Anno: 2010

Rosy Bindi: «Ignorano i principi della Carta», di Natalia Lombardo

Non mi meraviglio delle minacce che vengono dagli esponenti del centrodestra: ancora una volta dimostrano la loro totale mancanza di cultura costituzionale»: così Rosy Bindi, presidente del Pd, commenta l’attacco del Pdl al Capo dello Stato. Come valuta le parole di Napolitano? «Sono richiami importanti: ha ricordato che c’è una Costituzione, che l’Italia è una democrazia parlamentare, che le Camere non le scioglie il presidente del Consiglio ma il presidente della Repubblica. È lui il garante della volontà popolare che si esercita dentro al Parlamento. Il Pdl si comporta come se fossimo una repubblica presidenziale». Viene accusato di aver indicato, in anticipo, un governo tecnico. «Napolitano non ha parlato di governo tecnico. Il Pdl ha scambiato per intervento politico il suo richiamo alla Costituzione, lo accusano perché non hanno cultura costituzionale. È la vera discriminante tra noi e loro». Anche Schifani si richiama alla volontà popolare e al voto. Che ne pensa? «Sono gravi e preoccupanti le parole della seconda carica dello Stato: non rispetta le prerogative costituzionali del Capo dello Stato perché confliggono con …

"Senza libertà di pensiero l'uomo è perduto. Simone Weil appassionata del bene comune", di Elisabetta Rasy

Nella devozione di certi suoi adepti e adepte di oggi Simone Weil prende spesso una fisionomia caricaturale. Quella di una sorta di santa laica che, nascosta dietro monastiche vesti scure, praticava un impeccabile distacco dal mondo. Niente di più inesatto: per tutto l’arco della sua non lunga vita Simone aveva coltivato contatti col mondo costanti, intensi e avventurosi. Certo, il suo aspetto era ascetico e colpiva quelli che la conoscevano da vicino, come il poeta Jean Tortel, che nel 1940 a Marsiglia, quando partecipava alle riunioni della rivista «Cahiers du Sud», la descrive così: «Una specie di uccello senza corpo, piegato su se stesso. In un’ampia mantellina nera che non lasciava mai, lunga fino ai polpacci; immobile, silenziosa, sedeva da sola – estranea e attenta, indagatrice e insieme lontana – all’estremità di un vecchio canapé sovraccarico di libri e riviste. Una presenza. Presente. Inconsueta». Ma anche quel suo corpo consumato era frutto di un preciso impegno cui Simone era fedele fin dall’adolescenza: quello di rifiutare ogni privilegio. Di privilegi avrebbe potuto averne: i suoi genitori …

"La metropolitana fantasma di Parma", di Francesco Alberti

Spesi 30 milioni, ma il progetto è stato cancellato. Inchiesta della Finanza. Il ruolo di Ettore Incalza, dirigente del ministero di Lunardi e consigliere della società. Basta un clic per salire sulla nuova metropolitana di Parma. Un clic sul sito di «Metroparma spa» e via. Tutti a bordo dell’ultimo gioiello della terra di Maria Luigia: due linee per un totale di 11 chilometri, modernissimi convogli di 30 metri l’uno, utenze da latitudini cinesi («96.700 spostamenti giornalieri – è scritto – per un totale annuo che supera i 24 milioni di passeggeri»). Decisa anche la data d’inizio lavori: estate 2009. L’estate dell’anno scorso. Altro clic. Dissolvenza. E fine della favola. Proprio così. Perché nel frattempo il progetto, già approvato, finanziato e con tanto di vincitori della gara d’appalto, è finito in cantina: non si farà mai, cancellato. Esiste solo sul sito di «Metroparma spa», società ormai in sonno. Un sonno che però ora rischia di generare mostri dato che sulla storia surreale di questa metropolitana fantasma si sono piantate da qualche giorno le unghie della Finanza …

"Siamo tutti stufi di questa politica", di Eugenio Scalfari

Sono maledettamente stufo di dover seguire i miei obblighi professionali commentando la ripetitiva rissosità e inconcludenza dei politici, l´incontenibile pulsione anticostituzionale di Berlusconi, l´uso dei dossier nei confronti di Fini e le controaccuse dei finiani contro il Cavaliere, gli sbraiti di Di Pietro contro tutto e tutti, il bastone secessionista della Lega che spunta dai borbottii di Umberto Bossi, l´attesa del Partito democratico e Godot che non arriva perché ce ne sono troppi e si paralizzano reciprocamente. Sono maledettamente stufo e non sono il solo. Sono stufi la maggioranza schiacciante degli italiani con il pessimo risultato che il distacco dalle istituzioni è diventato un abisso. Ed è stufo e molto preoccupato il Presidente della Repubblica, come lui stesso ha detto con parole sue nell´intervista rilasciata tre giorni fa all´Unità. Napolitano ha segnalato il vuoto che si è aperto da quando la rissa politica si è trasformata in rissa istituzionale; ha chiesto ai responsabili di questo stato di cose di mettervi fine al più presto; ha osservato che una crisi di governo al buio e un´eventuale …

"Per le famiglie meno consumi e più debiti", di Valentina Conte e Rosa Serrrano

Roma e l´Ogliastra. Due province agli antipodi. E non solo geograficamente: l´una sul continente e l´altra sulla sponda tirrenica della Sardegna. A distanziarle sono i debiti familiari: oltre 22.394 euro per i romani, 5.784 euro per i sardi, quasi 4 volte meno. In media, ogni famiglia italiana è andata in rosso per quasi 16 mila euro nel 2009, 863 euro in più rispetto al 2008 (+5,7%) tra mutuo per la casa, finanziamenti per le ristrutturazioni, prestiti per gli acquisti. Poca cosa rispetto al balzo del 92% registrato dall´ingresso dell´euro. A partire dal 2002, e dunque in soli otto anni, mentre i prezzi sono aumentati del 16,6%, i debiti sono praticamente raddoppiati. Inevitabile correre ai ripari. Così, nel 2010 le famiglie frenano. Meno credito al consumo e dunque meno rate, dopo anni di crescita, e acquisti mirati: prodotti low cost, meglio se biologici, eco-compatibili e a chilometro zero. A mettere in fila le province italiane, la Cgia di Mestre, che elabora dati di Istat e Bankitalia, scopre che al top della classifica si collocano gran parte …

"L'impotente grandezza del Cavaliere", di Barbara Spinelli

E’ venuta l’ora di analizzare la morte di quella che è stata chiamata, in gran fretta e proditoriamente, Seconda Repubblica. Doveva essere qualcosa che somigliava alla quinta repubblica di De Gaulle, inaugurata alla fine degli Anni 50: un sistema che restituisse alla politica la nobiltà, lo sguardo lungo, l’efficacia che il predominio di fazioni e partiti le aveva tolto. Doveva, partendo dalla simultanea svolta avvenuta a Nord con Mani Pulite e a Sud con l’offensiva contro la mafia di Falcone e Borsellino, rigenerare un ceto politico corrotto da anni di democrazia senza alternanza, di poteri paralleli e illegali. Le forze che dopo il ’45 avevano ricostruito il Paese gli avevano dato una Costituzione vigile sulla democrazia, ma antichi mali, non curati, si erano incancreniti: il rapporto degli italiani e dei politici con lo Stato in primo luogo, e la maleducazione civile, lo sprezzo della legalità, del bene comune. Tutti questi mali sopravvissero alla Prima Repubblica, e per questo anche la seconda sta morendo. Quel che mancò, nei primi Anni ’90, fu la rigenerazione delle classi …

Quanti precari non avranno la conferma di nomina?

L’anno scorso, di questi tempi e con il decreto salva-precari in discussione, infuriava la polemica sulla possibile mancanza di conferma delle nomine dei docenti non di ruolo; si parlava di strage nelle nomine dei precari, stimando in decine e decine (c’era chi parlava di oltre un centinaio) le non conferme di nomina dei precari che l’anno precedente aveva toccato le 131.145 unità (20.405 annuali e 110.740 fino al termine delle attività didattiche). Alla fine un calo di nomine effettivamente ci fu, come previsto, ma più contenuto di quanto temuto. Le nomine furono infatti complessivamente 117.285 con un calo, rispetto al 2008-2009, di “sole” 13.880 unità. Se poi si considera che contemporaneamente c’erano state anche 8mila nomine in ruolo, i precari rimasti senza nomina furono poco meno di 6mila, in qualche modo recuperati dal decreto salva-precari. Nel 2008-09, quando l’effetto di riduzione degli organici era ancora quello delle Finanziarie Prodi, c’erano state, appunto, 131.145 nomine di docenti con contratto a tempo determinato, e già allora c’era stato un calo di nomine, rispetto al 2007-08, di quasi …