"Le regioni: no al maxiemendamento", di Roberto Turno
Una manovra 2011 e un maxiemendamento «profondamente insoddisfacenti» che rischiano di far saltare il banco con tagli «a servizi fondamentali per le persone, per le famiglie e per le imprese». I governatori muovono nuovamente all’attacco della legge di stabilità che, con la manovra estiva, crea «una situazione insostenibile» per le regioni e, affermano, non allenta affatto il patto di stabilità interno. Hanno atteso inutilmente una convocazione del governo e così ieri, al termine del loro parlamentino per il parere sul federalismo fiscale (entrate regionali e costi standard sanitari), i presidenti di regione hanno ribadito il loro allarme. Chiedendo ancora un incontro a palazzo Chigi, ma anche ai presidenti di Camera e Senato e a tutti i capigruppo per illustrare le proprie ragioni. La speranza è di riuscire a trovare ascolto nel tempo (e negli spazi finanziari) che restano dell’iter parlamentare della manovra. «Sappiamo che il momento è complicato – ha detto il rappresentante dei governatori, Vasco Errani – ma lavoriamo per la piena collaborazione tra i diversi livelli istituzionali». Anche perché, ha aggiunto Roberto Formigoni, …
