Anno: 2010

"Lo scudo sbriciolato all'ombra del Quirinale", di Stefano Folli

Giorgio Napolitano ha sbriciolato lo «scudo giudiziario». Ne ha smontato la filosofia di fondo, in base alla quale non è il solo Silvio Berlusconi, come capo del governo, a beneficiare dell’immunità in corso di mandato in quanto essa si estende al presidente della Repubblica. Ma questo bizzarro dualismo delle «alte cariche» non è gradito al Quirinale. Napolitano ritiene di essere ampiamente garantito dall’articolo 90 della Costituzione; ogni altra formula finisce per creare una serie di paradossi e di contraddizioni e di sminuire la figura e il ruolo del capo dello stato così come sono definiti dalla Costituzione. Ecco allora la lettera inviata al presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. Un passo senza dubbio clamoroso. Napolitano esprime la sua preoccupazione e non lascia dubbi sul fatto di giudicare incostituzionale la norma all’esame dei senatori. Parla anzi di «palese irragionevolezza» della nuova disciplina all’esame del Parlamento. Un’espressione molto dura, di sapore giuridico, che pone un problema drammatico di congruità fra la Carta vigente e le nuove norme costituzionali che la maggioranza vorrebbe approvare. Ora tutto …

"Questa volta non è una sceneggiata… o no?", di Santo Della Volpe

Anche nella finanziaria,come si chiamava una volta, il tax credit per il cinema non c’è. Ed allora il ministro Bondi che fa? Aveva promesso che se ne sarebbe andato se non fosse stato rifinanziato questo provvedimento: poi aveva assicurato produttori e sindacati dello spettacolo dicendo che il prossimo consiglio dei ministri sarebbe stato dedicato al Cinema ed allo spettacolo (e non parliamo di Cultura, una parola che in quell’alto consesso poteva provocare reazioni isteriche)…. Ma anche questo Consiglio dei Ministri se ne è andato senza che si fosse parlato di Cinema o altro. Ed allora l’ineffabile ministro Bondi che fa? Va in Tv a difendere il Lodo Alfano, al quale dedica più attenzione e urla di quante sarebbero necessarie,invece che muoversi e darsi da fare per ottenere da Tremonti almeno un rifinanziamento minimo del credito d’imposta. Sino a prova contraria è ancora un ministro della Cultura…anche se l’unico provvedimento sinora proposto è stato il divieto ai minori di 10 anni di alcuni tipi di film ,oltre a cercare di intromettersi anche nelle scelte della giuria …

"Fidatevi: c’è anche una sanità che funziona. Non buttiamola", di Vittorio Emiliani

Si parla spesso di “malasanità” in Italia. Lo si fa, generalizzando, a proposito di ospedali pubblici. Sovente a sproposito. Così i potenti delle cliniche private se ne giovano, immeritatamente. Di rado si parla di “buonasanità” (non fa notizia). Non la si evoca, per gli ospedali pubblici, nemmeno laddove – nel Centro-Nord, a isole nel Sud – essi funzionano in modo soddisfacente, dopo che la rete, negli anni, è stata a fatica razionalizzata. A Roma poi è una moda diffusa “sparare” sulle strutture pubbliche, malgrado negli anni passati si siano compiuti grandi sforzi per migliorarne le strutture, per lo più elefantiache, ereditate dal passato, per qualificare l’assistenza medica e quella infermieristica. Sento allora il dovere civile di rendere una mia personale testimonianza sulla “buonasanità”, nel caso sul Policlinico Umberto I° di Roma, al centro in passato di tante polemiche. Giuste e meno giuste. La mia storia. Avverto per la seconda volta un senso di diffusa oppressione al petto. Alle 14,30 entro al Policlinico Umberto I°, lo conosco soprattutto per il Centro per la cura dell’ipertensione, nato …

"La sfida di Nichi che insidia il Pd", di Mario Lavia

Al ritmo di taranta la gragnuola di parole di Nichi Vendola, come previsto, ha impresso un segno accolto entusiasticamente, qui a Firenze, in un catino troppo piccolo ma per questo più ricco di calore, al primo Congresso di un partito che ancora non c’è – Sinistra ecologia e libertà – ma che «è diventato un po’ di moda», come ha detto il suo leader al termine di una lunga, torrenziale, evocativa relazione. L’impressione è che Nichi abbia chiare nella testa due cose. La prima, è conquistare la leadership di una nuova sinistra non più gruppettara ma nemmeno del genere Cosa 4: una roba nuova, molto forte nella figura del leader, molto veloce nell’incunearsi in ambiti non tradizionalmente politici, molto svincolata dalle abituali liturgie della politica-politica. La seconda è che per fare questo, un partito normale sostanzialmente non serve: basta una fortissima leadership, sia pure senza arroganza (anzi, il contrario) ma semmai con quell’“autoironia” che gli ha consentito ieri di definirsi «un ragazzo di Terlizzi». E contro i Golia della politica non è detto che non …

"Il nuovo lodo Alfano un Frankestein costituzionale", di Massimo Giannini

Questa volta, dunque, non c´è bisogno di attendere una pronuncia della Consulta. Il nuovo Lodo Alfano voluto dal premier per proteggersi dai suoi processi, anche nella sua formula «rinforzata» di legge di revisione costituzionale, non è solo l´ennesima e intollerabile norma ad personam di questo quindicennio berlusconiano. È un Frankenstein giuridico, che mina alla base i principi su cui si regge la nostra Costituzione. Lo scrive nero su bianco il presidente della Repubblica che, della Carta del 1948, è il supremo «custode e garante». Se Giorgio Napolitano ha avvertito l´urgenza di intervenire subito, a dibattito parlamentare ancora in corso, per indicare le sue «profonde perplessità» e la «palese irragionevolezza» del testo all´esame del Senato, vuol dire che il rischio di vedere stravolti gli equilibri repubblicani ha superato il livello di guardia. Proprio ieri avevamo segnalato su questo giornale i «dubbi» che inquietano il Capo dello Stato, per un provvedimento dagli effetti devastanti e imprevedibili: «Rischia di stravolgere la forma di governo parlamentare sancita dagli articoli 55-69, di alterare le prerogative del presidente della Repubblica fissate …

"Riforme a rischio ricatto", di Michele Ainis

C’è una virtù che cercheremmo invano nelle parole dei politici: la franchezza. Volete uno scudo processuale per Silvio Berlusconi? E allora ditelo. Volete estenderlo alle accuse che lo inseguono per i fatti più remoti, quando il presidente del Consiglio usciva ancora con i calzoni corti? Ditelo di nuovo, ditelo guardando in faccia gli elettori. Qualcuno non sarà d’accordo, qualcun altro potrà osservare che dopotutto la serenità dei governanti è un bene costituzionale, l’ha stabilito pure la Consulta. Ma invece no, la politica preferisce strade più tortuose. Il processo breve, col rischio d’ammazzarne cento per salvarne uno, dato che alla fine della giostra le 170 mila prescrizioni che si consumano ogni anno nei nostri tribunali diventeranno il doppio. Oppure il lodo Alfano redivivo, tirando in mezzo il Capo dello Stato per non lasciare troppo solo il presidente del Consiglio. Anzi: in questo caso con una fava si possono catturare due piccioni. Domani, perché no?, Berlusconi potrebbe trasferirsi al Quirinale, e dunque non è male costruirsi un salvacondotto preventivo, non si sa mai, queste procure comuniste non …