Anno: 2010

Università, il Pd solidale con la protesta dei ricercatori

Anche i ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia hanno annunciato la volontà di sospendere le attività didattiche contro il disegno di legge della Gelmini e domani occuperanno simbolicamente il Rettorato. A loro va la solidarietà dell’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura della Camera, che ha rilasciato la seguente dichiarazione. «Le mobilitazioni annunciate dai ricercatori sono del tutto condivisibili. Il disegno di legge non offre prospettive di crescita al nostro sistema universitario e ai nostri ricercatori, costretti a ricoprire un ruolo ad esaurimento e privati di ogni aspirazione legittima di carriera accademica. Allo stesso modo si sbarra la strada ai tanti giovani di talento che attualmente svolgono attività di ricerca con contratti precari: per loro non resta che imboccare la via per l’estero. Il governo ha detto chiaramente che non ci sono risorse per quest’anno e che vi saranno ulteriori tagli per 950 milioni per il prossimo, confermando una scelta miope e irresponsabile che impedisce ogni serio progetto di riforma dell’università. La situazione in cui si trovano gli atenei è a …

"Ecco le manovre lacrime e sangue austerity obbligata per gli Stati", di Elena Polidori

Draghi e Trichet d´accordo: non c´è alcuna alternativa al risanamento dei conti. Una operazione a tenaglia sui conti pubblici di Eurolandia. L´ultimo venerdì nero delle Borse accelera la ricerca di soluzioni immediate per dare certezze ai mercati sul debito monstre dei Paesi. Così, coerentemente con gli impegni presi lo scorso week- end, quando s´è deciso il piano salva euro, i governi d´Europa stanno tutti cercando di varare manovre correttive dei propri bilanci, dilatati a dismisura dalla crisi. Ci prova l´Italia, con un piano preparato dal ministro Giulio Tremonti. La Grecia ha appena varato misure draconiane, in cambio di aiuti per 110 miliardi in tre anni. L´Irlanda anche. Spagna e Portogallo stanno rimboccandosi le maniche giusto in queste ore. Come pure la Francia. Perfino la Germania studia il modo per riportare i conti pubblici sotto controllo. Oggi a Bruxelles, al vertice dell´Eurogruppo, si tireranno le somme: esame dei vari piani di risanamento e austerity obbligata nell´intera Ue. L´operazione-conti, scattata ovunque all´indomani del drammatico vertice al capezzale della moneta unica, è stata sollecitata dalla Bce. Anzi, in …

Il governo delle spese folli ora dice: «tagli ai privilegi», di Bianca Di Giovanni

Mentre prepara sacrifici per i lavoratori, la Destra riscopre la casta. E via agli annunci: giù gli stipendi dei politici del 5%, giù quelli dei burosauri, via le auto blu, via i portaborse, via le prebende. È un profluvio di dichiarazioni: Roberto Calderoli (abilmente) ha dato il via. Ieri ha parlato il suo «capo» Umberto Bossi: taglieremo gli stipendi dei magistrati. La Lega invoca la Bastiglia, la presa del Palazzo, per placare il popolo padano che chiede meno tasse e avrà la stangata. Gli altri inseguono, e rilanciano. Daniela Santanchè chiede di ridurre le auto blu, Gianfranco Rotondi di rinunciare a tre mensilità. Il ministro Giulio Tremonti si tiene distante, e con toni quasi sacrali (una citazione in latino) annuncia che «tutte le voci in questi giorni in circolazione sulla manovra sono tanto confuse quanto confusionarie. Nessuna decisione è stata presa e le decisioni prese saranno comunicate nelle forme appropriate». Meno di niente. Ma quanto sono credibili questi novelli rigoristi, questi Robin Hood in salsa italiana, che lanciano anatemi dalle stanze del (loro) potere? A …

"Azione civica contro il bavaglio", di Stefano Rodotà

NESSUN sistema democratico, per malandato che sia, può fare a meno di una opinione pubblica informata, consapevole, reattiva. Altrimenti si scivola verso la democrazia d’investitura, si trasforma il popolo in “carne da sondaggio”. E torna d´attualità la critica di Jean-Jacques Rousseau: «Il popolo inglese crede d´essere libero, s´inganna, non lo è che durante l´elezione dei membri del Parlamento; non appena questi sono stati eletti, esso diventa schiavo, non è più nulla». Dobbiamo malinconicamente constatare che nell´Italia di oggi anche quella libertà elettorale è stata sequestrata, visto che la “legge porcata” ha trasferito alle oligarchie dei partiti quella scelta dei parlamentari che dovrebbe essere nelle mani degli elettori? A temperare questo pessimismo sono intervenuti nelle ultime settimane alcuni fatti che mostrano un risveglio dell´opinione pubblica e i nuovi modi in cui essa si organizza e si manifesta. Decine di migliaia di persone sostengono un appello contro “la legge bavaglio” su intercettazioni e divieto di pubblicazione di atti giudiziari. In poco più di tre settimane si è vicini al traguardo del mezzo milione di firme necessarie per …

L'evasione sale del 6,7% nei primi quattro mesi dell'anno

Nei primi quattro mesi del 2010 l’imponibile evaso in Italia è cresciuto del 6,7 per cento. Lo ha affermato Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani. «In termini di imposte sottratte all’erario», si legge in una nota, «siamo nell’ordine dei 156 miliardi di euro l’anno. È la stima calcolata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it. Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate: economia sommersa, economia criminale, società di capitali, «big company» e lavoratori autonomi e piccole imprese. L’economia sommersa sottrae al fisco italiano un imponibile di circa 135 miliardi di euro l’anno». I lavoratori in nero sono circa 2,4 milioni, di cui 850.000 sono dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un’evasione d’imposta pari a 34 miliardi di euro. «Per l’economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose che, in almeno quattro regioni del Mezzogiorno, controllano buona parte del territorio, si stima che il giro di affari non «contabilizzato» si attesta sui 178 miliardi di euro l’anno, pari a un’imposta evasa di 63 miliardi di euro. …

Protesta sui tagli al tempo pieno. Gelmini: "Falso, ci sono più classi", di Salvo Intravaia

Da Milano a Trapani, passando per Firenze e Roma, l’anno prossimo spariranno centinaia di classi con orario pomeridiano. Cittadini e amministratori si mobilitano, ma per la Gelmini le critiche sono strumentali. Tempo pieno in calo per gli alunni in entrata alle elementari e fioccano le proteste dei genitori. Ma il ministero rilancia. “Aumenta il tempo pieno nella scuola elementare: per il secondo anno consecutivo, grazie all’introduzione del maestro unico e all’abolizione delle compresenze, si è registrato un aumento complessivo di 2.958 classi a tempo pieno e aumentano gli alunni che potranno usufruire di questo quadro orario”. Ma, allora, perché i genitori protestano? Dopo il boom di lezioni pomeridiane nelle classi iniziali della primaria di quest’anno, le famiglie si erano illuse che la cuccagna potesse continuare anche il prossimo anno. Ma non sarà così. Da Milano a Roma, passando per Firenze, le proteste sono vibranti. A Milano per effetto della trasformazione d’ufficio di 150 classi prime a tempo normale (con lezioni in orario antimeridiano) quasi 3 mila bambini dovranno essere esclusi dal prolungamento delle lezioni fino …

"Perugia-Assisi, al via la Marcia della pace. Flavio Lotti: facciamo camminare le parole, il lavoro al centro della politica", di Paola Natalicchio

Ponte san Giovanni e’ una frazione di Perugia. Frazione fino a un certo punto. Per chi ci viene in macchina, magari. I camminatori della pace, in viaggio stamattina dalla Perugia di Aldo Capitini alla Assisi di San Francesco fanno qui la loro prima tappa e invadono il minuscolo corso dopo un’ora e mezzo di marcia arcobaleno. La pioggia va e viene ma non cambia una virgola di questa giornata speciale. Ventiquattro chilometri tutti d’un fiato che si ripetono per la diciottesima volta. La prima fu oltre cinquantanni fa: Capitini, filosofo antifascista padre del liberalsocialismo, la organizzo’ coraggiosamente insiemea un gruppo di intellettuali tra cui Norberto Bobbio, Ernesto Rossi, Italo Calvino e Renato Guttuso. Allora erano in trentamila e si sgolavano contro l’incubo nucleare agitato dalla guerra fredda e dallo scontro frontale tra blocchi contrapposti. Oggi i maratoneti della pace partiti dai giardini del Frontone di Perugia si fa fatica a contarli. Cosi’ come a seguirli. Riprendere la testa del corteo se si e’ partiti dalla coda e’ impossibile, ma la voce di Flavio Lotti, il …