Lodo Alfano, l'alt di Napolitano: «Profonde perplessità. Riduce l'indipendenza del Capo dello Stato»
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ribadisce in una lettera al presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini la propria volontà di restare «estraneo» all’elaborazione della legge sul Lodo Alfano. Ma osserva come lo scudo giudiziario per il capo dello Stato ne riduca l’indipendenza. «Come già ribadito più volte, è mia intenzione rimanere estraneo nel corso dell’esame al merito di decisioni delle Camere, specialmente allorché – come in questo caso – riguardino proposte d’iniziativa parlamentare e di natura costituzionale», scrive Napolitano. «Non posso peraltro fare a meno di rilevare – sottolinea – che la decisione assunta dalla Commissione da lei presieduta incide, al di là della mia persona, sullo status complessivo del Presidente della Repubblica riducendone l’indipendenza nell’esercizio delle sue funzioni». Estendere lo ‘scudo’ giudiziario alla carica del presidente della Repubblica ne «riduce» l’indipendenza perchè, scrive Napolitano nella lettera a Vizzini, «tale decisione, che contrasta con la normativa vigente risultante dall’articolo 90 della Costituzione e da una costante prassi costituzionale, appare viziata da palese irragionevolezza nella parte in cui consente al Parlamento in …
