"Atenei, fondi non spesi per duecento ricercatori", di Alessandra Migliozzi
Ci sono circa duecento posti da ricercatore a tempo indeterminato che gli atenei dovrebbero bandire perché hanno già ricevuto i fondi per farlo e che, invece, non vengono messi sul piatto. Ci sono circa duecento posti da ricercatore a tempo indeterminato che gli atenei dovrebbero bandire perché hanno già ricevuto i fondi per farlo e che, invece, non vengono messi sul piatto. Senza alcuna chiarezza su dove vadano a finire le risorse finora non spese. Con buona pace di quei giovani che sanno che questi bandi costituiscono l’ultimo treno per poter conquistare una posizione a tempo indeterminato nel mondo della ricerca universitaria. Con la riforma Gelmini, infatti, arriveranno i nuovi contratti a termine. I posti che stanno rimanendo nel cassetto fanno parte di quel pacchetto di assunzioni lanciate nel 2007 dell’ex ministri Fabio Mussi (governo Prodi) che volevano essere un piano di reclutamento straordinario per ringiovanire il corpo accademico. Nel 2007 sono stati messi a disposizione 1.024 posti. Nel 2008 ce ne sono stati 1.026. Per il 2009 altri 696, completamente finanziati dal Miur e …
