Anno: 2010

Istat, la protesta dei ricercatori:«Il governo ci taglia altri 60 milioni», di Maria Grazia Gerina

Giornata mondiale della statistica. Ma in Italia c’è poco da festeggiare. L’ultimo regalo del governo alla statistica italiana è un taglio, non ancora ufficiale, da sessanta milioni di euro. Palazzo Chigi lo avrebbe inserito tra le tabelle del piano di stabilità. E se fosse confermato l’Istat perderebbe circa un terzo del suo attuale bilancio (150 milioni). «Come dire, tutti a casa e addio statistica pubblica », spiegano i ricercatori che dal primo mattino, davanti alla sede Istat di via De Pretis, si preparano a contestare gli «sgraditi» ospiti. «Brunetta più Gelmini uguale zero futuro », recita lo striscione rosso che srotolano dal tetto dell’edificio, in attesa dei ministri dell’Istruzione e della Funzione Pubblica. Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta, invitati dalla presidenza dell’Istituto a prender parte ai festeggiamenti, alla fine, in viaDePretis non si sono fatti vedere. Evento «liberato» dalla loro «sgradita presenza », rivendicano i manifestanti: «se si fa ancora statistica pubblica in Italia è nonostante loro e non grazie a loro».Da statistici i cartelli che sollevano e i volantini che distribuiscono ai passanti …

"L'università va sostenuta non umiliata", di Ezio Pelizzetti*

Illustre Presidente, mi permetto di rivolgermi direttamente a Lei conoscendo la sua attenzione rispetto a tutte le eccellenze italiane. I contenuti di questo breve scritto sono in parte gli stessi che alcuni mesi fa l’Università di Torino illustrò in una lettera al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Siamo certi che il Ministro abbia preso nella debita considerazione le nostre riflessioni anche se – certo in ragione dei suoi onerosi impegni – non ha avuto finora modo di risponderci. Ci è parso quindi opportuno e doveroso segnalare anche a Lei alcuni elementi di valutazione per fare chiarezza soprattutto su una certa superficialità mediatica (che assume a volte i toni di un’offensiva campagna di stampa) con la quale spesso vengono affrontati i problemi dell’Università italiana, e che è a sua volta causa di disagio e sofferenza per chi nell’Università ben opera e di deplorevole equivoco per l’opinione pubblica. E’ sintomatico in questo senso l’uso distorto e acritico che viene fatto delle classifiche internazionali di valutazione degli Atenei, le quali vedono spesso assai penalizzate le Università italiane, ma …

"Una norma eversiva", di Alessandro Pace

Partendo dall´errata idea che le leggi costituzionali siano equiordinate alla Costituzione, la Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato un emendamento al disegno di legge 2180: «Al di fuori dei casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi nei confronti del Presidente della Repubblica o del Presidente del Consiglio dei ministri, anche relativi a fatti antecedenti l´assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare secondo le disposizioni della presente legge costituzionale». La verità è che, realisticamente, Fini ha dato via libera al provvedimento perché lo ha ritenuto (sotto la sua responsabilità politica, evidentemente, e tra molte proteste della sua base) il male minore: dopo questo “sì”, Fli avrà sperabilmente più forza per dire “no” alla riforma della magistratura, se questa prefigurerà il passaggio dell´ordine giudiziario alle dipendenze esplicite o implicite del potere esecutivo. Se verrà superato anche questo scoglio, la legislatura potrà continuare (forse fino alla fine naturale): Berlusconi protetto da uno scudo impenetrabile potrà dedicarsi a recuperare consenso, e Fini a consolidare il suo nuovo soggetto politico. Apprendiamo inoltre che …

"La giustizia amministrativa non ci capisce più niente?", di Osvaldo Roman

Ancora una volta la giustizia amministrativa, di fronte a precise contestazioni di irregolarità negli atti compiuti dal governo, nell’ attuazione della cosiddetta riforma Gelmini si dichiara non in grado di decidere e chiede ulteriori chiarimenti da fornire con un’ apposita Relazione del MIUR. Il termine per la presentazione dei chiarimenti ministeriali è stato fissato al 25 novembre e la nuova sessione del Consiglio di Stato si terrà il 3 dicembre. Era già capitato più volte, con il TAR del Lazio, che di fronte a Circolari prive dei Decreti sugli organici dei docenti o addirittura in assenza dei Regolamenti chiedeva al Ministro dove potessero essere rinvenuti tali atti invece di annullare come era un suo compito documenti amministrativi privi di una reale forza normativa di modifica delle disposizioni vigenti. Intanto sulla base di queste Circolari ministeriali decine di migliaia di docenti perdevano il posto e le scuole venivano sconvolte nel loro funzionamento. Anche la sparizione del Piano programmatico fu oggetto di circostanziate richieste di ricerca da parte del TAR. Ci volle un decreto legge per stabilire …

«La riforma fiscale non legata al recupero dell’evasione», di Marco Ventimiglia

Alla fine, ma in realtà siamo solo all’inizio, a diradare il fumo delle precedenti dichiarazioni in tema di riforma del fisco ci ha pensato Guglielmo Epifani. «Se vogliamo fare le cose seriamente, dobbiamo fare delle scelte. Non trovo onesto raccontarci un altro film – ha dichiarato il segretario della Cgil intervenendo al tavolo con il governo -. Occorre scegliere, il che significa dare a qualcuno e prendere a qualcun altro; se non si fa così, non si può fare». Parole normalmente sensate, che però hanno assunto una valenza particolare per il momento in cui sono state pronunciate, dopo gli interventi del premier e del ministro dell’Economia, che fra affermazioni di principio e negazioni di presunte intenzioni dell’esecutivo, si erano ben guardati dal fare intuire le loro intenzioni in tema di riscrittura del sistema fiscale, materia ovviamente incandescente. Dovendo scegliere, fra tanta vaghezza, la cosa più rilevante se l’è lasciata “scappare” Giulio Tremonti, perlomeno escludendo uno dei modipiù classici per aggirare l’intera questione: «Non possiamo immaginare una riforma coperta dal recupero dell’evasione fiscale – ha detto …

«Università, i limiti della riforma mancata», di Marco Meloni *

Fallito il “blitz-Gelmini”, che ne sarà dell’Università italiana? Finora la scelta del governo di procedere a spallate ha generato una prevedibile contrapposizione: da un lato, i profeti della “riforma epocale” da approvare subito a scatola chiusa; dall’altro, il “tanto peggio tanto meglio” di chi si augura il fallimento di qualsiasi riforma. Due radicalismi uguali e contrari che si sorreggono a vicenda e rischiano di produrre il solito risultato: nessuna riforma. Oppure una riforma di propaganda, che dice di voler cambiare tutto a patto che “nulla cambi”. Il rischio è che chi protesta senza proporre si trovi a dover ringraziare il governo se trovasse le risorse – una riduzione dei tagli già in vigore, in realtà – per consentire al sistema universitario nel 2011 di sopravvivere e per una norma utile solo per qualche migliaio dei 26.000 ricercatori strutturati, nell’intento di placarne la protesta, e senza nuove posizioni di accesso alla carriera, come ha rilevato Irene Tinagli. Dunque, nessuna prospettiva per le decina di migliaia di ricercatori, specie precari, che chiedono solo un’opportunità di misurarsi. Abbiamo …

Il Pd: "Ecco il decalogo sulla scuola mentre il governo abbassa l'obbligo", di Salvo Intravaia

Il decalogo stilato dal Partito democratico arriva nel giorno in cui viene approvato il ddl che porta l’età per la scuola obbligatoria a 15 anni. Bersani: “Questo governo uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi”. Proprio nel giorno in cui il governo “con un colpo di mano” abbassa a 15 anni l’obbligo scolastico, il Pd attacca la Gelmini e lancia la proposta per “la scuola del futuro”. “La nostra è una proposta concreta – spiega Pierluigi Bersani – da fare già domani, possibile e lungimirante perché sappiamo che solo una scuola di qualità può garantire crescita al nostro Paese”. Questo, continua il segretario del Pd, “è un governo che non solo smantella il presente, ma uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi”. L’approvazione definitiva da parte del Senato del collegato sul Lavoro viene bollato dal Pd come “pagina nera”, in contrasto con uno dei principali obiettivi del decalogo stilato dal Partito democratico nei giorni scorsi a Varese, che è quello di combattere la dispersione scolastica, …