"Il mercato del premier", di Massimo Giannini
La «compravendita degli ascari» è l´ultimo atto di un dramma italiano. Con il rozzo tentativo di assoldare un drappello di centristi «responsabili» per sostituire una truppa di «futuristi» finiani, Silvio Berlusconi completa il suo capolavoro della tarda modernità. Ha svuotato la democrazia, trasformandola in un brand. E ha svilito la politica, trasformandola in una merce. È uno sbocco naturale, per l´uomo che dal ´94 in poi ha conquistato il consenso e gestito il governo con le leggi del marketing. Ma accelera la dissoluzione istituzionale, e alimenta la disaffezione sociale. Il presidente del Consiglio può anche smentire, come risulta abbia fatto durante il Consiglio dei ministri di ieri. Può anche giurare che «non c´è stata nessuna compravendita», e che «quasi tutti» i parlamentari che confluiranno nel nuovo gruppo messo in piedi appositamente dal repubblicano Nucara sono stati eletti nel centrodestra. Purtroppo la meschina «campagna acquisti» come metodo di cooptazione politica risulta agli atti di diverse inchieste: fanno fede le intercettazioni telefoniche del 2008 tra il premier e Agostino Saccà (dalle quali risulta il tentativo di convincere …
