Anno: 2010

Bankitalia: disoccupazione reale oltre l'11%

Polemici Sacconi (dati esoterici) e il Tesoro sulle entrate. Il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre sarebbe oltre l’11% includendo i lavoratori scoraggiati e l’equivalente delle ore di cassa integrazione. Lo rileva la Banca d’Italia nel suo bollettino mensile. «L’andamento del tasso di disoccupazione – spiega Bankitalia – ha riflesso soprattutto quello della partecipazione al mercato del lavoro, in aumento in primavera, in diminuzione in luglio e in agosto». «Al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione è leggermente aumentato, all’8,5 per cento nel secondo trimestre; sarebbe sceso in luglio e in agosto. Una misura più ampia del grado di sottoutilizzo dell’offerta di lavoro che include i lavoratori scoraggiati e l’equivalente delle ore della Cassa integrazione guadagni (Cig) collocherebbe tale tasso sopra l’11 per cento. Il tasso di disoccupazione continua a essere più di tre volte maggiore tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni». L’anaisi di Bankitalia riprende il filo del confronto con il governo sul tema. Secondo l’esecutivo in raltà conterebbero solo i dati Eurostat e Istat, …

«Ci siamo anche se non aderiamo», di Stefano Fassina

Perché il Pd non aderisce, ma partecipa con tanti suoi dirigenti, compreso il sottoscritto, alla manifestazione Fiom-Cgil di domani? Il Pd, dalla sua nascita, non aderisce alle manifestazioni organizzate da altri. Pur partecipandovi con i suoi massimi dirigenti, il Pd non ha aderito agli scioperi generali indetti dalla Cgil nei mesi scorsi, alle manifestazioni del “popolo viola” e, sabato scorso, alla mobilitazione di Cisl e Uil per la riforma del fisco. Perché? Per una ragione semplice: un partito non è il contenitore di pur legittimi interessi parziali e di pur valide rivendicazioni di movimenti tematici. Un partito è declinazione autonoma, sintesi alta, di interessi parziali e rivendicazioni tematiche intorno ad una visione orientata all’interesse generale. Aderire alla piattaforma di altri vorrebbe dire rischiare di smarrire sul terreno economico-corporativo l’insostituibile funzione etico-politica distintiva del partito. In altri termini, indebolire la funzione di proposta generale nella rincorsa di domande di rappresentanza parziali. Aderire no, ma partecipare sì. Perché i movimenti non violenti e democratici sono linfa vitale per un partito di popolo, per una forza radicata nella …

Operai in piazza. Il governo deve essere il loro obiettivo

Operai in piazza. Il governo deve essere il loro obiettivo Grandissima sarà la manifestazione della Fiom, due cortei percorreranno la Capitale fino a piazza San Giovanni, tradizionale luogo dei grandi appuntamenti sindacali. Concluderà Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, con un discorso atteso e particolarmente difficile. Davanti a lui ci sarà una massa imponente di lavoratori e giovani che protestano per le sempre peggiori condizioni di lavoro e soprattutto per dire al governo che bisogna cambiare strada, rafforzando le politiche per lo sviluppo e l’occupazione. Ma non è un mistero che la Fiom ha ingaggiato in questi mesi un durissimo confronto non solo con gli imprenditori ma anche con le altre organizzazioni sindacali, Cisl in testa. E la preoccupazione per provocazioni e presenze estranee al movimento sindacale è salita di molto, anche a causa degli allarmismi di Maroni, che ieri al Viminale ha incontrato Epifani per spiegare il senso della sua esternazione. Sul piano politico, in piazza ci saranno SeL, Idv, Federazione della sinistra e diversi esponenti e militanti del Pd, che ha precisato che …

«Un altro passo verso il baratro», di Marcello Sorgi

È in qualche modo segno dei tempi, la convocazione a sorpresa di Berlusconi da parte della magistratura romana, per lo stralcio dell’inchiesta milanese sui fondi neri Mediaset. Uno stralcio, va detto subito, di assai modesta entità, grazie anche agli effetti della legge Cirielli, una delle tante norme «ad personam» volute dal premier, per accorciare i termini di prescrizione. L’accusa originaria per l’azienda di famiglia del Cavaliere s’è negli anni ridimensionata, dai mille miliardi di lire ad alcune decine di milioni di euro di evasione, in una serie di transazioni sul mercato off-shore dei diritti di film destinati alle tv berlusconiane. A dispetto di tanti giudici onesti che vestono la toga con onore, infatti, la Procura di Roma da decenni si porta dietro l’ingiuria del «Porto delle nebbie». Governi e ministri di tutti i tempi, colpiti da inchieste, hanno sempre cercato di spostare i loro guai giudiziari nella Capitale. Non perché speranzosi di un esame più benevolo delle accuse che li riguardavano, ma perché a Roma i tempi, già lunghissimi, dei processi, subiscono un ulteriore rallentamento. …

«Se le bugie negazioniste diventeranno un reato», di Adriano Prosperi

Fare i conti con la realtà di Auschwitz e della Shoah è un compito che ci sta davanti, che domina il nostro presente e dominerà il futuro della nostra specie. Si tratta di un peso insostenibile. È un passato che non passa: e che non deve passare se questo significa affidarlo al metabolismo illimitato di una storia come galleria degli orrori. Né deve essere oggetto di comprensione, se comprendere significa giustificare. È la sua realtà storica che deve essere conosciuta. E questo è un compito immenso, appena avviato e sempre minacciato dal bisogno di sfuggire, di ridurre, di negare. È qui che si affacciano i «negazionisti» e i «riduzionisti»: termini orrendi. Preferiremmo parlare, con Pierre Vidal-Naquet, di «assassini della memoria». L´ultimo in ordine di tempo è un professore che si è appellato a una nozione notarile della storia: manca un atto con firma autografa di Hitler, dunque il dittatore nazista non è colpevole della Shoah. E forse Hitler non è nemmeno morto. E forse le leggi razziali fasciste sono state azzerate da quegli italiani che …

"Valditara (Fli) e Ghizzoni (Pd) al Sole.com: così si rischia la paralisi", di Celestina Dominelli

Sulla riforma dell’università e sul depotenziamento del fondo di finanziamento ordinario per gli atenei (Ffo) centro-destra e centro sinistra non sono poi così lontani: mancano le risorse. I tagli di Tremonti rischiano infatti di condizionare non solo il camminio del ddl Gelmini ma anche il normale funzionamento degli atenei. Giuseppe Valditara (leggi l’intervista), senatore finiano e relatore di maggioranza al Senato del ddl e Manuela Ghizzoni (leggi l’intervista), capogruppo del Pd in commissione cultura alla Camera, in due interviste a confronto del Sole24Ore.com, per una volta sembrano essere d’accordo: mancano le risorse per far andare avanti le università. Valditara non nasconde la sua delusione «per come sono andate le ultime vicende. Serve un impegno serio su questa riforma che è una buona riforma e ritengo che vada finanziata e che si debbano rintracciare i soldi per rimpinguare il fondo di finanziamento ordinario degli atenei» e Ghizzoni ribatte rilanciando più o meno lo stesso concetto: «Non c’è solo un problema di copertura della riforma, nessuno parla del depotenziamento del fondo di finanziamento ordinario delle università (Ffo) …

«Italia 2010. Il pensiero smarrito», di Stefano Rodotà

L’analisi Lescienze sociali impantanate in questo nostro«temposospeso» tra l’autoreferenzialità, le identità in crisi e la sopraffazione del nuovo E per la politica la cultura appare sempre di più un ostacolo da abbattere… Da uno sguardo sulla situazione delle scienze sociali in Italia si ricava una sensazione diffusa di distanza e di autoreferenzialità. Distanza, o difficoltà di individuazione, per quel che riguarda il proprio oggetto – una società fattasi sempre più instabile, liquida, del rischio, dell’incertezza, secondo le definizioni correnti. Autoreferenzialità, per la fatica di identificare modalità e fini che consentano loro di collocarsi in forme adeguate nell’epoca che viviamo. Sembra quasi di trovarsi in un tempo sospeso, nel quale ovviamente ricorre spesso il termine «crisi», il cui esito sembra ancora più cercato che intravisto. Lo stesso ruolo delle scienze sociali finisce così con l’apparire rimpicciolito, per la mancanza di tracce forti per quanto riguarda il metodo, per il rivelarsi di eccessi di dipendenza da fattori esterni che investono, insieme, il tipo di ricerche e lo status degli studiosi. Al tempo stesso, però, si manifesta una …