Anno: 2010

Crediamo nella scuola pubblica – Forum PD sulla pubblica istruzione

La riforma epocale della scuola pubblica, approvata da Tremonti-Gelmini, assicurerà davvero la qualità della scuola italiana?” Lo chiede Pier Luigi Bersani dalle pagine de l’Unità nel giorno in cui il PD inizia due giorni di lavori per il Primo Forum sulla pubblica istruzione in programma a Roma a Palazzo Rospigliosi. “La riforma – scrive Bersani – aumenterà i divari tra nord e sud del Paese, la dispersione e abbandono scolastico perché la destra disegna la scuola delle divisioni: fra ricchi e poveri, italiani e stranieri, nord e sud, dirigenti e manovalanza. E così verrà meno il ruolo di un sistema scolastico che dovrebbe funzionare da ascensore sociale, strumento di uguaglianza e libertà”. “Ci hanno raccontato che i tagli alla scuola sono necessari: non è vero. Non è un problema di soldi ma di scelte politiche. Le risorse possono essere recuperate dall’evasione fiscale e se il Governo mettesse a gara le frequenze liberate dal digitale terrestre, incasseremmo risorse che, nell’emergenza, potrebbero essere investite nella scuola, nella conoscenza, nel sapere”. “Le proposte del PD non rifiutano l’innovazione, …

"L’aria buona di Cesena. Se il Pd raccogliesse queste cinque stelle", di Giuseppe Civati

Cambiamento, giovani, emozioni: questa è stata la woodstock familiare, con la raccolta differenziata. Perfino pochi i cinque punti. Saranno di più, ma un partito strutturato deve capirli L’esigenza di cambiamento, i giovani, i numeri, le emozioni. Ma soprattutto l’aria che si respira, così lontana da quell’epoca che abbiamo chiamato Seconda Repubblica. Il «grande prato verde» di Cesena si è aperto anche perché la politica in questi anni è arretrata e si è dimostrata, per motivi diversi, incerta e inconcludente. È una Woodstock familiare, con la raccolta differenziata. Simbolica quanto volete,madi quei simboli che fanno bene. E che dicono qualcosa e ci illuminano circa le aspettative, soprattutto. L’impressione è che Grillo la faccia un po’ troppo facile, che le soluzioni siano spesso annunciate o soltanto accennate. Il motivo, però, esiste e l’esigenza di rinnovamento può essere presentata in termini volgari, ma è sentita da molti. Quasi tutti L’enfasi sulla cittadinanza è d’altri tempi. E la necessità di uscire dal circuito politico-mediatico (un’espressione a sua volta politico-mediatica) per capire cosa succede nella società italiana è sacrosanta e …

"Incentivi, partita da riaprire. Restano ancora 124 milioni", di Luigina Venturelli

Limitati in quantità, discutibili per qualità e, soprattutto, inefficaci rispetto al dichiarato obiettivo di sostenere le famiglie italiane nella peggior crisi economica degli ultimi decenni. Detto questo, il decreto incentivi emanato dal governo la scorsa primavera resta l’unica misura politica di cui i cittadini – almeno quelli che si potevano permettere l’acquisto di una cucina nuova, non quelli che dovevano tirare la cinghia per far la spesa – abbiano avuto esperienza diretta. RISORSE INUTILIZZATE Un’esperienza non troppo felice, a giudicare dalle cifre raggiunte a tre mesi dalla loro scadenza definitiva: dei 300 milioni di euro a disposizione, ne sono stati stanziati al momento solo il 58%. Restano da spendere ancora 124 milioni di euro. Sarà che non sono molte le persone che hanno bisogno di cambiare la propria gru a torre, sarà che le risorse sono state mal distribuite. I 12 milioni di euro che erano destinati a sostenere l’acquisto di motorini, ad esempio, sono stati esauriti nel giro di due settimane, tanto che ora il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, sta pensando ad …

I finiani verso la svolta "Pronti a nuovi scenari", di Claudio Tito

Due anni e mezzo dopo le elezioni politiche, praticamente: a metà legislatura, il premier torna alle origini. Riprende il discorso da dove l´aveva iniziato. Due anni e mezzo fa. Oppone l´immagine disastrosa offerta dalla “politica” al suo “governo che fa”. In silenzio. Un ponte per portare Futuro e Libertà in una «fase del tutto nuova». Una cesura netta rispetto al passato. E ora, nell´orizzonte dei finiani si apre il percorso definitivo verso il «distacco». E verso «accordi politici innovativi». Le prossime quarantotto ore, quelle che precedono il dibattito alla Camera sul programma di governo, sono quindi considerate «decisive» dall´intero stato maggiore “futurista”. Una partita a scacchi piena di incognite, in particolare sull´intervento preparato da Silvio Berlusconi. Ma con una certezza confidata ieri da Fini ai suoi fedelissimi: d´ora in poi «la lealtà sarà solo verso gli elettori e non verso il premier». E già, perché il rapporto tra i due cofondatori è ormai irrecuperabile. Anzi, entrambi stanno mettendo nel conto una crisi di governo in tempi brevi: «perché così – ripete il presidente del consiglio …

"La memoria corta della Gelmini", di Pippo Frisone

Sabato 25 c.m. alla Festa del Pdl a Milano, il Ministro Gelmini è tornata ancora una volta sul fenomeno del precariato in Italia per addossare tutte le colpe alle sinistre e ai sindacati. Vorremmo ricordare all’on.Ministro alcune semplici verità che la sua corta memoria omette di ricordare. In particolare: a) dal 10.5.1994 a oggi il centro-destra ha governato con Berlusconi ben 4 volte e negli ultimi dieci anni, tolto il biennio dell’ultimo governo Prodi, per otto anni di seguito. b) è stata la sua collega Moratti a intervenire a più riprese sulle graduatorie permanenti dei precari, abolendo la 4 fascia, facendola confluire sulla terza, mettendo i precari storici contro sissini e paritarie, dando così avvio a un contenzioso che si trascina ancor oggi c) è stata ancora la Moratti a raddoppiare il punteggio ai precari delle scuole private paritarie, mettendoli in posizione più vantaggiosa d) i piani pluriennali di stabilizzazione e immissione in ruolo dei precari, uno del governo D’Alema (60mila assunzioni) e l’altro del governo Prodi (150mila), sono stati sistematicamente boicottati e vanificati dai …

"Bersani: sì a un'intesa per lo sviluppo", di Domenico Ravenna

Per un Pd che, come ama ripetere il suo segretario, è «un partito di governo che si trova temporaneamente all’opposizione», è arrivato il momento in cui il paese non può più aspettare. Di fronte alla platea del convegno di Confindustria su occupazione e competitività, Pierluigi Bersani definisce ormai «insanabile» la crisi che attanaglia il centrodestra e lancia l’offensiva per quel «risveglio italiano» perseguito dal principale partito d’opposizione al governo Berlusconi. Un risveglio che richiede un patto sociale e la priorità assoluta al problema del lavoro. Ma, fra le priorità, non può mancare un progetto di riforma fiscale, di imminente presentazione, che dia ossigeno alle imprese e stani concretamente l’evasione fiscale. E, per un partito che aspira a riconquistare palazzo Chigi, non manca pure un messaggio rivolto agli interlocutori politici: se c’è da governare, non si può certo pensare di riesumare la vecchia Unione. È un Bersani a tutto campo, che strappa applausi in diversi passaggi del suo intervento, quello che sale sul palco della seconda giornata del convegno genovese. «Ci vuole un patto sociale – …

"Un governo che non fa ma che "dice" di fare", di Ilvo Diamanti

«A questo punto è cambiato tutto. Nessuno può pensare che il quadro politico resti a lungo lo stesso». Per Gianfranco Fini si è tratto di un vero e proprio “day after”. Il videomessaggio di sabato è stato vissuto come un momento di passaggio. È sottinteso che i politici sono gli altri: nemici e traditori, perché lui – si sa – non è un politico, ma un imprenditore. Che fa politica da 17 anni, ma per il bene comune. Il Premier parla come se intorno a lui nulla fosse accaduto, in questi due anni e mezzo. Un silenzio rotto da scandali e polemiche, che si susseguono senza soluzione di continuità. Ultimo atto, per ora, le dichiarazioni di Fini sull´appartamento di Montecarlo. Video-registrate e trasmesse sul web. Fini, in verità, non ha chiarito molto, circa le vicende che lo riguardano. Ha ribadito la propria buona fede e ha inveito, a sua volta, contro lo spettacolo della politica. Deprimente. (Nessuno, davvero, che ammetta di farne parte). Pronto a dimettersi, se le accuse nei suoi confronti venissero confermate. Fini …