Anno: 2010

«Duri o buonisti l'equivoco sui rom», di Giuliano Amato

Serve solo a suscitare emozioni contrapposte dividersi in duri e buonisti sulla questione dei Rom. La avvertiamo insieme come un rischio per la nostra sicurezza e come una macchia per la nostra coscienza ed è solo dipanando questa matassa e separandone i fili che riusciremo a venirne a capo. In gioco infatti c’è di sicuro la nostra difesa dalla piccola e non sempre piccola criminalità che spesso alligna nei campi nomadi, ma c’è anche la libertà di movimento dei cittadini comunitari (quando si tratta di Rom di provenienza comunitaria) e ci sono i diritti di una minoranza, che dovremmo riconoscere e che ancora non abbiamo riconosciuto. Procediamo con ordine. Ai Rom e ai loro modi di vita eravamo abituati da decenni, ma c’è stata un’impennata delle loro trasmigrazioni verso l’Italia, la Francia e la Spagna con l’ingresso nell’Unione dei paesi dell’Est europeo nei quali le loro condizioni di vita erano divenute sempre più grame. Possiamo restituirli a quei paesi per liberarci dei loro accampamenti degradati e dei pericoli che vi scorgiamo? La materia è regolata …

Adro, si eclissa il sole padano

Il ministro della pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini da Brescia, ci ha messo una settimana a scrivere al sindaco leghista Oscar Lancini da Adro per dirgli di togliere il sole delle Alpi dalla scuola pubblica Gianfranco Miglio. La distanza trai due comuni è di 35 km, a portargli la lettera a mano ci sarebbe voluto molto meno. L’ha fatto grazie al nostro impegno. E in un giorno di pioggia, che suscita battute come piove governo Adro, è il PD a guidare la manifestazione per cancellare i simboli verdi e coprirli con il tricolore, che a fine giornata culmina nella retromarcia del governo. C’è Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria nazionale, Filippo Penati, capo della segreteria politica di Bersani, Giuseppe Civati, presidente del Forum Nuovi Linguaggi e Nuove Culture del PD, il consigliere regionale Gianni Girelli. Sono sotto la pioggia con un migliaia di persone in una manifestazione, organizzata dal Pd, e incentivata da una lettera di 185 genitori di bambini che frequentano la scuola pubblica, per dire che non si fa propaganda sulla pelle dei …

L'Italia ha bisogno di una guida, il governo della destra ha fallito

Nonostante l’ampia maggioranza che gli italiani gli hanno concesso alle ultime elezioni politiche, oggi la destra è divisa, il governo è in crisi, impegnati unicamente a capriole parlamentari degne di un funambolo per raccattare i voti necessari per la propria sopravvivenza. Uno spettacolo indegno che questo Paese non merita, provato da una crisi economica e sociale pesantissima che lo sta lasciando senza fiato, alla quale si aggiunge una crisi morale profonda, provocata da quella cultura berlusconiana che in questi anni ha imperversato e impoverito il tessuto civile dell’Italia. Siamo alla fine di un ciclo politico durato 16 anni, nel quale il Paese ha dilapidato pezzi significativi del proprio patrimonio: conoscenze e saperi, tessuto produttivo e competitività delle imprese, lavoro e diritti, giovani e donne. Il nostro Paese continua a scivolare sempre più in basso. Il governo straparla da due anni di riforme, di sviluppo e di innovazione ma poi colpisce le Regioni e i Comuni, tagliando risorse e servizi al territorio, alle famiglie e alle scuole. Ci allontaniamo rapidamente dai Paesi più forti d’Europa e …

«La sinistra divisa tra realisti e sognatori», di Eugenio Scalfari

Prima (ma necessaria) premessa. A me non piace il politichese. Non mi piace come linguaggio e cerco infatti di tenermene lontano; ma non mi piace neppure come argomento anche perché – ne sono certo – non piace neppure ai nostri lettori. Voglio rubare a Franco Marcoaldi le parole con le quali chiude il suo spettacolo “Sconcerto” che ha avuto all’Auditorium di Roma tre serate di grande successo: “Le cose sono quello che sono. Un’arancia è un’arancia. Una casa è una casa. La pioggia che cade è la pioggia che cade”. Ecco. Ai nostri lettori piace questo linguaggio ed anche a me. Seconda premessa. La comparsata di Berlusconi alla cena che ha concluso il vertice di Bruxelles tra i capi di governo dell’Unione europea è stata semplicemente scandalosa. Si parlava dei “rom”, alias zingari. Sarkozy li sta cacciando dalla Francia ancorché – come lui stesso ha detto – metà di loro siano cittadini francesi. La Commissione europea è contraria ad una politica che colpisce un’etnia anziché singoli responsabili di eventuali reati. Il nostro premier gli ha …

"Reichlin: «Il Pd è fuori partita»", di Giovanni Maria Bellu

Colloquio con Alfredo Reichlin: «Il Pd vittima del grande abbaglio del “secolo breve” non ha saputo individuare i nuovi soggetti del cambiamento. E così rischia l’irrilevanza». «Sorpreso.. preoccupato… allibito…», dice Alfredo Reichlin commentando le ultime vicende del Partito democratico. Il tono non è quello di chi sta cercando di individuare il participio più appropriato: è quello di chi è sorpreso (preoccupato, allibito) per essere stato interrotto in modo inopportuno nel mezzo di un ragionamento complesso. Il ragionamento – che Reichlin sta sviluppando da tempo – sui cinque lustri di questa interminabile «fase politica» e sulla difficoltà del Pd «a entrare in partita»: «Continuiamo a litigare sugli schieramenti e sulle alleanze e ancora non sappiamo nemmeno con quale legge elettorale si voterà, né quando. La verità è che non siamo stati in grado di elaborare e di proporre una nostra idea di società». Questa frase – così appropriata e attuale, così “sulla cronaca” – è stata pronunciata all’inizio della settimana scorsa. E dunque il suo autore oggi avrebbe qualche motivo per accogliere la polemica attorno alle …

«"E' arrivato il soccorso rosso". Il Cavaliere brinda alle liti PD», di Francesco Bei

Allo studio un mini-rimpasto per far posto ai centristi. “Ero già sicuro di vincere se andiamo alle elezioni. Ma adesso…”. Fitto verso lo Sviluppo Le contromisure dei finiani – esposti contro Mediaset, mozioni contro Minzolini e Masi – sono all´altezza della sfida. Ma c´è qualcosa che in questi giorni fa tornare il sorriso a Berlusconi. Qualcosa che rende meno rischioso immaginare, come gli chiedono i leghisti, di tornare al voto in primavera. Quel “qualcosa” è lo stato in cui si trova l´opposizione e in primo luogo il Partito democratico. Venerdì è stata giornata di incontri per il premier a palazzo Grazioli, sono sfilati prima Angelino Alfano e Michela Vittoria Brambilla, poi i dissidenti toscani del Pdl che ce l´hanno con Verdini. A tutti il Cavaliere è apparso rilassato, a tratti persino divertito via via che Paolo Bonaiuti gli segnalava le agenzie sullo scontro interno al Pd. «Guarda – ha confessato ridendo a un ministro – mi sono dovuto stropicciare gli occhi perché non credevo a quello che stavo leggendo: sembrava una fiction!». Berlusconi, racconta l´interlocutore, …

«Università, la riforma valga per tutti», di Paolo Bertinetti *

LA riforma dell’Università che il Parlamento dovrebbe discutere tra poco, secondo alcuni è buona, secondo altri è un po’ discutibile, per altri ancora è disastrosa. Alcuni Atenei, tra cui Pisa e Torino, per manifestare la loro contrarietà alla riforma così com’è hanno deciso di rinviare di una settimana l’inizio dei corsi. Immaginiamo invece che la protesta sia infondata e che la riforma sia buona. Ma allora perché deve valere solo per le università statali e non per quelle private e quelle telematiche? Questo in Italia, dove il titolo di laurea ha valore legale. Ma anche se non lo avesse, sarebbe pur sempre un titolo di pari significato, qualunque fosse l’università a conferirlo. In Commissione Parlamentare una richiesta in tal senso (la riforma deve riguardare tutte le università) è stato bocciato. Ma se la riforma è buona, i suoi sostenitori, per primi, dovrebbero ritenerla giusta per tutti i tipi di università. Immaginiamo che sia buona. Ma è «a costo zero», in un Paese che è quello che meno di quasi tutti i paesi avanzati investe in …