Anno: 2010

"Ambiente, il piano fantasma di Bondi. Manca anche l'ufficio al ministero" , di Vittorio Emiliani

l dossier presentato da Italia Nostra racconta di un Paese che non si cura del paesaggio E al codice che prescrive la co-pianificazione Stato-Regioni mancano le linee guida Addio turismo. Una politica miope che suicida l’industria del turismo Il caso Sicilia. Contro il piano del parco degli Iblei anche i sindacati Sta sempre peggio il paesaggio italiano. Con alcune eccezioni, dovute all’impegno di singoli governatori – come in Toscana – a favore dell’ambiente. Eppure esiste un Codice che le Regioni dovrebbero applicare. Il paesaggio italiano, malgrado le mille colate di cemento e asfalto, resta fra i più ammirati del mondo. Però sta sempre peggio. Il Ministero per i Beni Culturali ha cancellato la direzione generale per il paesaggio e sembra aver rinunciato alla co-pianificazione paesaggistica con le Regioni prevista dal Codice Urbani-Rutelli. Né si muovono granché le Regioni, tranne qualche lodevole eccezione (la Toscana con la nuova giunta). E’ il succo amaro del rapporto presentato ieri a Italia Nostra dai consiglieri nazionali Vezio De Lucia, urbanista fra i più impegnati, e Maria Pia Guermandi dell’IBC …

"Il vero obiettivo azzoppare i pm", di Giuseppe D'Avanzo

La riforma della giustizia è una favola buona per gli ingenui. Nei tre striminziti fogli che il ministro della Giustizia porta in giro, al Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo dei Marescialli, non c´è alcuna traccia di riforma. Nessuna correzione di ciò che è oggi storto. Nessuna cura delle criticità del sistema. “Riforma” è un eufemismo. Consente all´Eletto di manipolare la Costituzione per rendere innocuo il pubblico ministero, la bestia nera. Il sedicente rinnovamento della giustizia non è altro che questo: l´assalto all´autonomia e all´indipendenza delle procure; il tentativo di fare del pubblico ministero non un “potere” né un “ordine” ma “un ufficio” – sarà così definito – che rappresenta nel processo le fonti di prova raccolte dalle polizie dipendenti da una mano governativa che, a sua volta, deciderà con il ministro di Giustizia “le priorità” nell´esercizio dell´azione penale. Addio articolo 112 della Carta: “Il pubblico ministero ha l´obbligo di esercitare l´azione penale”. Liquidato l´articolo 109: “L´autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria”. C´è anche altro nel programma del governo: la separazione delle carriere; lo sdoppiamento …

Istruiti e al Nord: l'astensione si fa «politica»

Da molti anni l’astensionismo in Italia è in crescita. Fino al 1976 la partecipazione elettorale è rimasta stabilmente sopra il 90%, poi ha cominciato a calare e il declino non si è più fermato. Tuttavia fa impressione vedere un dato come quello pubblicato ieri su questo giornale in cui si stima – sulla base di sondaggi recenti – che più del 40% degli elettori non si recherebbero alle urne se si andasse a votare oggi. Nel 2008 sono stati meno della metà. È molto probabile che si tratti di un dato sovrastimato. Un conto è una dichiarazione di non voto fatta oggi a freddo e un altro conto è la decisione di voto presa nel mezzo di una campagna elettorale che – se si svolgesse nei prossimi mesi – avrebbe le caratteristiche di un referendum sul governo Berlusconi e sul ciclo politico associato alla figura del Cavaliere. Ma sovrastimato o no che sia questo dato esso sta certamente ad indicare una profonda e crescente disaffezione nei confronti dei partiti e soprattutto di quelli più grandi. …

Apprendistato a 15 anni, un coro di critiche

Per Flc-Cgil e Rete degli Studenti il provvedimento contiene forti rischi di negazione di diritti, se non di vero e proprio sfruttamento, senza alcun contenuto formativo. Per Flc-Cgil e Rete degli Studenti il provvedimento contiene forti rischi di negazione di diritti, se non di vero e proprio sfruttamento, senza alcun contenuto formativo. Il Pd parla di “pagina nera della scuola italiana” e poi promette: se torneremo al Governo la norma non durerà molto L’apprendistato a 15 anni non va proprio giù ad alcuni sindacati, associazioni degli studenti e buona parte dei partiti di opposizione. All’indomani della sofferta approvazione da parte della Camera del ddl lavoro, che introduce la possibilità di svolgere formazione in azienda in luogo dell’ultimo anno di scuola dell’obbligo, Cgil e associazioni studenti confermano tutte le loro perplessità: secondo Mimmo Pantaleo, segretario generale dei lavoratori della conoscenza della Cgil, si tratta di “un ulteriore passo verso la demolizione dell’obbligo scolastico a 16 anni” perché “si consente di andare a lavorare a 15 anni, senza completare un percorso formativo di base all’altezza dei cambiamenti …

"Tutti i dubbi del Quirinale", di Massimo Giannini

Il nuovo Lodo Alfano pone “una grande questione costituzionale”. Una questione che va addirittura al di là dei problemi posti dal principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, previsto dall´articolo 3 della Carta del 1948, e gravemente “vulnerato” dalla retroattività dello scudo giudiziario introdotto dall´emendamento Vizzini a beneficio del presidente del Consiglio. Una questione che investe l´intero “impianto costituzionale”. La pseudo-riforma voluta da Silvio Berlusconi per sfuggire ai suoi processi rischia di stravolgere la “forma di governo parlamentare”, sancita dagli articoli 55-69. Di alterare le “prerogative del presidente della Repubblica”, fissate dagli articoli 87-91. Di squilibrare i “poteri del governo”, disciplinate dagli articoli 92-96. Chi in questi giorni difficili ha avuto occasione di parlare con Giorgio Napolitano, ha potuto toccare con mano la sua grande preoccupazione per questo strisciante sovvertimento del nostro “ordine costituzionale”. Sulla scrivania del Capo dello Stato c´è un dossier sul nuovo Lodo Alfano (allestito e aggiornato quotidianamente dai suoi collaboratori Donato Marra, Salvatore Sechi e Loris D´Ambrosio) in cui sono raccolti gli interventi e i contributi di …

"Terzigno brucia e a Roma si fa ammuina. Pdl spaccato", di Gianni Del Vecchio

Venti poliziotti feriti, otto mezzi danneggiati, cinque autocompattatori incendiati e tre distrutti. Questo il bilancio dell’ennesima giornata di scontri a Terzigno, dove i cittadini non ne vogliono sapere di una nuova discarica. Per cercare di mettere una pezza a una situazione che giorno dopo giorno rischia di andare completamente fuori controllo, il premier Berlusconi ha convocato per oggi a palazzo Chigi una riunione ad hoc, in cui saranno presenti il presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, il sottosegretario Guido Bertolaso e i ministri competenti, fra cui quello dell’interno Roberto Maroni, quello dell’economia Giulio Tremonti e Stefania Prestigiacomo, titolare dell’ambiente. Chi però si aspetta dall’incontro decisioni importanti verrà deluso. E come diceva Tito Livio, «mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata». Il vertice ristretto al massimo delibererà incentivi economici per le popolazioni che vedranno sorgere sul loro territorio una discarica, terzignesi in primis. Nulla di più. Perché dopo la decisione del Pdl campano di andare fino in fondo con l’apertura della seconda discarica di Terzigno (con la benedizione di Bertolaso), margini di manovra per una …

“ La Lega Nord getta la maschera: vuole il nucleare in Emilia-Romagna”

Marco Lombardelli, coordinatore dell’Esecutivo del PD dell’Emilia-Romagna: “Castelli surreale, è favorevole al nucleare in Lombardia ma lo vuole a Caorso. Ora siano i rappresentanti emiliani della Lega a dire come la pensano”. Finalmente la Lega Nord getta la maschera e si dichiara favorevole al nucleare in Emilia-Romagna. Stupisce che a ‘vuotare il sacco’ sia il Viceministro della Lega Nord Roberto Castelli che, interrogato sull’opportunità di una centrale in Lombardia, si affretta a precisare come ‘Caorso, che da un punto di vista geografico è in Emilia’ ma che lui considera ‘padana e lombarda a tutti gli effetti’ possa essere ‘un’occasione irripetibile e in funzione nel giro di quattro anni’. “Pare surreale”, commenta Marco Lombardelli, coordinatore dell’Esecutivo del PD regionale: “si al nucleare in Lombardia ma facciamolo in Emilia-Romagna. La Lega è sempre più confusa e contraddittoria”. “Il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna ribadisce ancora una volta il suo deciso no ad un ritorno al nucleare a Caorso – prosegue Lombardelli. E lo fa da sempre con coerenza: non a caso pochi giorni fa il gruppo del PD in …