Anno: 2010

"Saldi di fine stagione", di Massimo Giannini

Dopo ben centocinquantatre giorni di colpevole latitanzae di irresponsabile iattanza, il presidente del Consiglio ha finalmente nominato il nuovo ministro dello Sviluppo Economico. Dovremmo essere compiaciuti, per la fine di un grave “vuoto di potere” che su questo giornale avevamo denunciato da tempo, indicandolo come vero paradigma di un ancora più grave “vuoto di politica” che ormai caratterizza lo stadio terminale del berlusconismo. E invece non c’è proprio nulla da festeggiare. La scelta di Paolo Romani soddisfa la “meccanica” di governo: c’era una poltrona vuota, quella di Claudio Scajola, che ora viene nuovamente occupata. Ma offende l’etica: c’è un conflitto di interessi strutturale, quello di Silvio Berlusconi, che ora viene ulteriormente codificato. Romani, già viceministro, è infatti un perfetto ingranaggio della “macchina” Mediaset. È l’uomo che ha contribuito a scrivere la scandalosa legge Gasparri sulle tv. Ha fatto pressioni sulla Ue per negare a Sky la deroga sull’asta per il digitale terrestre. Ha tentato di sfilare la rete a Telecom, per consentire all’azienda del premier di prendersene un pezzo. Ha regalato alla stessa Mediaset il …

"Oltre la «porcata», testo d’intesa tra Pd e finiani", di Simone Collini

Gli esperti di sistemi di voto di Pd,Udc e Fli hanno messo a punto un primo testo di riforma: via liste bloccate e premio di maggioranza, sì a collegi uninominali, soglia di sbarramento e indicazione del candidato premier. Via il premio di maggioranza e le liste bloccate, soglia di sbarramento al 3%, possibilità di indicare il candidato premier, collegi uninominali e niente preferenze. Dopo che nei giorni scorsi Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Giancarlo Fini hanno aperto i canali di dialogo, gli esperti di legge elettorale del Pd, dell’Udc e di Futuro e libertà hanno iniziato il confronto per individuare un modello di voto condiviso. Una prima intesa su alcuni principi di fondo è stata già raggiunta, e la bozza che sta venendo fuori è rinviabile al sistema tedesco, però modificato introducendo elementi che ne rafforzerebbero l’aspetto bipolare. Il Pd ha approvato all’ultima Assemblea nazionale un documento in cui si sostiene il doppio turno alla francese, ma anche i più strenui difensori del modello d’Oltralpe – veltroniani in primis – difficilmente si metterebbero …

"Sorpresa: i paperoni italiani sono sempre più ricchi. Lombardia prima regione", di Mara Monti

Crescono i “paperoni”, ma soprattutto cresce la ricchezza investita in Italia da imprenditori, liberi professionisti e da una nuova categoria quella delle casalinghe. Queste ultime vanno ad allargare le fila dei ricchi made in Italy, ovvero delle 611.438 famiglie che possono contare su un patrimonio finanziario personale superiore ai 500mila euro, escludendo l’investimento immobiliare. Tra di loro si spartiscono un patrimonio di 896 miliardi di euro salito nel 2010 del 3,2% e superando gli 810 miliardi toccati nel 2007 prima della crisi, ma soprattutto lasciandosi alle spalle il crollo del 2008 quando era piombata a 804 miliardi. Lo scudo fiscale e le performance borsistiche hanno aiutato nell’incrementare la ricchezza soprattutto di imprenditori e professionisti, età media 60 anni, che possono contare su un patrimonio medio di 3,33 milioni. La Lombardia continua ad essere la regione dove si concentra la quota maggiore di ricchezza nazionale (29,74%), seguita da Emilia Romagna (11,1%) e Veneto (10,4 per cento). Chiudono la lista Molise e Basilicata. I dati sono stati forniti dall’Associazione italiana private banking (Aipb) nell’analisi annuale del settore …

"La sinistra cresce. In ordine sparso", di Rudy Francesco Calvo

La multiforme espressione della gauche italiana: ma i vari pezzi sono conciliabili? L’articolo di Ilvo Diamanti pubblicato ieri su Repubblica descrive una galassia della sinistra italiana in costante crescita, tanto da raggiungere ormai complessivamente quasi l’11 per cento. Un campanello d’allarme, certo, per un Pd che resta bloccato attorno al 25 per cento e che con queste forze è costretto a fare i conti in vista di una chiamata al voto che, se sul piano nazionale è ancora solo probabile, è invece sicuro per molti dei principali comuni italiani. E basta ricordare lo scherzetto giocato da Grillo e dalla sua lista a Mercedes Bresso la scorsa primavera per capire la portata del pericolo, più che rosso anti-politico. Se però si prova a riportare alla realtà dei temi politici queste forze, si capisce che quell’11 per cento si raggiunge solo mettendo insieme le mele con le pere, una somma impossibile come spiegherebbe una maestra ai suoi alunni. Grillo, Di Pietro, Vendola e Ferrero vanno in ordine sparso praticamente su tutto, con in più una tendenza inestirpabile …

"Quando gli uomini uccidono le donne", di Adriano Sofri

Chi tenga il conto degli uomini che ammazzano le donne annovererà l’uxoricidio di Novi (Modena) in questa categoria, alla data del 3 ottobre. Alla data del 4, appena un giorno dopo e a qualche chilometro da lì, nel Piacentino, un uomo ha ridotto in fin di vita la sua convivente, trafiggendole la schiena con un forcone. Per questa voce, “Uomini che uccidono le donne”, i dettagli sono secondari. ANovi l’uomo, 53 anni, che ha ucciso a colpi di mattone la moglie, Begm Shaneez, 46 anni, era, come lei, pachistano, e pachistano il figlio maschio, 19, che ha ridotto in coma a sprangate sua sorella, Nosheed, 20 anni. A Castelsangiovanni, sono italiani, piacentini ambedue, lui 60 anni, e lei 41. Sarà diverso il registro di chi invece tenga nota dei pachistani che ammazzano le donne o, rispettivamente, dei musulmani che ammazzano le donne. Gli uni avranno annotato in particolare l’assassinio di Hina, 20 anni, sgozzata nel 2006 dal padre a Sarezzo, Brescia, gli altri quello di Sanaa, 18 anni, sgozzata nel 2009 dal padre fin quasi …

"Raffica di ricorsi contro i tagli", di Antimo Di Geronimo

Il ministero dell’istruzione, prima di disporre il taglio delle ore nelle seconde, terze e quarte classi dei tecnici e dei professionali, avrebbe dovuto attendere il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione. E quindi l’ordinanza del Tar del Lazio che sospende la relativa circolare è legittima. Così ha deciso la sesta sezione del Consiglio di stato con un’ ordinanza emessa il 28 settembre scorso (n.4413, Severini presidente, Scanderbeg estensore). Si aprono, dunque, nuovi scenari per i docenti dei tecnici e dei professionali, che hanno perso il posto per i tagli e che sono già stati trasferiti d’ufficio. L’illegittimità del provvedimento sugli organici, infatti, costiuisce il presupposto per azioni individuali da parte dei docenti danneggiati. E ciò potrebbe indurre i giudici del lavoro delle varie circoscrizioni a disporre, nell’immediato, il reintegro nelle sedi di precedente titolarità oppure, in alternativa e nel medio periodo, il risarcimento dei danni. Secondo il Consiglio di stato, infatti, «alla luce del sopravvenuto parere emesso dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione l’amministrazione scolastica non potrebbe esimersi dal rideterminarsi sulla definizione dell’orario complessivo …

"Atenei, i ricercatori chiamano precari e studenti. In gioco il destino di tutti, di Jolanda Buffalini

Valle Giulia, facoltà di architettura a Roma 1, a pianterreno studenti seguono attraverso un monitor; primo piano, un altro monitor un’altra piccola folla attenta, un cartello indica: maxischermo in Aula 7. L’Aula magna è gremita, non si respira, sulla cattedra, in fondo, preside e capo-dipartimento delle due facoltà (Valle Giulia e Quaroni), prorettore, ricercatori. Si sta svolgendo una lezione sui generis, l’oggetto è il sistema universitario italiano, i tagli del governo, la riforma Gelmini, il perché della protesta dei ricercatori che chiamano studenti, precari e ordinari a unirsi. Carola Clemente, ricercatrice, fa scorrere le slide, statistiche ufficiali dell’Ocse: il rapporto docenti studenti in Italia è 1 a 19,5, «siamo avanti solo a Slovenia, Turchia, Cile», in Europa le borse di studio sono al 39% mentre in Italia al 29, il finanziamento alla ricerca è sceso in Italia allo 0,8 del Pil mentre la Germania ha triplicato gli investimenti e la media europea è sopra l’1,5%. Una caterva di dati per spiegare agli studenti, attentissimi, quasi tutti dei primi corsi «come si sta smantellando l’università pubblica …