"Il neoministro alla sfida risorse", di Carmine Fotina
Prima il rebus sul ministro, poi il problema, non da poco, delle risorse. Il nuovo corso dello Sviluppo economico, una volta nominato il successore di Scajola, partirà con una dote ridotta. L’ultima manovra economica ha sancito nel triennio tagli per 2,6 miliardi di euro e per il 2011 quasi un terzo delle riduzioni complessive dei ministeri graverà sul dicastero di via Veneto. Non è un dato facile da assorbire, soprattutto perché da due anni a questa parte sono andati a vuoto tutti i tentativi di reperire nuovi fondi condotti dall’ex ministro Claudio Scajola, dimessosi il 4 maggio per lo scandalo Anemone e l’affaire dell’appartamento con vista sul Colosseo. Una breve cronistoria può essere utile per capire quanto, oggi, sia arduo varare strategie industriali di largo respiro. Nel novembre 2008 al ministero viene predisposto un ambizioso piano da oltre 5 miliardi da sottoporre al Cipe, dalle bonifiche delle aree industriali da rilanciare (2 miliardi) alla banda larga (800 milioni) agli investimenti al Sud (1,8 miliardi). Non se ne farà niente e qualche mese dopo, a marzo …
