"La destra e il testamento biologico", di Ignazio Marino*
«Alimentazione e idratazione artificiali sono da considerarsi forme di sostegno vitale e non possono mai essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento». È sull’articolo 3 della legge sul testamento biologico, all’esame della Commissione Affari sociali alla Camera dei Deputati, che si è arenata la discussione sulla legge sul testamento biologico. Il passaggio in Aula a Montecitorio non si annuncia né facile né in tempi brevi, ma deve essere chiaro che, se la legge fosse approvata senza modifiche sostanziali, tutti noi dovremmo rispettare quelle norme al contempo ideologiche ed emotive, votate un ano fa sull’onda della drammatica vicenda di Eluana Englaro. Norme scritte ignorando la voce della scienza e quella di milioni di italiani che, all’indomani della morte di Eluana, ebbero un sussulto democratico contro l’illecita invadenza dello Stato nell’imporre ad una persona terapie non volute, per prolungarne un’irreversibile agonia. Il 9 febbraio 2009 parole come eutanasia e assassinio furono cinicamente pronunciate da figure con grandi responsabilità politiche: ricordiamo tutti le offese e le accuse irresponsabili rivolte al Capo dello Stato che si era rifiutato di …
