autorevolezza dei partiti. Per sfuggire i rischi insiti in ogni processo di idealizzazione, l’altra faccia della rimozione, è utile leggere le memorie dei protagonisti di quella stagione che hanno il merito di restituire le difficoltà di un percorso compiuto e le sfide affrontate per assorbire la …

"I frutti avvelenati del berlusconismo", di Guido Crainz

Non poteva esser peggiore il ritorno sulla scena del premier dopo una brevissima assenza. Aveva posto al centro una forte accelerazione sul terreno della giustizia, preannunciando una riforma già pronta e rispolverando sin la legge-bavaglio, ma nel giro di poche ore ha dovuto registrare una durissima battuta d´arresto. L´ineccepibile intervento del Presidente della Repubblica ha posto in nuova evidenza alcune implicazioni di fondo e al tempo stesso l´arrogante imperizia anticostituzionale del Lodo Alfano. Dal canto suo Gianfranco Fini ha poi ribadito quella posizione di fermezza che per un attimo era sembrata meno limpida e intransigente (e l´incertezza aveva provocato diffuse proteste nella sua stessa area). Una nuova sconfitta per il premier, dunque, che lo frena su un terreno decisivo e che frustra sul nascere il tentativo di stringer le file della maggioranza con una nuova forzatura: tentativo non rimandabile, perché nei giorni precedenti essa era sembrata quasi dissolversi in mille rivoli e tensioni. Non più calamitati dal protagonista del dramma, i riflettori avevano illuminato meglio un confuso agitarsi di spezzoni e gruppi, facendo risaltare per …

Bersani: «Via il Lodo. E un nuovo governo per le emergenze», di Simone Collini

Se sarà crisi, il leader del Pd punta a un esecutivo di transizione che si occupi di legge elettorale e della crisi economica. Via il Lodo Alfano e si discuta di riforma fiscale. Se invece il Parlamento continuerà a essere ostaggio dei problemi giudiziari del premier, sarà difficile per Berlusconi evitare la crisi. E a quel punto ci penserà un governo di transizione ad approvare una nuova legge elettorale ma anche a gestire le emergenze del Paese. Pier Luigi Bersani lancia una proposta al centrodestra ma pianifica anche le possibili mosse in caso di rottura definitiva tra finiani e Pdl. Il giorno dopo l’altolà di Gianfranco Fini sullo scudo processuale e due giorni prima che la commissione Affari costituzionali del Senato riprenda la discussione con sul tavolo i rilievi del Quirinale, il segretario del Pd dice davanti alle telecamere di SkyTg24 che il Lodo Alfano verrebbe «spazzato via» da un referendum e che se Berlusconi ritirasse tutti i provvedimenti “ad personam” sulla giustizia dicendo «ai problemi miei ghe pensi mi» darebbe alla politica italiana «un …

"Tv , la "vita indiretta" degli italiani", di Ilvo Diamanti

Sondaggio Demos-Coop: crolla la fiducia nel Tg1, bene Sky e La7. “Ballarò” il talk più affidabile. Ormai è difficile distinguere fra media, politica e vita reale. È quasi un luogo comune. Tuttavia, è inevitabile, soprattutto in questi giorni. Mentre infuria il dibattito sulla censura ai programmi e ai giornalisti in televisione. Sui giornali-partito oppure al servizio dei partiti (personali). Mentre imperversa lo spettacolo quotidiano del dolore. Il sondaggio annuale sugli “italiani e l´informazione”, condotto dall´Osservatorio Demos-Coop, d´altronde, offre una raffigurazione perfino “spettacolare” di questo Paese sospeso tra realtà e rappresentazione. Ne isoliamo gli aspetti, a nostro avviso, più significativi. 1. Il primo riguarda, non a caso, il ruolo (ancora) dominante della televisione. Oltre 8 italiani su 10 continuano, infatti, a informarsi quotidianamente in tivù, attraverso i canali nazionali. È stabile, rispetto all´anno scorso, la quota di persone – una su tre – che ricorre regolarmente ai quotidiani. Lo stesso discorso vale per internet. Mentre gli ascoltatori assidui della radio non solo tengono, ma crescono perfino un poco (43%: tre punti in più). Dunque, si profila …

"Continua la rottamazione dei diritti", di Pippo Frisone

Il 19 ottobre c.a. la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il ddl n.1441 -quater F- del collegato lavoro con 310 voti a favore (centrodestra+Udc) 204 contrari (PD+Idv) e tre astenuti. Un percorso faticoso quello del collegato lavoro, approvato per la prima volta alla Camera nel 2008, modificato al Senato nel 2009, modificato ancora dalla Camera all’inizio del 2010 e approvato definitivamente dal Senato nel marzo 2010, rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica il 31.3, modificato dalla Camera il 29.4, rimodificato ancora dal Senato il 29.9 e definitivamente approvato dalla Camera il 19.10.10. Sono 50 articoli in tutto. E’ un’ennesima entrata a gamba tesa in materia di diritti, di diritti contrattuali, di obbligo scolastico. Per restringerli, non certo per allargarli. Sull’obbligo scolastico si fa entrare dalla finestra, quello che era uscito dalla porta principale (la legge n.296/06 sull’ innalzamento dell’ obbligo scolastico voluta dal governo Prodi). L’ ultimo anno dell’ obbligo, quello che va dai 15 ai 16 anni, adesso è possibile assolverlo nell’ apprendistato e fuori dal sistema dell’istruzione e formazione!! Basti pensare …

"Le scorciatoie del Lingotto", di Luciano Gallino

Se si mettono insieme diagnosi e proposte formulate in tv dall’ad Sergio Marchionne si è forzati a concludere che il grosso della produzione di Fiat auto è ormai destinato a svilupparsi all’estero. Non si vede infatti come sia possibile raccordare le prime con le seconde. Dal lato delle diagnosi, l´ad forse esagera quando afferma che l´Italia è al 118/mo posto su 139 per efficienza del lavoro, ma ha ragione nel dire che negli ultimi 10 anni l´Italia non ha saputo reggere il passo con gli altri paesi – aggiungendo subito che non è colpa dei lavoratori. Il problema è che da parte sua neanche la Fiat ha saputo reggere il passo con gli altri costruttori europei. Una parte delle difficoltà del gruppo proviene certo dalla situazione del paese. Però di suo, nel decennio, Fiat ci ha messo sia la difficoltà a produrre e vendere su larga scala modelli di fascia medio-alta, quelli su cui si guadagna sul serio (anche quando ne aveva di eccellenti, come accadde con l´Alfa 156), sia una organizzazione complessiva della produzione, …

"Il rispetto del lenzuolo bianco", di Mario Calabresi

Esiste un gesto antico di pietà che mi torna in mente continuamente in questi giorni, è quello di coprire il corpo di chi è morto in un luogo pubblico. Lo si fa con un lenzuolo bianco, una coperta, un qualunque indumento che protegga almeno il volto e il busto di chi ha perso la vita rimanendo esposto su un marciapiede, in mezzo alla strada, su una spiaggia o in un campo. È un gesto codificato dal mondo greco, almeno venticinque secoli fa (anche Socrate si copre il volto mentre muore), e non serve soltanto a proteggere i morti dallo sguardo dei vivi ma anche noi stessi, i vivi, dalla vista della morte. È il limite del pudore, del rispetto, è il simbolo della compassione e della capacità di fermarsi. Oggi si è fatta strada in Italia una strana concezione dell’informazione che si potrebbe sintetizzare in un gesto: quello di sollevare il lenzuolo e spingere tutti a fissare quello che c’è sotto. Molti restano incollati all’immagine terribile, altri sfuggono, alcuni cominciano a provare disgusto. Ieri mattina …