Napolitano: «Occorre ridurre il debito, ma non si risparmia sull’Istruzione», di Marcella Ciarnelli
«Ho conosciuto molte persone che si sono pentite di non avere studiato abbastanza, nessuno che si sia pentito di avere studiato troppo. Non perdete l’opportunità che avete e, mi raccomando, quest’anno, proprio quest’anno mettetecela tutta ». Questo l’invito affettuoso rivolto dal presidente della Repubblica al termine del discorso con cui ha dato ufficialmente il via all’anno scolastico. Migliaia di ragazzini e docenti nel cortile del Quirinale, tanti altri in collegamento dalla Reggia di Venaria nei pressi di Torino e dal Palazzo Reale di Napoli. Un filo ideale di unità tra tre luoghi simbolo nell’anno in cui sono in pieno svolgimento le celebrazione del compleanno numero centocinquanta «dell’Italia unita in cui crediamo ». Certo il Paese è molto diverso da allora. Nel secolo e mezzo trascorso ci sono stati «enormi progressi».Ma se il «complicato sistema dell’istruzione italiana» non si trova certo più a misurarsi con l’analfabetismo «restano forti disparità territoriali» e «le differenze» tra Nord e Sud «non si sono annullate». Si starà «anche correndo più in fretta di altri ma non abbiamo raggiunto i paesi …
