Anno: 2010

"Si può staccare la spina dall'orrore?", di Aldo Grasso

Dal pozzo di Vermicino al delitto di Avetrana Ieri, mentre si celebravano i funerali della povera Sarah, al Corriere sono continuate a giungere centinaia di mail di protesta sul programma «Chi l’ha visto?», sull’opportunità di annunciare in diretta alla madre la morte atroce della figlia. Le proteste contro la trasmissione continuano da giorni. Ogni volta per esprimere sdegno e rabbia, come se una moviola potesse far tornare indietro il tempo e una mano soccorrevole spegnere quella telecamera. Passata la commozione e superato lo shock, dobbiamo provare a ragionare a mente fredda. Certo, la trasmissione poteva essere interrotta e la regia evitare di indugiare sul volto pietrificato della madre, ma in simili situazioni è ancora possibile staccare la spina? Spenta la telecamera di un programma dedicato alle persone scomparse, siamo sicuri che non sarebbe rimasta accesa quella di una tv locale? I media non sono più soltanto strumenti del comunicare, ma rappresentano un nuovo ambiente in cui viviamo, nuotiamo galleggiamo. Interrotto «Chi l’ha visto?», forse noi oggi inseguiremmo sul web quello stesso volto pietrificato, ripreso magari …

Inaccettabile la pressione nei confronti dei ricercatori universitari indisponibili

Le legittime azioni di lotta di questi mesi, a partire dall’indisponibilità dei ricercatori a svolgere compiti didattici che esulino da quelli definiti dalle norme come “integrativi dei corsi di insegnamento ufficiali” (art. 32 DPR 382/80), hanno portato ad un rallentamento dell’iter del DDL. In questo senso lascia sgomenti l’iniziativa della commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali che chiede ai rettori di “conoscere, con riferimento al personale in servizio nel ruolo di ricercatore, quali attività tale personale si rifiuti eventualmente di svolgere e se tale rifiuto consista nel manifestare preventiva indisponibilità all’assunzione degli incarichi di docenza, o piuttosto consista in una mera astensione dall’attività didattica”. È singolare che proprio durante la massima pressione da parte di confindustria, governo e parte dei rettori per una rapida approvazione del disegno di legge arrivi questa missiva. Appare come l’ennesimo atto intimidatorio. Anche per questa ragione auspichiamo la piena riuscita della manifestazione/presidio del 14 ottobre a Montecitorio per riportare la discussione sulla riforma universitaria in un ambito accettabile, che veda il coinvolgimento di tutte le componenti …

"Governo, consensi solo dal 30%", di Renato Mannheimer

Le priorità: dei cinque punti, il fisco è quello più sentito dagli elettori. Ultimo il federalismo I cinque punti che Berlusconi ha indicato come priorità (tasse, giustizia, Mezzogiorno, sicurezza, federalismo) costituiscono un programma ampio e impegnativo, sulla cui realizzazione molti nutrono dubbi. È certo, tuttavia, che Berlusconi ha, in questo momento, necessità di imprimere nuova linfa all’azione dell’esecutivo. Non solo in relazione agli equilibri politici interni, quanto per frenare il declino di consensi per l’operato del governo, in atto ormai da mesi e che ha portato a una forte contrazione del seguito per il Pdl, attestatosi in questi giorni attorno al 29%. Se si domanda agli italiani «come valuta l’operato complessivo del governo fino a questo momento?», solo meno di un terzo (30%) risponde in modo positivo, mentre quasi tutti i restanti esprimono un giudizio critico. È significativo il fatto che, su questo argomento e diversamente da quanto accade per tante altre questioni politiche, quasi tutti manifestano un’opinione e le risposte «non so» sono pochissime (2%). I consensi per il governo sono in misura simile …

"Il giornalismo davanti a un incrocio", di Barbara Spinelli

Se apocalisse significa letteralmente ritiro del velo che copre le cose, quella che viviamo in Italia è l’apocalisse del giornalismo: è giornalismo denudato, svelato. È giornalismo che si trova davanti a un incrocio: se si fa forte, rinasce e ritrova lettori; se si compiace del proprio ruolo di golem della politica, perde i lettori per il semplice motivo che non ha mai pensato a loro. Diciamo subito che il male oltrepassa la piccola storia del Giornale di Sallusti e Feltri, nonostante la piccola storia sia tutt’altro che irrilevante: se la redazione è stata perquisita come fosse un covo di banditi, è perché da tempo il quotidiano si conduce in modo tale da suscitare sospetti, apprensione. I suoi vertici orchestrano campagne di distruzione che colpiscono uno dopo l’altro chiunque osi criticare i proprietari della testata (la famiglia Berlusconi, il cui capo è premier): prima vennero le calunnie contro Veronica Lario, poi contro Dino Boffo direttore dell’Avvenire, poi per mesi contro Fini, adesso contro il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia. Il male oltrepassa questa catena di operazioni …

"Cnsu bloccato per mesi e La Gelmini lo insedia in ritardo", di Manuel Massimo

Il nuovo Consiglio degli Studenti verrà convocato per il prossimo 26 ottobre, a oltre cinque mesi dalla sua elezione, e non potrà confrontarsi sulla riforma dell’università. Forse perché rischia di avere un presidente non gradito al ministro? Interpellanze parlamentari, lettere aperte, richieste d’incontro e dichiarazioni a mezzo stampa: dopo una lunga serie di sollecitazioni provenienti da più parti, il ministro Mariastella Gelmini si è finalmente decisa a convocare per il 26 ottobre prossimo la prima seduta del nuovo Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) eletto lo scorso maggio. L’organo consultivo di rappresentanza studentesca degli atenei, per poter cominciare i lavori, ha bisogno di essere “insediato” e, in base al regolamento del Miur, questo compito spetta appunto al ministro in carica. L’iter pianificato dal Ministero, però, non ha certo brillato per celerità: il decreto ufficiale di nomina dei consiglieri eletti è arrivato soltanto il 25 giugno (43 giorni dopo la chiusura delle urne), il 5 luglio (dopo altri 10 giorni) è partita la richiesta formale degli indirizzi e dei recapiti telefonici degli eletti da fornire “con …

Idee e progetti per allearsi con l'Italia

Bersani conclude l’Assemblea Nazionale: “Perché siamo venuti a Varese? Per avvicinarsi ai cittadini che lavorano. Il progetto per l’Italia, con lavoro e legalità, serve anche al nord, preso in ostaggio da Berlusconi e dalla Lega. La Lega di 37 leggi ad personam approvate, ruberie coperte…la Lega si prenda il suo che noi lo mettiamo sui manifesti” Il Pd non è abbastanza “rispettato”, lo sarà presto ma a patto che “ci rispettiamo tra di noi”. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani lo dice aprendo la relazione conclusiva all’assemblea nazionale democratica: “E’ stata una bella assemblea, noi siamo un bel partito. Se ne convinceranno. Certo, non siamo rispettati abbastanza, non ci rispettano abbastanza gli amici, gli avversari… su di noi si dice di tutto, mi sveglio al mattino e imparo che ho fatto cose che non ho neanche mai pensato. Ma vi garantisco che ce l’avremo ‘sto rispetto, con calma e gesso, ci rispetteranno”. “L’unica condizione – avverte – è che ci rispettiamo noi. Se ci rispettiamo noi stiamo sicuri che poi ci rispetteranno. E qui …

Franceschini interviene all'Assemblea Nazionale del PD

Franceschini: “Tutti uniti per cambiare la legge elettorale”. Il capogruppo PD interviene anche su immigrazione e sull’unità del PD Il Pd deve lanciare “un appello a tutti” i partiti per cambiare la legge elettorale “per poi tornare alla normalita’ del bipolarismo”. Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, intervenendo all’Assemblea nazionale del partito. Franceschini ha detto di credere che Berlusconi “tentera’ il colpaccio, visto che il suo consenso si sta erodendo a vista d’occhio”. Egli quindi vorra’ andare presto ad elezioni sfruttando una legge elettorale che “assegna il 55% dei seggi anche a chi vince con il 32%, uno scenario plausibile visto il temporaneo schema tripolare. ‘Siamo nel massimo rischio che corre una democrazia europea nel 2010 – ha proseguito – come dimostra la nostra quotidiana battaglia per la difesa dei normali principi di democrazia”. Insomma “siamo in una situazione di emergenza – ha spiegato ancora Franceschini – a cui si risponde con strumenti di emergenza: e cioè un appello a tutti quelli che ci stanno, per cambiare questa legge elettorale …