Anno: 2010

"Wi-Fi più libero, ma non tanto" di Alessandro Gilioli

Dopo cinque anni e quattro mesi, se tutto va come formalmente promesso dal ministro degli Interni Roberto Maroni, le norme che hanno soffocato la Rete senza fili in Italia (il cosiddetto decreto Pisanu) saranno modificate: niente più richiesta di un documento d’identità cartaceo per accedere all’Wi-Fi nei locali pubblici, niente più obbligo dei gestori di chiedere l’autorizzazione in questura per fornire il servizio (mentre resta ancora in dubbio se questi dovranno in qualche modo archiviare la navigazione on line dei loro clienti, come avviene ora). Non sarà tuttavia, come ha invece sostenuto Maroni, una vera liberalizzazione. Secondo il governo e la maggioranza infatti, bisogna «contemperare le esigenze della libera navigazione con quelle della sicurezza», come spiega il responsabile Internet del Pdl Antonio Palmieri a ‘L’espresso’: quindi «si studierà un modo per identificare i dispositivi attraverso i quali le persone si connetteranno» alla Rete senza fili da locali pubblici. Che cosa significa questo? Ancora non si sa: «Ci sono due mesi per trovare un sistema (la legge attuale scade a fine anno e non verrà prorogata, …

Oltre all'emergenza, subito un piano per la riqualificazione del territorio

Dichiarazione del segretario Bersani sul maltempo in Veneto: “il governo intervenga non solo dichiarando l’emergenza. Basta interventi di propaganda”. Il Segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ha chiesto al Governo di intervenire immediatamente non solo con la dichiarazione dello stato di emergenza per superare la drammatica situazione venutasi a creare per colpa del maltempo e del dissesto del territorio in Veneto e in altre regioni. “Il bilancio dei danni è decisamente allarmante. Il Governo – ha dichiarato Bersani – deve assumere immediatamente su di se questa emergenza destinando risorse straordinarie a questi territori e programmando, anche su scala nazionale, una serie di interventi strutturali capaci di riqualificare il sistema idrogeologico oggi ancora al di sotto degli standard di sicurezza. Oltre alla doverosa ed immediata gestione dell’emergenza, che deve essere reale e non soltanto di stampo propagandistico come accaduto con il terremoto dell’Aquila e con i rifiuti in Campania, serve un piano di messa in sicurezza dei territori: un impegno prioritario per le nostre comunità e per lo sviluppo del nostro Paese. Il Governo è, …

Napolitano: «Il paese soffre», di Dino Pesole

Il paese sta soffrendo di «gravi fibrillazioni e incertezze, politiche e istituzionali». Ne è ben consapevole Giorgio Napolitano, che tuttavia guarda con fiducia al senso della missione e all’operosità che guidano ogni giorno «un gran numero di italiani», siano essi persone o soggetti collettivi. Si tratta di una grande risorsa, «una garanzia di coesione e vitalità della nostra nazione, che ci induce a guardare in questi momenti difficili con rinnovata fiducia al futuro». È il giorno in cui si celebra al Quirinale la giornata nazionale per la ricerca sul cancro. Napolitano ascolta gli interventi del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, del professor Umberto Veronesi, del presidente dell’Airc Piero Sierra e del maestro Michelangelo Pistoletto. Poco prima, la consegna dei premi «Credere nella ricerca ad Andrea Beltratti, presidente del Consiglio di gestione di Intesa San Paolo (da oltre dieci anni partner principale della campagna «L’Azalea della ricerca») e alla Fondazione Nando Peretti (si veda il servizio a pagina 30). «Abbiamo bisogno dell’impegno degli uni e degli altri», esordisce Napolitano, di quanti credono nella ricerca praticandola con …

"Governatore e ministro: le vite parallele", di Luigi La Spina

Qualche volta le occasioni capitano. Ma, più spesso, si scelgono. L’ultima applicazione di questa regola l’ha dimostrata, ieri, il governatore della Banca d’Italia, con la sua lezione magistrale all’università di Ancona. Mario Draghi, infatti, ha approfittato del convegno in onore di Giorgio Fuà, il grande studioso italiano dedicatosi soprattutto ai problemi dello sviluppo, per un discorso che ha superato i tradizionali limiti dell’economia, suggerendo una ampia strategia politica per il futuro dell’Italia. Con la consueta stringatezza, il governatore è riuscito a condensare in tredici cartelle quasi un programma di governo, di cui l’invito finale, citato per intero, basta a fare capire l’ambizione e la difficoltà della sua proposta: «Dobbiamo tornare a ragionare sulle scelte strategiche collettive, con una visione lunga. Cultura, conoscenza, spirito innovativo sono i volani che proiettano nel futuro. La sfida, oggi e nei prossimi anni, è creare un ambiente istituzionale e normativo, un contesto civile, che coltivino quei valori, al tempo stesso rafforzando la coesione sociale». Il profilo di queste parole, cadute, occasionalmente ma significativamente, in un clima di polemiche dominate da …

"Confindustria e università", di Francesco Sylos Labini

Negli ultimi tempi il quotidiano di Confindustria, il Sole24Ore, ha prestato notevole attenzione alla vicende legate alla riforma universitaria e al ddl Gelmini. Il vicepresidente per l’Education della Confiundustria, Gianfelice Rocca, in un recente articolo su La Stampa ci informa che non si sono per il momento viste sul tavolo riforme migliori e che “ipotizzarle adesso significa in pratica bloccare l’unica riforma concretamente realizzabile. Una riforma che presenta forti punti di contatto anche con quella presentata dal Pd l’anno scorso, a partire dai meccanismi di reclutamento e governance“. Reclutamento e governance sono infatti due punti cardine della riforma Gelmini. Per quanto riguarda il primo, abbiamo visto com’è andata. Nell’indigestione di tagli, si è alla fine capito che si è esagerato e dunque sono stati promessi 9000 posti di professore associato, soprattutto per tranquillizzare i ricercatori, o almeno per dividerli. Tentativo per il momento naufragato per mancanza del vil denaro. Ma anche tentativo maldestro, senza nessuna strategia, né nel breve ma neppure nel lungo periodo, ed improvvisato all’ultimo momento. Per quanto riguarda la governance, siamo sempre …

Università, Pd: 1 miliardo in emendamento? Non sono soldi aggiuntivi

Ghizzoni: attendiamo che gli auspici di Tremonti si tramutino in legge. “Deve essere chiaro che non si tratta di soldi aggiuntivi, ma di una marcia in dietro sul taglio contenuto nella legge di stabilità che avrebbe condotto la metà degli atenei italiani a portare i libri in tribunale”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta l’annuncio del ministro Tremonti che oggi nella conferenza stampa del Cdm ha detto che nell’emendamento potrebbe esserci un miliardo per le università. “Aspettiamo di verificare che i pensieri di Tremonti si tramutino in legge, in ogni caso è chiara la sconfessione delle scelte degli ultimi mesi che avevano fatto approvare al Cdm una legge di stabilità che, dati alla mano, decurtava il fondo di finanziamento ordinario di un miliardo e settantasei milioni di euro”.

"L'emergenza continua dei rifiuti campani", di Claudio Cicatiello*

A meno di due anni dall’approvazione del piano Bertolaso che avrebbe dovuto risolvere definitivamente l’emergenza rifiuti in Campania è scoppiata una nuova crisi. Perché? Non sono state individuate soluzioni condivise sulla localizzazione degli impianti. La realizzazione dei tre inceneritori e delle dieci discariche previste è in forte ritardo. I politici locali hanno interesse a cavalcare il malcontento dei loro elettori. Ora anche il presidente del Consiglio ha sconfessato il piano originario. Prevedibile che l’emergenza rifiuti si ripresenti entro breve tempo. A meno di due anni dalla dichiarazione di fine emergenza, Napoli e l’area metropolitana sono di nuovo invase dai rifiuti: come è potuto accadere, e soprattutto perché? Nel 2008 l’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania aveva raggiunto il suo culmine, ma in realtà altre fasi di crisi c’erano state sul finire degli anni Novanta e nel 2002-2003, per poi acuirsi di nuovo a partire dal 2006. IL PIANO BERTOLASO DEL 2008 Il motivo delle crisi ricorrenti è sempre lo stesso: la mancata realizzazione di impianti sufficienti per lo smaltimento dei rifiuti, a causa dell’incapacità …