"CNR, ben 4000 i ricercatori a rischio", di Luciana Cimino
Quattromila ricercatori a rischio. Tanti potrebbero essere infatti i precari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che rischiano di rimanere senza posto dopo anni di apprendistato e contributi di conoscenza dati all’ente, se passasse una delle norme contenute nel nuovo statuto in corso di approvazione. La contestatissima norma, che vede sul piede di guerra tutti i ricercatori del CNR e i sindacati di categoria uniti, prevede che le condizioni dei contratti di precariato non possano superare in nessun caso i 6 anni (nelle loro svariate forme: da assegno di ricerca, a borsa di studio a co.co.co). «Dopo fuori dall’ente, anche se sei un ricercatore valido, e non di rado eccellente, non c’è nessun futuro», spiega Mariangela Spera, ricercatrice precaria all’IStc (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione). «Una norma miope e assurda», per Rosa Ruscitti della FLC –CGIL che ricorda come «il CNR faccia alta formazione, mentre in Italia non c’è ricerca privata, cosa faranno questi ragazzi dopo?». Ma non è solo questa la norma contestata nella bozza di statuto che sarà approvata lunedì dal …
