Anno: 2010

"L’Ocse vede nero per l’Italia. Il pil torna a perdere quota", di Marco Ventimiglia

Un numero già pesante di per sé, che diventa drammatico nel raffronto con le altre grandi economie occidentali. L’Ocse ha diffuso la previsione relativa al pil del terzo trimestre, e per il nostro Paese è davvero notte fonda, a dispetto dell’ottimismo governativo che ieri ha peraltro trovato un ennesimo interprete nel ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. L’Italia torna alla crescita negativa, unica fra i Paesi del G7, ed è indicata all’ultimo posto anche nella classifica della competitività redatta dal World Economic Forum. Più in generale, l’Ocse stima una ripresa mondiale più lenta del previsto, confermando la crescita in moderazione nell’ area euro rilevata dalla Banca centrale europea. IN FONDO AL GRUPPO In particolare, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel terzo trimestre la Penisola registrerà un calo trimestrale del prodotto interno lordo dello 0,3% (dato annualizzato). Una sinistra ricomparsa,quella del segno meno, su cui pesa anche lo stop agli incentivi auto. E non conforta più di tanto l’elevato margine d’incertezza sulla previsione ammesso dalla stessa Ocse (la “forchetta” di variabilità è di …

"Così si va verso la giungla. Addio patto sociale", di Bruno Ugolini

Perché la Cgil, la Fiom difendono con tanta ostinazione il contratto nazionale? La risposta è facile. Perché è un modo per non disperdere in mille rivoli (come già sempre più spesso avviene attraverso il ricorso ai lavori precari e atipici) l’ esercito del lavoro. Un esercito che non è scomparso Ma è disseminato in migliaia di unità produttive mentre buona parte delle grandi fabbriche si è svuotata. Quel contratto assicura (o dovrebbe assicurare) a donne e uomini che vivono in luoghi di lavoro di ogni entità, anche minuscola, anche dove non c’è un sindacato o c’è un sindacato debole, diritti, tutele concordati nazionalmente. Se si annullasse l’Italia del lavoro diventerebbe un’Italia a pelle di leopardo, (altro che gabbie salariali), come se non bastassero le differenziazioni che già ci sono. Quelle affermate, ad esempio, con le paghe “ad personam”, per non parlare degli stipendi d’oro assegnati “al merito” di manager gonfi di sconfitte produttive. Ora quel che si vuole mettere in atto certo non è la cancellazione pura e semplice dello “scudo” nazionale, ma il suo …

La casa dov’è?

Riprende a salire il mercato immobiliare e il governo non fa nulla. Della casa si preoccupa invece il PD, che ne ha discusso alla festa nazionale nei giorni scorsi, mettendo in luce anche la propaganda sulla ricostruzione post terremoto in Abruzzo. “Alcuni dati segnalano un mercato immobiliare in leggero aumento. Se il Governo trova un attimo, che ne pensa di occuparsi del tema della casa?”. Sceglie l’ironia Matteo Mauri, responsabile Infrastrutture e Trasporti della Segreteria nazionale del PD per commentare i dati della timida ripresa del mercato immobiliare: “Questo governo ha fatto sparire i soldi che noi, come centrosinistra, avevamo stanziato per la casa. Dove sono finiti? Dove sono i soldi per aiutare chi perdendo il lavoro si ritrova in mezzo a una strada, dove sono i fondi per aiutare le giovani coppie? Possibile che cercare casa, in questo Paese, sia un vero e proprio incubo? E’ necessario incentivare l’affitto per aiutare i giovani, chi è in difficoltà ma anche chi si sposta, chi viaggia per studiare o lavorare, chi fa crescere questo Paese con …

Bersani: «Non chiudiamo le feste». Il Pd a Brunetta: chieda scusa

Dopo le contestazioni a Renato Schifani e Raffaele Bonanni, il Partito Democratico non ha nessuna intenzione di rinunciare alle feste. A chiarirlo è stato Pier Luigi Bersani. «Intendiamo tenere aperte le nostre feste, sono feste popolari e luoghi aperti», ha sottolineato il segretario del Partito Democratico, «l’ordine pubblico lo tutela chi deve tutelarlo. Non vogliamo organizzare Katanga», ha aggiunto ricordando i servizi d’ordine del movimento studentesco. «Ho già espresso a Bonanni rincrescimento e condanna per l’aggressione subita», ha spiegato «ho visto però qualche commentatore che ha messo di mezzo il Pd, ma non ho letto uguali riflessioni nel caso dell’incidente di Alfano quando Tremonti, Calderoli e Maroni subirono l’aggressione di tifosi. Nessuno disse che la Lega non era in condizione di organizzare dibattiti». Quanto al Pd, ha insistito «sono in corso centinaia di feste che si svolgono regolarmente con interlocutori i più vari e avversari politici. Sono uno dei pochissimi luoghi in cui avviene una discussione politica in Italia e c’è da preoccuparsi che altri stiano rinunciando». Nel frattempo, le polemiche dopo l’aggressione a Bonanni …

"Istituto Venturi, cancellato il corso di grafica"

“Conseguenza dei tagli del ministero” dice l’on. Ghizzoni che sul caso presenterà un’interrogazione parlamentare. Manuela Ghizzoni, capogruppo PD in commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera commenta la vicenda dell’Istituto d’Arte Venturi di Modena su cui presenterà un’interrogazione parlamentare. «Il Ministro Gelmini ha sostenuto nella sua recente conferenza stampa di aver avvicinato la scuola ai territori e alle aziende. Niente di più falso, come si è incaricato di dimostrare anche il sito lavoce.info e il gruppo di prestigiosi economisti che lo anima, e come dimostrano le ricadute locali delle scelte del Governo. Una conferma viene dalla recente soppressione del corso serale di grafica dell’Istituto Venturi, che ha destato giustamente preoccupazione e sconcerto da parte delle famiglie, degli studenti, del mondo della scuola e degli enti locali, a partire dalla Provincia, che aveva lavorato intensamente proprio per ottenere la qualifica professionalizzante. La vicenda del Venturi è solo l’ultima di una serie ed evidenzia quali siano le conseguenze dei tagli del ministero e quanto Lega e Pdl siano disinteressate alle istanze delle comunità locali. Basti ricordare, ad …

"Lottare per il futuro. Noi studenti vogliamo la scuola pubblica", di Sofia Sabatino

Questo governo sta letteralmente distruggendo la scuola pubblica. L’attacco che si sta mettendo in campo non ha precedenti nella storia del nostro paese. Stanno, senza troppi convenevoli, smantellando ogni tassellino che con sforzi disumani, era stato messo in piedi da docenti, studenti e genitori che amano e difendono la scuola pubblica. La cosa peggiore che questo sfacelo viene attutito e celato da una fortissima campagna mediatica che la Gelmini, e questo governo in generale, hanno messo in campo. Il taglio di 8 miliardi di euro in 3 anni approvato dalla scorsa finanziaria, dovrebbe terribilmente stonare con l’idea di scuola che dice di portare avanti il nostro ministro: una scuola “meritocratica”, dove finalmente si sono abbandonati i buonismi del ‘68 e che predilige prima di tutto la qualità. Invece ci troviamo davanti ad una gigantesca psicosi fra la realtà che il nostro ministro descrive, e quello che ogni giorno si palesa davanti ai nostri occhi: una scuola pubblica che non è più pubblica, privata di tutto, che non ha neanche la possibilità di svolgere le sue …

"Quel tg collaterale", di Nino Rizzo Nervo

Può il direttore di un telegiornale del servizio pubblico fare un editoriale? Non ho dubbi, la risposta è: “sì”. Può liberamente esprimere le sue opinioni? Anche in questo caso senza alcuna esitazione rispondo ancora una volta: “sì”. Voglio essere ancora più chiaro: guai a considerare un giornalista della Rai un giornalista dimezzato. Un giornalista dimezzato nel suo diritto ad esprimersi liberamente mettendoci peraltro la faccia, come ha sottolineato ieri in un coraggioso tentativo di difesa il mio amico Antonio Verro. Non è, dunque, in discussione il diritto di Augusto Minzolini di farci sapere di tanto in tanto come la pensa, ma il fatto che tutti, dico tutti, gli editoriali fin qui sentiti sono stati “appoggi redazionali” alla linea di palazzo Chigi e che mai al Tg1 delle 20 si sia potuto ascoltare un editoriale, se volete affidato anche a un commentatore esterno, che suonasse non dico critico nei confronti del governo ma almeno rispettoso delle ragioni delle opposizioni. Sarà un caso ma, se non ricordo male, il direttore del Tg1 è apparso in video per …