"Perché il Cavaliere deve temere le urne", di Ilvo Diamanti
NON è una novità, il protagonismo di Bossi. Esibito anche in passato, quando la Lega contava molto meno. Tuttavia, Bossi (e, di riflesso, la Lega) raramente è apparso così determinato. Oggi, infatti, è lui a dettare i tempi e i temi della crisi. Senza preoccuparsi di nulla e nessuno. Nei confronti di Fini e dei suoi amici: «Bisogna cacciarli. Fini è invidioso e rancoroso». Il dialogo è tempo sprecato: «Meglio andare a votare subito». Cioè: «A fine novembre, al massimo ai primi di dicembre». Lo ha ripetuto più volte, negli ultimi giorni. D´altronde, non c´è spazio per altre maggioranze, oltre a questa. Di fronte a governi tecnici il Nord insorgerebbe. È già campagna elettorale. E Bossi non perde occasione per riproporre i temi dell´agenda leghista. In primo luogo, il “mitico” federalismo. Poi, la sicurezza (i soliti immigrati, il cui numero e la cui pericolosità sociale salgono e calano a comando. Magari a tele-comando. Secondo l´urgenza politica del centrodestra). Poi il Sud. Dove, secondo Bossi, Fini – il nemico di Tremonti – «vuole sprecare i soldi …
