Anno: 2010

Bersani: "Subito al Quirinale. Basta cricche e barzellette"

Il governo «va avanti traccheggiando». Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, prima di intervenire alla scuola di politica del Pd replica al ministro Maroni: «a vedere la situazione bastano 3 minuti, non c’è bisogno di 3 settimane». «Con la fiducia hanno fatto una operazione non onesta perchè il paese non ha bisogno di traccheggiamenti». «Questo governo – afferma il leader Pd – non è in condizione di governare. Davanti ad un Paese che ha un milione di problemi sarebbero stati onesti a dirlo in Parlamento. E invece cercano di traccheggiare. Si rimettano al Capo dello Stato perchè così non si può andare avanti». Bersani assicura che il Pd «è assolutamente pronto al voto». «Siamo un partito europeo e come i laburisti inglesi si sono divisi al congresso e poi riuniti». Funziona così, spiega Bersani, «nei partiti che non hanno un padrone». Basta barzellette Il Paese «è stato deformato da elementi di corruttela le leggi speciali hanno generato cricche perchè le leggi le hanno fatte le cricche. Basta barzellette, ci vogliono regole, onestà, legalità e …

"Urne anticipate, un elettore su tre verso l’astensione", di Renato Mannheimer

Il 56% ha un’opinione negativa della politica, il 28 prova addirittura «disgusto». Come ogni settimana, abbiamo effettuato nei giorni scorsi un sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani. La distribuzione delle preferenze non differisce molto dalle ricerche precedenti, salvo la conferma della tendenza ad abbandonare il consenso per i due partiti maggiori (sia il Pdl, sia il Pd) per dirigerlo verso le forze più piccole. Ma l’esito più significativo non riguarda tanto il voto, quanto il non voto. Rispetto al passato, infatti, si sono di molto accresciute le risposte «non so cosa votare», «non so se andare a votare» e similari. L’insieme di queste espressioni di indecisione, se non di rifiuto dell’intera offerta elettorale attuale, si avvicina oggi al 33% (era il 25% prima dell’estate). Insomma, più di un italiano su tre non vuole o non riesce a prendere posizione sul partito da votare. È un altro indicatore del processo di sfiducia verso la politica e le sue istituzioni che, di nuovo, si sta manifestando nel nostro Paese. Gli avvenimenti che hanno connotato lo scenario …

Degrado e sprechi, Pompei senza guida da 6 mesi", di Stella Cervasio e Alberto Custodero

Salta di nuovo la nomina del sovrintendente: l´unico candidato è sotto inchiesta. Altre indagini riguardano l´abusivismo. Dubbi sul bilancio firmato dal commissario. Da sei mesi senza vertice il parco archeologico più importante del mondo, quello degli scavi pompeiani. Il ministero dei Beni culturali non ha ancora nominato il responsabile definitivo della soprintendenza unificata di Napoli e Pompei. È giallo sulla mancata nomina: il 29 settembre il ministero avrebbe dovuto incaricare un responsabile definitivo, Angelo Maria Ardovino, ex dirigente generale per i Beni Archeologici. Ma il ministro Sandro Bondi all´ultimo momento non ha firmato il decreto, senza un perché ufficiale. C´è, sulla vicenda, solo un retroscena molto riservato: il candidato risulta infatti indagato dalla procura Salerno nell´ambito dell´inchiesta sui fondi europei insieme a Giuseppe Proietti (ex capo di gabinetto del Ministero e ad interim da aprile a settembre a Pompei), all´ex soprintendente regionale Stefano De Caro, alla sua collega di Paestum Giuliana Tocco Sciarelli, a Giuseppe Bilardi, ex dirigente del settore Bilancio del Ministero, all´archeologa di Velia Giuseppina Bisogno e alla ex soprintendente di Salerno, Maria …

"Tre parole per un patto, le nuove regole europee di stabilità", di Tommaso Padoa-Schioppa

Nel marzo scorso il presidente Sarkozy e il cancelliere Merkel, da podi affiancati, invocarono un «governo economico» per l’Europa. L’invocazione fu accolta dall’intero Consiglio europeo dopo solo tre mesi; ma chi leggeva il comunicato ufficiale scopriva che nelle principali lingue dell’Unione il concetto era espresso con tre parole diverse, di forza decrescente (Gouvernement, Governance, Steuerung). Ora la Commissione propone come tradurre quel concetto in regole, procedure, poteri, sanzioni. L’impianto è questo: le regole di bilancio restano quelle del Patto di stabilità, ma il debito pubblico (sotto il 60 per cento) – finora trascurato – assurge alla stessa importanza del deficit (sotto il 3); si rafforzano i meccanismi di controllo e le sanzioni; alla disciplina di bilancio si aggiunge una politica di prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici; si fa più autonomo il potere della Commissione e più difficile il boicottaggio del Consiglio. Le proposte sono complesse e occorre guardarsi dai giudizi affrettati; tanto più che non sappiamo con quali modifiche diverranno norme, né come le norme saranno poi applicate. Suggerisco questa linea di giudizio e …

"Le anti-Adro, dove a vincere è il tricolore", di Paolo Berizzi

In principio fu la signora Lucia. Correva l´anno 1997 quando, alla prima performance del suo cursus honorum di “resistente” antipadana, l´ormai mitologica patriota veneziana Lucia Massarotto esibiva il tricolore sul balcone di casa facendo imbestialire il popolo leghista radunato sul sacro suolo di Riva Sette Martiri. Ora la “signora della bandiera” non può più prodursi nel suo numero (urticante per i leghisti) di fiera oppositrice della padanizzazione: è stata sfrattata da casa. Persino Bossi ha smussato l´avversione verso di lei. In compenso da quel giorno di 13 anni fa – in un meccanismo quasi surreale per cui a fare notizia, soprattutto al Nord, non è più tanto l´ostensione del Sole delle Alpi e di altri simboli della Lega ma quello del vessillo che rappresenta l´unità nazionale – la signora Lucia ha fatto scuola. Si sfoggia sempre più spesso il tricolore per reazione al marketing padano, per opporsi alla deriva della monocultura cromatica del Carroccio e ribadire, sembra incredibile, che il territorio del Nord-Italia è Italia e non Padania. Nei vessilli e nelle leggi. La bandiera …

"La forza degli sconfitti", di Barbara Spinelli

Non molti mesi fa, quando Angela Merkel fu catturata da calcoli politici talmente piccoli e brevi da perdere di vista l’interesse del proprio stesso Paese al salvataggio europeo della Grecia, il filosofo Jürgen Habermas scrisse un articolo importante sulla Zeit, il 20 maggio, in cui la mise in guardia da una paura comune a tanti europei: «Il timore delle armi di distruzione di massa che sono i tabloid popolari non vi fa vedere le armi di distruzione di massa dei mercati finanziari». È una paura introversa, nazionalista, che rischia soprattutto di vanificare quello che per mezzo secolo è stato in Germania il principale punto di forza, appreso secondo il filosofo grazie all’Olocausto: un’attitudine popolare diffusa a mutare mentalità, ad assumersene le «fatiche infinite», a riconoscere che esistono necessità che generano nuove libertà. La Repubblica Federale nacque con queste qualità. Edificò con Parigi l’Europa, forte delle istituzioni federali che perfezionò in patria e che facilitarono un pensiero post-nazionale. Si accinse all’immane impresa dell’unificazione, di cui oggi celebra il decimo anniversario, e che ebbe costi altissimi: in …

"Piazza San Giovanni licenzia Berlusconi", di Stefano Corradino

Licenziamolo. E’ lo slogan portante del “NoBDay2” che ha visto sfiliare migliaia di persone in corteo a Roma. Non ci ha mai appassionato la guerra di cifre tra organizzatori e questura. Ci appassiona invece sempre osservare, siano essi mille o un milione, donne e uomini in particolare giovani che manifestano per la Costituzione, per il diritto al lavoro, allo studio, alla libertà di informazione, ad una giustizia uguale per tutti. Tanti cittadini in piazza, insieme al Popolo Viola, Libertà e Giustizia, le Agende Rosse, Articolo 21, i Comitati Dossetti per la Costituzione… “La matrice berlusconiana si e’ diffusa come un cancro in Italia. Dobbiamo estirparlo. Per questo oggi siamo qua, per ribadire il nostro ‘no’ a Berlusconi e alla cultura dell’illegalita” ha detto uno dei manifestanti in Piazza S.Giovanni in Laterano. C’e’ chi in piazza indossa magliette con su scritto ‘Se la risposta e’ Berlusconi, la domanda e’ sbagliata’. E chi invece regge cartelli con la scritta: “Non e’ necessario essere comunisti per dire no a Berlusconi, basta essere onesti”… Licenziamolo. Troppo lungo l’elenco dei …