Anno: 2010

"Attacco squadrista". Bersani telefona a Bonanni dopo i fischi ed i petardi lanciati a Torino

C’erano sul palco Enrico Letta, Raffaele Bonanni e Aldo Soldi, per il dibattito “Lavoro e sviluppo: ecco le sfide”, coordinato da Dario Di Vico. Ma una selva di fischi e il lancio di alcuni petardi hanno interrotto il dibattito. C’eravamo e abbiamo visto come assurdamente si è sfiorata la tragedia con il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, contestato e colpito da un fumogeno che ha abbandonato la sala Bobbio della Festa Democratica senza poter partecipare al dibattito: “Sono stato oggetto di un’aggressione squadrista”. Tra i contestatori alcuni esponenti dei centri sociali. Letta accusa: “Responsabilità della questura”. Mentre dal palco ha risposto durissimo ai contestatori: “Voi con noi non c’entrate nulla, la vostra idea di democrazia è l’opposto di cui c’è bisogno nel nostro Paese. Siete antidemocratici”. Un antidemocratici ripetuto più volte, incurante dei fischi degli esagitati. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha telefonato a Bonanni, esprimendogli rincrescimento e solidarietà per l’episodio di cui è stato vittima alla Festa di Torino. “Si è trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria …

"Il voto e la sovranità", di Nadia Urbinati

Dal 1992, a seguito del clima anti-partitico che si scatenò con tangentopoli, i partiti italiani hanno sistematicamente fatto ricorso all´arma del referendum e della riforma elettorale per ridare credibilità a se stessi e stabilità al sistema (essendo le due cose ovviamente correlate). Pensarono di risolvere con la tecnica elettorale problemi che erano strutturali e di sostanza, che riguardavano il rapporto di sfiducia cronico tra loro e gli elettori. La fine dei partiti di massa non è stata accompagnata da una riformulazione dei partiti che fosse capace da un lato di organizzare efficacemente la selezione della classe politica e dall´altro di ristabilire su basi laiche o non fideistiche il rapporto di fiducia con l´elettorato. In diciotto anni nessuno dei due obiettivi è stato raggiunto: la legge elettorale che porta il nome di Roberto Calderoli ne è una prova straordinaria. Confezionata per dare una maggioranza granitica alla coalizione vincente e per sfoltire il numero delle liste e dei partiti, ha fallito su entrambi i fronti mentre ha reso cronico l´auto-referenzialismo dei partiti. Minore stabilità e più oligarchia: …

"Cinismo e valori", di Corrado Stajano

Giorgio Ambrosoli non è stato dimenticato. Trentun anni dopo il suo assassinio nel centro di Milano, vicino alla basilica di San Vittore, le ragioni della memoria di quel che accadde —un uomo che si fa uccidere nel nome dell’onestà— sono rimaste intatte. Una contraddizione in un tempo come il nostro dove la corruzione diffusa impedisce lo sviluppo, dove la violenza dei poteri criminali è pressante, dove la politica ha perso spesso il rispetto di se stessa. Ma questo panorama intristito del paese non ha impedito che negli anni strade, piazze, scuole, biblioteche, aule universitarie siano state dedicate a Giorgio Ambrosoli. Il suo nome è diventato infatti un modello morale e civile. Stasera alle 23,50 su Raidue, la puntata della «Storia siamo noi» di Giovanni Minoli è dedicata all’avvocato di Milano ucciso l’11 luglio 1979 da un killer venuto dagli Stati Uniti su mandato del finanziere Michele Sindona. Il documentario, «Qualunque cosa succeda. Storia di Giorgio Ambrosoli» di Alberto Puoti, prende il titolo dal libro di Umberto Ambrosoli, il figlio dell’avvocato, uscito nel giugno dello scorso …

Federalismo? Per la Lega meglio la cadrega

La Lega vuole il voto per nascondere naufragio del federalismo. L’ansia di Bossi di andare alle urne nasce dalla paura del fallimento delle promesse fatte secondo Davide Zoggia, responsabile Enti Locali nella segreteria PD:”Lui sa benissimo che la riforma federale non sarà mai attuata dal governo Berlusconi e ha rinunciato a questo obiettivo tradendo le aspettative. Il leader della Lega sa altrettanto bene che serve un diversivo per distogliere l’attenzione dei suoi elettori dall’insuccesso. Il voto è questo diversivo”. Zoggia si appella ai cittadini del nord: “E’ ora che aprano gli occhi su cosa è realmente la Lega, un partito la cui unica preoccupazione sono le poltrone e il potere per i suoi capi. Quando poi deve fare le cose serie per la gente finisce per premiare i furbetti come nel caso di Credieuronord o delle quote latte”. La credieuronord era la banca della Lega, nasceva nel novembre 2000. La frase che campeggiava sul manifesto con il volto sorridente del senatùr che diceva: «Anche io sono socio fondatore della CrediNord. E tu?» Ma qualche anno …

"L´insostenibile declino di chi deve educare il Paese", di Domenico Starnone

Non è mai esistita un´età dell´oro dei docenti presso l´opinione pubblica. I luoghi comuni sono di antica data e duri a morire, ma nascono dai problemi reali irrisolti. È rimasto insoluto per oltre un secolo il problema della convivenza tra la concezione elitaria della cultura e la necessità della scolarizzazione di massa. Le polemiche sui tagli alla scuola e le proteste dei professori precari riportano d´attualità la questione della qualità dell´istruzione in Italia. C´è un libro che si chiama Il manuale del perfetto professore di Dino Provenzal. Si rivolge agli insegnanti di scuola media di inizio secolo (quelli che Papini partendo da “scuola media” aveva battezzato mezzani). La scuola è rappresentata come luogo di conflitto con gli alunni («il primo e più arduo problema è mantenere la disciplina», ci sono «professori che non oserebbero salire in cattedra una sola volta, senza quel fido compagno che è il registro») ; i docenti si interrogano per capire se sono miserabili impiegati (allora c´era anche chi li chiamava impiagati) o qualcosa in più; si ammette che «non tutti …

"Il premier rimasto solo vede dividersi il partito", di Marcello Sorgi

Attorno a Berlusconi cresce la pressione e il premier, per la prima volta in questi giorni difficili, deve constatare la divisione del suo partito solitamente monolitico. Non nell’ufficio politico che discute come mettere alle strette i finiani, ma poco prima, quando a Palazzo Grazioli si affaccia una folta delegazione di ministri, governatori regionali e dirigenti locali del Pdl venuti a esporre le loro riserve sulla corsa alle elezioni anticipate. Il nocciolo duro del dissenso, chiamiamolo così, viene dalla corrente “Liberamente” promossa dalle tre ministre Gelmini, Carfagna e Prestigiacomo e da Frattini. Il ragionamento è semplice: Bossi spinge perché pensa di fare il pieno di voti al Nord, e probabilmente lo farà. Fini si presenterà come avversario diretto del Senatùr oltre che del Cavaliere e paladino del Sud, rosicchiando voti al Pdl in territori che sono stati finora serbatoio strategico di consensi per il partito. Inoltre, non tutte le alleanze strette alle regionali sono solide: mentre Berlusconi cerca di recuperare transfughi dal gruppo misto per ritrovare la maggioranza in Parlamento, il governatore della Sicilia Lombardo, eletto …

"Autunno caldo, Fiom decide 4 ore di sciopero", di Roberto Mania

Prove di autunno caldo sindacale. La Fiom ha proclamato quattro ore di sciopero entro metà ottobre contro la decisione della Federmeccanica di recedere dal contratto nazionale firmato nel 2008 da tutti i sindacati compresi i metalmeccanici della Cgil. Le modalità dello sciopero saranno decise a livello territoriale, poi il 16 di ottobre ci sarà una manifestazione di protesta a Roma. La Fiom si prepara a una lunga prova di forza, nella quale giocherà anche la carta dei ricorsi alla magistratura, come ha annunciato il suo segretario generale Maurizio Landini. D´altra parte si capirà solo nei prossimi mesi l´effetto della scelta degli industriali metalmeccanici. Perché dall´inizio di quest´anno nelle aziende si applica il contratto separato, firmato cioè dagli altri sindacati (Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl e Fismic) ma non dalla Fiom. Il vecchio contratto è in stand by e così resterà fino alla sua scadenza del 31 dicembre 2011. Da quel momento – per effetto della decisione della Federmeccanica – anche formalmente non ci sarà più. E la Fiom non potrà aggrapparsi a nulla per impedire le deroghe …