"Pd, il caso-Ruby e l’ombra del ricatto", di Rudy Francesco Calvo
Niente bunga bunga: il Nazareno mette nel mirino il giallo della telefonata da palazzo Chigi alla questura Il copione si ripete: Casoria, Bari, villa La Certosa, il lettone di palazzo Grazioli, adesso Milano. Gran parte del paese parla delle avventure sessuali di Berlusconi, l’Italia diventa lo zimbello della stampa internazionale, il centrodestra fa quadrato attorno al premier rivendicandone il diritto alla privacy. E intanto le vere questioni restano irrisolte. Com’è possibile che persone la cui identità non viene verificata abbiano rapporti personali col presidente del consiglio? Com’è possibile che entrino, senza alcun controllo né autorizzazioni, in una sede istituzionale (tale è la residenza romana di Berlusconi, per sua stessa volontà) in cui circolano dossier e documenti riservati, anche di carattere internazionale? Nel caso più recente, il premier ha effettuato pressioni indebite sulle forze di pubblica sicurezza affinché rilasciassero una giovane accusata di furto? È questa la strada che il Partito democratico ha deciso di intraprendere: non soffermarsi sui moralismi, ma costringere il governo a chiarire i buchi neri della vicenda milanese. In questo senso, a …
