Anno: 2010

Zagrebelsky: "Il presidente difende la Costituzione gli interessi politici sono altra cosa", di Liana Milella

Zagrebelsky: emerge la violenza di un potere in pericolo «La Costituzione è ancora in vigore. E non esiste una costituzione materiale alternativa». Come vorrebbero invece quelli del Pdl. L´ex presidente della Consulta Gustavo Zagrebelsky mette in sequenza i fatti e sul Quirinale dice: «È pienamente nel solco della Costituzione». Come giurista prende le distanze dalle ultime mosse dei berlusconiani, ma come cittadino «è angosciato». E sull´ultima stagione dei dossier dice: «L´evocazione della piazza e il linciaggio giornalistico, quanto a violenza, sono paragonabili alla brutalità e alla volgarità dell´attacco al Quirinale». Mentre Napolitano chiede il rispetto della Costituzione, c´è chi, ministri e parlamentari del Pdl, avanzano dubbi, anzi accuse esplicite, d´intenzioni incostituzionali proprio da parte sua. Ha detto Bianconi: «La Costituzione la puoi tradire non rispettandola, o fingendo di rispettarla». La sua impressione? «Innanzitutto, si deve distinguere politica e interessi politici da Costituzione e sua applicazione. La confusione è molto pericolosa, anzi irresponsabile. Il partito del presidente del Consiglio e quello di Bossi chiedono le elezioni anticipate immediate, in caso di crisi di governo. Questa è …

"La politica dimentica l'economia", di Mario Deaglio

Quest’anno la pausa di Ferragosto non è stata caratterizzata, come tradizione, dal silenzio della politica. Rivelazioni e smentite, accuse e controaccuse, zuffe verbali dal linguaggio sempre più truculento hanno turbato il tradizionale riposo estivo degli italiani, molti dei quali hanno ridotto le vacanze, quando non vi hanno rinunciato del tutto, grazie alla crisi. Ed è proprio la crisi, con timori che genera per redditi e livelli di vita di milioni di persone, la grande assente in un dibattito – se così si vuol chiamare un’accozzaglia di dichiarazioni e battute in cui tutti gli intervenuti sembrano ascoltare soltanto se stessi – che ha la caratteristica di rimanere totalmente interno alla classe politica. Chi si sobbarca la fatica di seguirlo ne ricava l’impressione che l’Italia si trovi in una sorta di vuoto pneumatico invece che immersa in un contesto mondiale in ebollizione in cui fa un po’ di fatica a rimanere a galla; e che la classe politica italiana, in quello che sembra un misto di arroganza e di ignoranza, pensi che il fare e disfare governi …

"Addio al fisico Cabibbo che meritava il nobel", di Marco Cattaneo

Scomparso a 75 anni: per i suoi studi sulle particelle sfiorò il premio. Era presidente della Pontificia Accademia delle Scienz. Il Nobel l´ha sfiorato più d´una volta. L´ultima appena due anni fa, nel 2008, quando la ruota della fortuna di Stoccolma si è fermata sui nomi di Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa, che con lui condividono la paternità della matrice di Cabibbo-Kobayachi-Maskawa, uno degli strumenti più utili e originali della moderna fisica delle particelle. Era il 15 giugno 1963, e Nicola Cabibbo aveva appena 28 anni, quando “Physical Review Letters” pubblicò l´articolo in cui introduceva quello che per generazioni di fisici delle particelle è diventato noto come “l´angolo di Cabibbo”, e in cui si spiegava come avviene il mescolamento tra diverse particelle dentro una sola. Dieci anni più tardi i due fisici giapponesi estesero i risultati di Cabibbo a tre generazioni di quark, meritando l´ambito riconoscimento. A Cabibbo, scomparso ieri all´età di 75 anni, rimaneva la magra soddisfazione che il suo pionieristico lavoro era stato riconosciuto nel 2006 come l´articolo più citato nei 110 anni …

"Macelleria istituzionale", di Massimo Giannini

La macelleria politica e costituzionale del tardo-berlusconismo ha infine obbligato il Quirinale a compiere un atto irrituale ed estremo. Solo nell´Italia di oggi, destabilizzata dalle pulsioni tecnicamente eversive del capo del governo e avvelenata dalle operazioni di killeraggio mediatico dei suoi sicari, può accadere che un presidente della Repubblica debba scrivere in una nota ufficiale che chi nutre dubbi sul suo operato ha il «dovere» di chiederne l´impeachment. Come prevede la stessa Carta del 1948, che all´articolo 90 indica le modalità e le procedure della messa «in stato d´accusa» del Presidente, nei casi specifici di «alto tradimento» e di «attentato alla Costituzione». A tanto, dunque, è stato costretto Giorgio Napolitano, per fermare «le gratuite insinuazioni e le indebite pressioni» che, nell´avvitarsi di una crisi sempre più drammatica del centrodestra, colpiscono da giorni la più alta carica dello Stato. Il suo comunicato dà la misura di quanto sia grave e pericoloso il conflitto istituzionale in atto. E solo una lettura ipocrita e riduttiva del monito lanciato dal Colle può ridimensionarne la genesi alla necessità di rispondere …

Buon ferragosto!

Manuela Ghizzoni e la Redazione augurano un buon ferragosto agli affezionati lettori, agli amici che interagiscono e arricchiscono questo sito, a chi scrive e segnala notizie e curiosità, a chi protesta e a chi sollecita a fare meglio.

"Il viaggio dell'Unità 150 anni dopo. Bello confondersi col tricolore" di Giuseppe Civati

Di che nazionalità sei?», chiede Nico, nel ristorante in cui i camerieri sono quasi tutti stranieri. «Sono siciliano», risponde il ragazzo dietro il bancone, sorpreso e divertito insieme. Siamo a Reggio Emilia. La città del tricolore. E con i colori ci si può anche confondere. Anzi, lo vedremo, ci si deve proprio confondere. Alberto, che incontriamo di fronte al museo che al Tricolore è dedicato, ricorda di quando le forze dell’ordine hanno presidiato via Roma, perché i cittadini si lamentavano del degrado. E la cosa più irregolare che hanno trovato erano i reggiani che affittavano agli stranieri, per cifre folli, piccoli appartamenti, anche per dieci persone alla volta. Poi gli stranieri hanno imparato come si fa. E le cose sono scappate di mano. Chissà perché mi viene in mente via Padova. Chissà. Ora siamo nel quartiere della stazione, in piazza Domenica Setti, «vittima dell’eccidio delle Officine reggiane», dice il cartello. Una piazza nuova, con il chiosco analcolico gestito da una cooperativa: qualcuno, nel quartiere più difficile della città, si occupa del degrado. Lì vivono 5000 …

Scuola, sempre più presidi part-time. Già 1.500 sedi coperte da “reggenti”, di Alessandra Migliozzi

Millecinquecento scuole italiane per tutto il prossimo anno scolastico saranno “governate” da un preside part-time, un dirigente preso in prestito da qualche istituto vicino. A causa dei numerosi pensionamenti e dei tempi biblici che intercorrono fra un concorso e l’altro, infatti, quest’anno è boom di posti vacanti. Fino al 2007 si ricorreva ai presidi incaricati, professori prestati al ruolo di dirigenti. Poi questa figura è stata abolita (restano al loro posto solo gli incaricati già esistenti) e ora l’unica soluzione, quando le graduatorie si svuotano, è ricorrere ai “supplenti” anche per i presidi, che in gergo tecnico si chiamano reggenti. Quest’anno, calcola l’Anp, l’Associazione nazionale di categoria, saranno circa 1.500. Con inevitabili disagi: un solo preside dovrà coprire due istituti. Di solito l’amministrazione scolastica va a caccia del reggente nelle scuole vicino a quella con la poltrona vacante. Ma non sempre si trova il candidato. Così, a volte, il dirigente part-time deve affrontare un bel viaggetto per fare la spola fra una sede e l’altra. Il che comporta meno tempo a disposizione di prof, segretari, …